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Commissione europea - Comunicato stampa

Agenda europea sulla migrazione: la precarietà della situazione non permette di abbassare la guardia

Bruxelles, 16 maggio 2018

Oggi la Commissione riferisce sui progressi compiuti a partire dal dicembre 2017 nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione e della tabella di marcia della Commissione, e presenta ulteriori azioni prioritarie da intraprendere.

Sebbene gli sforzi comuni dell'UE abbiano continuato a dare risultati, l'attuale pressione migratoria rende la situazione ancora precaria, come testimonia il recente aumento degli arrivi lungo le rotte del Mediterraneo orientale e occidentale. Questo significa che l'UE nel suo complesso deve fare prova della necessaria vigilanza e preparazione per rispondere ai picchi stagionali e ai cambiamenti di pressione, in particolare da una rotta all'altra. La relazione odierna individua gli aspetti per i quali occorre rafforzare la nostra risposta: colmare la persistente carenza di mezzi della guardia costiera e di frontiera europea, migliorare i rimpatri, promuovere il reinsediamento e proteggere meglio i migranti lungo le rotte.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "La relazione conferma che la migrazione può essere gestita solo in modo globale, attraverso azioni che si rinforzino reciprocamente e basate sulla responsabilità e sulla solidarietà. La riforma del sistema europeo comune di asilo è un elemento centrale di questo approccio e, grazie al bilancio a lungo termine dell'UE, l'UE sarà pronta ad affrontare qualunque crisi migratoria futura. La riforma non può attendere, e mi auguro che il Consiglio europeo raggiunga un accordo a giugno."

Il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: "Negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli progressi sia all'interno dell'UE che con i nostri paesi partner. Tuttavia la situazione è ancora critica e il nostro lavoro non è ancora finito. Per questo invito gli Stati membri a mettere urgentemente a disposizione guardie di frontiera e attrezzature per le operazioni della guardia di frontiera e costiera europea, e a rispettare l'impegno di raggiungere un accordo sulla riforma del sistema di asilo entro giugno. La realtà ci ricorda ancora una volta che non c'è tempo da perdere".

 

Arrivi lungo le tre rotte principali

Nel corso dei primi mesi del 2018 la tendenza alla diminuzione osservata nel 2017 si è confermata nel Mediterraneo centrale, con dati relativi agli arrivi inferiori del 77% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2017.

Sebbene sia ancora nettamente inferiore rispetto a prima della dichiarazione UE-Turchia, il numero di arrivi dalla Turchia ha registrato un notevole aumento dal marzo 2018, sia verso le isole greche (9 349 dall'inizio del 2018) sia attraverso la frontiera terrestre (ad oggi 6 108, nove volte superiore rispetto allo stesso periodo nel 2017). Nonostante la situazione si sia nel complesso stabilizzata lungo la rotta dei Balcani occidentali, negli ultimi mesi sono stati registrati aumenti degli spostamenti attraverso l'Albania, il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina.

Il numero di arrivi lungo la rotta del Mediterraneo occidentale ha continuato a mostrare una tendenza all'aumento, con circa 6 623 arrivi in Spagna dal gennaio 2018 (il 22% in più rispetto ai primi mesi del 2017).

 

Gestire le frontiere esterne dell'UE

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera sostiene le guardie di frontiera nazionali mediante lo spiegamento di circa 1 350 esperti lungo tutte le rotte migratorie. Considerato l'aumento della pressione migratoria, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è pronta a rafforzare la sua presenza alla frontiera terrestre tra la Grecia e la Turchia. L'Agenzia si è inoltre offerta di triplicare gli spiegamenti operativi lungo le frontiere terrestri greche con l'Albania e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Inoltre, sono in corso lavori per concludere accordi con i paesi dei Balcani occidentali, che consentiranno all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera di aiutare direttamente tali paesi a gestire le loro frontiere, se necessario.

Sussistono tuttavia persistenti e importanti carenze in termini di personale e attrezzature dell'Agenzia europea della guardia di frontiera costiera, al punto che meno della metà delle attuali esigenze operative possono essere soddisfatte. Gli Stati membri devono intensificare con urgenza i loro spiegamenti se vogliamo che l'Agenzia possa sostenere le operazioni in corso e sia in grado di avviarne di nuove.

La proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine rafforza significativamente i fondi destinati alla gestione delle frontiere esterne, comprese le risorse aggiuntive destinate a rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea con un corpo permanente di 10 000 agenti.

 

Proteggere i migranti lungo le rotte migratorie

L'UE prosegue la sua azione per affrontare le cause profonde della migrazione, proteggendo nel contempo i migranti lungo le rotte e offrendo soluzioni alternative alla migrazione irregolare:

  • Rimpatri volontari dalla Libia: con il sostegno dell'UE, nel 2018 l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha aiutato oltre 6 185 persone a ritornare volontariamente nel proprio paese dalla Libia. La task force congiunta UA-EU-UN continua a collaborare con le autorità libiche per porre fine al trattenimento sistematico dei migranti, compresi i minori. Ad oggi questi sforzi hanno permesso di porre fine al trattenimento di più di 1 000 rifugiati.
  • Evacuazioni di emergenza: 1 152 persone sono state evacuate dalla Libia in Niger nell'ambito del meccanismo di transito di emergenza per essere reinsediate in Europa. 108 di loro sono state già reinsediate in Francia, Svezia o Svizzera. Occorre ora che le segnalazioni dell'UNHCR vengano accelerate per accelerare i trasferimenti verso gli Stati membri dell'UE. L'UE sostiene questo sforzo con 20 milioni di euro.
  • Lotta contro le reti del traffico di migranti e della tratta di esseri umani: la cooperazione è stata rafforzata con i partner nella regione del Sahel, in linea con la dichiarazione adottata a Niamey in marzo.
  • Affrontare le cause profonde: il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa ha dimostrato il proprio valore, con 147 programmi, per un importo totale attuale di 2,59 miliardi di euro, che finanziano iniziative cruciali, quali i rimpatri volontari dalla Libia. Tuttavia, un importante deficit di finanziamento di circa 1,2 miliardi di euro rischia di compromettere questi sforzi se l'UE e gli Stati membri non vi fanno fronte.

La Commissione propone oggi anche una revisione della legislazione sui funzionari di collegamento incaricati dell'immigrazione inviati dagli Stati membri dell'UE nei paesi terzi per intensificare la dimensione europea del coordinamento con partner fondamentali.

 

Situazione in Grecia

La situazione in Grecia rimane preoccupante a causa della forte pressione sulle isole e della lentezza delle procedure di asilo che ostacolano i rinvii in Turchia. La Commissione ha esortato la Grecia a migliorare la situazione sulle isole con il sostegno dell'UE, accelerare urgentemente il ritmo dei rinvii e mettere a punto il piano di intervento in caso di aumento degli arrivi.

 

Rimpatrio e riammissione

Nel 2017 è stata data effettiva esecuzione solo al 36,6% dei provvedimenti di rimpatrio; è quindi necessario fare di più per aumentare i rimpatri dei migranti che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE. Nel 2018 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha aiutato ad organizzare 111 operazioni di rimpatrio, ma gli Stati membri dovrebbero fare un uso maggiore del mandato rafforzato dell'Agenzia in materia di rimpatrio. Sono stati compiuti notevoli progressi per quanto riguarda il miglioramento della cooperazione in materia di rimpatrio con i paesi di origine, con la conclusione negli ultimi mesi di modalità pratiche e negoziati in corso. Per migliorare ulteriormente il monitoraggio dei rimpatri e altre statistiche pertinenti sulla migrazione la Commissione propone oggi anche di aumentare la frequenza delle pubblicazioni di dati di Eurostat.

 

Reinsediamento

Nell'ambito del nuovo programma di reinsediamento della Commissione, 20 Stati membri si sono impegnati per oltre 50 000 posti, per i quali sono già state trasferite 4 252 persone. La Commissione invita gli Stati membri a realizzare il 50% degli impegni di reinsediamento entro ottobre 2018.

Prossime tappe

Per sostenere l'approccio globale dell'UE in materia di migrazione e assicurare che l'Europa sia attrezzata per far fronte a qualsiasi crisi futura, gli Stati membri dovrebbero:

  • provvedere a colmare le carenze di guardie di frontiera e attrezzature dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera;
  • colmare il deficit di finanziamento di 1,2 miliardi di euro per il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa;
  • migliorare la situazione in Grecia e accelerare i rinvii in Turchia;
  • intensificare notevolmente i rimpatri e avvalersi del mandato dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera in materia di assistenza ai rimpatri;
  • accelerare gli sforzi di reinsediamento nell'ambito del nuovo regime per i paesi prioritari, in particolare per quanto riguarda il meccanismo di transito di emergenza in Niger, e nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia;
  • raggiungere rapidamente un accordo sulla riforma del sistema europeo comune di asilo, per garantire che l'UE sia preparata ad affrontare qualsiasi crisi futura.


Contesto

Con l'agenda europea sulla migrazione, il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide immediate poste dalla crisi in corso e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine in relazione alla migrazione irregolare, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale.

La comunicazione odierna illustra gli sviluppi intervenuti da marzo 2018 e riferisce in merito ai progressi compiuti nell'ambito della tabella di marcia politica della Commissione per raggiungere un accordo globale in materia di migrazione presentata nel dicembre 2017.

 

Per ulteriori informazioni

Relazione sullo stato di attuazione dell'agenda europea sulla migrazione

Allegati statistici

Scheda informativa — Gestione della migrazione — Strumenti dell'UE di gestione delle crisi

Scheda informativa — La rotta del Mediterraneo centrale: proteggere i migranti e gestire i flussi irregolari

Proposta di regolamento relativo alla creazione di una rete europea di funzionari di collegamento incaricati dell'immigrazione

 

 

IP/18/3743

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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