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Commissione europea - Comunicato stampa

Piattaforme online: la Commissione stabilisce nuove norme su trasparenza e correttezza

Bruxelles, 26 aprile 2018

La Commissione propone in data odierna nuove norme per le piattaforme online, che offrono una rete di sicurezza alle piccole imprese nell'economia digitale.

Le nuove norme miglioreranno il funzionamento del mercato unico digitale e fanno seguito a quanto annunciato dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017 per "garantire un contesto imprenditoriale equo, prevedibile, sostenibile e affidabile nell'economia online". L'obiettivo delle nuove norme è creare un contesto imprenditoriale equo, trasparente e prevedibile per le piccole imprese e gli operatori commerciali minori che utilizzano piattaforme online. Tra coloro che trarranno vantaggio dalle nuove norme vi sono alberghi, operatori commerciali che vendono online, sviluppatori di applicazioni e altre imprese simili che ricorrono ai motori di ricerca per indirizzare il traffico Internet verso i loro siti web.

Andrus Ansip, Vicepresidente e responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Milioni di operatori commerciali, perlopiù minori, nell'UE dipendono attualmente dalle piattaforme online per raggiungere i loro clienti nel mercato unico digitale. Questi nuovi mercati online stimolano la crescita e l'innovazione nell'UE; ci occorre tuttavia una serie di norme chiare e semplici atte a garantire un contesto imprenditoriale sostenibile e prevedibile. La proposta odierna aumenta la trasparenza dell'economia online, offre alle imprese la prevedibilità di cui hanno bisogno e, in ultima analisi, andrà a vantaggio dei consumatori europei."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "Vogliamo impedire la frammentazione del mercato unico dovuta a un mosaico di norme nazionali. Oggi la Commissione presenta un approccio che offrirà alle imprese dell'UE - in particolare a quelle più piccole - la trasparenza e i meccanismi di ricorso che le aiuteranno ad accogliere attivamente l'economia digitale. Tale approccio offre inoltre certezza giuridica alle piattaforme. "

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali, ha dichiarato: "Le piattaforme e i motori di ricerca sono canali importanti di cui le imprese europee si servono per raggiungere i consumatori; dobbiamo tuttavia accertarci che non abusino della loro posizione per nuocere alle imprese. Quello di oggi è un passo estremamente importante, che prevede l'adozione di norme chiare sulla trasparenza, una risoluzione efficace delle controversie e il lancio di un osservatorio per analizzare in modo più dettagliato le pratiche poste in essere dalle piattaforme digitali. È fondamentale garantire che le piattaforme e i motori di ricerca riservino alle altre imprese un trattamento equo, anche per promuovere la fiducia nell'ambiente delle piattaforme online nell'UE".

Quasi la metà (42%) delle piccole e medie imprese intervistate in occasione di una recente indagine Eurobarometro ha affermato di ricorrere a mercati online per vendere prodotti e servizi. Secondo un altro studio, quasi il 50% delle imprese europee che operano su piattaforme incontra problemi. Lo studio evidenzia inoltre che nel 38% dei casi i problemi connessi a relazioni contrattuali restano irrisolti, mentre nel 26% dei casi vengono risolti ma con difficoltà. Secondo le stime, ciò porta ad una perdita diretta di vendite che oscilla tra1,27 e 2,35 miliardi di €.

Provvedimenti legislativi volti a garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione delle piattaforme

Le nuove norme affrontano tali problemi grazie alle seguenti azioni:

  • aumento della trasparenza - I prestatori di servizi di intermediazione online devono garantire che le condizioni applicate agli utenti professionali siano facilmente comprensibili e disponibili. A tale proposito vanno stabiliti in anticipo i motivi per cui un utente professionale può essere eliminato dall'elenco o sospeso da una piattaforma. I prestatori di servizi devono inoltre rispettare un ragionevole periodo di preavviso minimo per attuare modifiche alle loro condizioni. Se un prestatore di servizi di intermediazione online sospende o elimina, in parte o in toto, le offerte di un utente professionale, dovrà precisarne i motivi. I prestatori di tali servizi devono inoltre formulare e pubblicare politiche generali riguardanti i) i dati generati dai loro servizi cui è possibile accedere, chi può accedervi e a quali condizioni; ii) il trattamento da essi riservato ai propri beni e servizi rispetto ai beni e ai servizi offerti dai loro utenti professionali e iii) il modo in cui utilizzano le clausole contrattuali per richiedere la gamma più favorevole o il prezzo più conveniente dei prodotti e dei servizi offerti dai loro utenti professionali [le cosiddette clausole della nazione più favorita (MFN)]. I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca devono infine stabilire i criteri generali che determinano l'ordine in cui i beni e i servizi sono classificati nei risultati di ricerca;

  • maggiore efficacia nella risoluzione delle controversie - Si chiede ai prestatori di servizi di intermediazione online di istituire un sistema interno di trattamento dei reclami. Per agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie tutti i prestatori di servizi di intermediazione online dovranno elencare nelle loro condizioni i nominativi dei mediatori indipendenti e qualificati con cui intendono cooperare in buona fede per la risoluzione delle controversie. L'industria sarà anche incoraggiata a designare volontariamente mediatori indipendenti specifici capaci di gestire le controversie sorte nell'ambito dei servizi di intermediazione online. Infine, alle associazioni che rappresentano le imprese sarà riconosciuto il diritto di agire in giudizio per conto delle imprese per ottenere l'applicazione delle nuove norme in materia di trasparenza e risoluzione delle controversie;

  • istituzione di un osservatorio dell'UE per monitorare gli effetti delle nuove norme - L'osservatorio monitorerà problematiche e opportunità attuali e future nell'economia digitale per consentire alla Commissione di dare il seguito appropriato all'odierna proposta legislativa. Particolare attenzione sarà riservata all'evoluzione degli approcci politici e normativi in tutta Europa;

    In funzione dei progressi conseguiti e in base alle conoscenze acquisite tramite l'osservatorio dell'UE, la Commissione valuterà la necessità di ulteriori misure entro tre anni.

Contesto

Il regolamento proposto in data odierna dalla Commissione fa seguito all'impegno da essa assunto nel quadro della revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale al fine di mettere a punto azioni intese ad affrontare i problemi delle clausole contrattuali e delle pratiche commerciali sleali individuate nei rapporti tra piattaforme e imprese mediante il ricorso a meccanismi di risoluzione delle controversie, l'adozione di criteri che garantiscano la correttezza delle pratiche e la trasparenza. 

La proposta è il risultato di un'indagine fattuale in corso già da due anni e in cui rientrano consultazioni ad ampio raggio, ricerche economiche, elaborazione di programmi strategici e numerosi seminari. 

La Commissione ha fatto inoltre ricorso alle sue competenze esecutive in materia di concorrenza per consentire una concorrenza leale nell'economia delle piattaforme. Per citare un esempio, nel maggio 2017 la Commissione ha adottato una decisione che rende giuridicamente vincolanti gli impegni assunti da Amazon sulle riserve preliminari in materia di concorrenza riguardanti diverse clausole contenute negli accordi di distribuzione conclusi tra Amazon e gli editori di libri digitali. Nel giugno 2017 ha adottato una decisione di divieto con cui ha concluso che Google ha abusato della sua posizione dominante favorendo illegalmente il proprio servizio di acquisti comparativi nei risultati delle ricerche generiche. La Commissione continuerà a garantire il rispetto delle regole di concorrenza dell'UE nel settore digitale, se del caso.

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IP/18/3372

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