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Commissione europea - Comunicato stampa

Pensioni nell'UE: una relazione riconosce l'impegno profuso dagli Stati membri per garantire pensioni adeguate, ma resta ancora molto da fare

Bruxelles, 30 aprile 2018

La relazione del 2018 sull'adeguatezza delle pensioni, pubblicata in data odierna, analizza le modalità secondo cui le pensioni attuali e future contribuiscono a prevenire la povertà in età avanzata e a mantenere costante il reddito percepito da uomini e donne per tutta la durata del pensionamento.

Essa evidenzia che, sebbene gli Stati membri prestino sempre maggiore attenzione, nell'ambito delle loro riforme, a pensioni adeguate e sostenibili, in futuro sarà necessario adottare ulteriori misure.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Ogni persona in pensione ha diritto a vivere dignitosamente. Questo è un principio fondamentale del pilastro europeo dei diritti sociali. Pensioni adeguate sono essenziali per prevenire la povertà e l'esclusione sociale fra le persone anziane in Europa, in particolare le donne. Dobbiamo inoltre garantire che le persone che svolgono lavori atipici o i lavoratori autonomi non siano esclusi. La nostra priorità deve consistere nel proseguire le riforme in corso che promuovono pensioni adeguate per tutti."

Attualmente i cittadini europei anziani a rischio di povertà o di esclusione sociale sono 1,9 milioni in meno rispetto a dieci anni fa, mentre il numero di lavoratori anziani occupati è aumentato di 4,1 milioni nei soli ultimi tre anni. Nonostante questi miglioramenti nella situazione dei pensionati europei, non è il momento di autocompiacersi. Secondo quanto indicato nella relazione, attualmente nell'UE circa 17,3 milioni di persone in età avanzata (superiore ai 65 anni), vale a dire il 18,2%, continuano ad essere a rischio di povertà o di esclusione sociale. Tale cifra è rimasta pressoché invariata dal 2013. Persistono inoltre differenze notevoli tra i vari paesi e tra i gruppi di popolazione. Per citare un esempio, le pensioni percepite dalle donne sono ancora del 37% inferiori a quelle degli uomini a causa di retribuzioni più basse e di una vita lavorativa più breve, dovuta alla loro responsabilità di assistenza. Analogamente, le persone impiegate in forme di occupazione atipiche o i lavoratori autonomi incontrano spesso condizioni meno favorevoli di accesso e costituzione dei diritti a pensione rispetto a quelle occupate in forme di lavoro standard. Il rischio di povertà e di esclusione sociale tra gli anziani aumenta inoltre con l'età. Oltre la metà di tutte le persone anziane a rischio di povertà o di esclusione sociale nell'UE ha un'età superiore a 75 anni. Ciò è dovuto al fatto che, mentre con l'età le esigenze aumentano, durante il pensionamento il valore delle pensioni diminuisce.

Gli Stati membri hanno posto in primo piano, al centro del loro impegno politico, le misure intese a salvaguardare l'adeguatezza delle pensioni, in particolare quelle a basso reddito, ma occorre fare qualcosa in più. Per garantire l'adeguatezza e la sostenibilità delle pensioni attuali e future, i sistemi pensionistici devono promuovere l'allungamento della vita lavorativa, anche alla luce della sempre maggiore aspettativa di vita. Tale obiettivo può essere conseguito incoraggiando l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, offrendo un ambiente di lavoro sicuro e sano, adeguando l'età pensionabile, premiando chi posticipa il pensionamento e scoraggiando l'uscita anticipata dalla vita attiva. Le opzioni lavorative flessibili, che comprendano la possibilità di combinare la pensione con un reddito da lavoro, e gli incentivi fiscali atti a promuovere il posticipo del pensionamento, si stanno diffondendo sempre di più e continueranno a svolgere un ruolo rilevante.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre adottare ulteriori provvedimenti per ridurre il divario di genere nelle pensioni attuando politiche delle pari opportunità mirate per donne e uomini in età lavorativa, ad esempio promuovendo l'equilibrio tra vita professionale e vita privata e un'equa distribuzione delle responsabilità di assistenza, affrontando le problematiche inerenti la partecipazione al mercato del lavoro, l'intensità del lavoro e le interruzioni della carriera. In particolare, le politiche pensionistiche dovrebbero proteggere adeguatamente le interruzioni correlate con l'assistenza. In linea con il pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione intende sostenere gli Stati membri nel loro impegno, ad esempio con la sua proposta di creare un migliore equilibrio tra la vita privata e la carriera professionale per i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano.

Infine, è importante anche continuare ad estendere la copertura pensionistica alle persone impiegate in forme di occupazione atipiche o ai lavoratori autonomi e incentivare i risparmi integrativi a fini pensionistici. A tale proposito e sotto l'egida del pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione ha recentemente presentato una proposta di raccomandazione sull'accesso alla protezione sociale.

Contesto

Il pilastro dei diritti sociali è stato presentato dalla Commissione nell'aprile 2017 e proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione in occasione del vertice sociale svoltosi a Göteborg nel novembre 2017. Il principio 15 del pilastro europeo dei diritti sociali riconosce il diritto dei lavoratori dipendenti e autonomi a percepire una pensione che garantisca un reddito adeguato.

La relazione sull'adeguatezza delle pensioni viene redatta ogni tre anni dalla Commissione europea e dal comitato per la protezione sociale. L'edizione del 2018 analizza le modalità secondo cui le pensioni attuali e future contribuiscono a prevenire la povertà in età avanzata e a mantenere costante il reddito percepito da uomini e donne per tutta la durata del pensionamento.

La relazione è dedicata all'analisi comparativa dell'adeguatezza delle pensioni nell'UE-28, esamina l'attuale tenore di vita delle persone in età avanzata e in che modo esso venga plasmato dai sistemi pensionistici; procede quindi con una panoramica delle recenti riforme pensionistiche e conclude analizzando le principali sfide inerenti l'adeguatezza delle future pensioni e i modi di affrontarle.

La relazione fornisce anche una descrizione più dettagliata del sistema pensionistico e dell'adeguatezza delle pensioni in ciascuno dei 28 Stati membri.

La relazione del 2018 sull'adeguatezza della pensioni e la serie di conclusioni strategiche ivi contenute sono state adottate dal comitato per la protezione sociale il 25 aprile 2018. Si prevede che le conclusioni strategiche della relazione saranno approvate dal consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" nel mese di giugno 2018 e confluiranno nel processo del semestre europeo.

La relazione sull'adeguatezza delle pensioni è complementare rispetto alla prossima relazione 2018 sull'invecchiamento elaborata dal comitato di politica economica, che valuterà l'impatto della futura spesa pensionistica sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.

Per ulteriori informazioni

Relazione 2018 sull'adeguatezza delle pensioni: adeguatezza del reddito attuale e futuro nella terza età nell'UE, volume I e volume II

Sito web del pilastro europeo dei diritti sociali

Marianne Thyssen su Facebook e Twitter

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Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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