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Commissione europea - Comunicato stampa

Unione della sicurezza: la Commissione facilita l'accesso alle prove elettroniche

Bruxelles, 17 aprile 2018

La Commissione propone nuove norme che permetteranno alle autorità di polizia e giudiziarie di ottenere più facilmente e più rapidamente le prove elettroniche, ad esempio e-mail o documenti sul cloud, per indagare, perseguire e condannare criminali e terroristi.

Le nuove norme consentiranno alle autorità di contrasto degli Stati membri dell'UE di rintracciare meglio piste online e a livello transfrontaliero, prevedendo nel contempo garanzie sufficienti per i diritti e le libertà di tutte le persone interessate.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "Le prove elettroniche sono sempre più importanti nei procedimenti penali. Non possiamo permettere che i criminali e i terroristi sfruttino le moderne tecnologie di comunicazione elettronica per occultare le loro azioni criminali e sottrarsi alla giustizia. Non deve esserci nessun luogo in Europa, online o offline, dove i criminali e i terroristi possano nascondersi. Le proposte di oggi appronteranno strumenti senza precedenti che non solo consentiranno alle autorità competenti di acquisire prove elettroniche rapidamente e efficacemente a livello transfrontaliero, ma anche di garantire solide garanzie per i diritti e le libertà di tutti gli interessati."

Vĕra Jourová, Commissaria per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: "Mentre le autorità di contrasto continuano a lavorare con metodi gravosi, i criminali operano usando tecnologie veloci e all'avanguardia. Come i criminali, anche le autorità di contrasto devono poter ricorrere a metodi propri del 21º secolo per combattere la criminalità."

I criminali e i terroristi comunicano via sms, e-mail e app. Al giorno d'oggi più della metà di tutte le indagini penali includono richieste transfrontaliere per ottenere prove elettroniche detenute da prestatori di servizi situati in un altro Stato membro o al di fuori dell'UE. La cooperazione giudiziaria e l'assistenza giudiziaria sono fondamentali per ottenere tali dati, tuttavia l'iter attualmente è troppo lento e gravoso. Al giorno d'oggi quasi due terzi dei reati le cui prove elettroniche si trovano in un altro paese non possono essere oggetto di indagini o azioni penali efficaci principalmente perché occorre troppo tempo per acquisire tali prove o perché il quadro giuridico è frammentato. Rendendo più rapido ed efficace l'iter per ottenere prove elettroniche, le proposte odierne contribuiranno a colmare questa lacuna.

Le proposte:

  • creeranno un ordine europeo di produzione: questo ordine consentirà a un'autorità giudiziaria di uno Stato membro di richiedere prove elettroniche (ad esempio e-mail, sms o messaggi di app) direttamente a un prestatore di servizi che offre servizi nell'Unione ed è stabilito o rappresentato in un altro Stato membro, indipendentemente dall'ubicazione dei dati, il quale è tenuto a rispondere entro 10 giorni, o 6 ore in caso di emergenza (rispetto a 120 giorni nell'ordine europeo di indagine e 10 mesi in una procedura di assistenza giudiziaria);
  • impediranno, grazie a un ordine europeo di conservazione, che i dati siano cancellati: questo ordine consentirà a un'autorità giudiziaria di uno Stato membro di imporre a un prestatore di servizi che offre servizi nell'Unione ed è stabilito o rappresentato in un altro Stato membro di conservare dati specifici per permettere all'autorità di richiederli successivamente, tramite l'assistenza giudiziaria, un ordine europeo d'indagine o un ordine europeo di produzione;
  • conterranno solide garanzie e mezzi di ricorso: entrambi gli ordini possono essere emessi solo nell'ambito di un procedimento penale e tutte le garanzie procedurali di diritto penale si applicano. Le nuove norme garantiscono una forte protezione dei diritti fondamentali, come il coinvolgimento delle autorità giudiziarie e requisiti aggiuntivi per l'ottenimento di determinate categorie di dati. Prevedono inoltre garanzie per il diritto alla protezione dei dati personali. I prestatori di servizi e le persone i cui dati vengono richiesti beneficeranno di varie garanzie, come la possibilità per il prestatore di servizi di chiedere un riesame se, ad esempio, l'ordine viola manifestamente la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
  • obbligheranno i prestatori di servizi a designare un rappresentante legale nell'Unione: per garantire che tutti i prestatori di servizi che offrono servizi nell'Unione europea siano soggetti agli stessi obblighi, anche se la loro sede centrale si trova in un paese terzo, essi saranno tenuti a nominare un rappresentante legale nell'Unione per la ricezione, il rispetto e l'esecuzione delle decisioni e degli ordini emessi dalle autorità competenti degli Stati membri ai fini dell'acquisizione di prove nell'ambito di un procedimento penale;
  • garantiranno certezza giuridica per le imprese e i prestatori di servizi: attualmente le autorità di contrasto spesso possono contare solo sulla buona volontà dei prestatori di servizi di trasmettere loro le prove necessarie; in futuro invece, grazie all'applicazione delle stesse norme per ordinare la produzione di prove elettroniche, aumenterà la certezza del diritto per le autorità e i prestatori di servizi.

Contesto

La sicurezza è stata una priorità politica fin dall'inizio del mandato della Commissione Juncker - dagli orientamenti politici del Presidente del luglio 2014 fino all'ultimo Discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017.

Con l'Agenda europea sulla sicurezza dell'aprile 2015 la Commissione si è impegnata a riesaminare gli ostacoli alle indagini penali. A seguito dei tragici eventi di Bruxelles del 22 marzo 2016, i ministri UE della Giustizia e degli Affari interni hanno sottolineato la necessità di trovare, in via prioritaria, modalità per assicurare e ottenere più rapidamente ed efficacemente prove elettroniche. La questione è stata discussa a più riprese tra i ministri e ribadita dai leader europei nelle conclusioni del giugno 2016 sul miglioramento della giustizia penale nel ciberspazio.

La proposta presentata oggi contribuisce agli sforzi della Commissione per rispettare l'impegno assunto nel quadro della dichiarazione comune sulle priorità legislative dell'UE per il periodo 2018-2019 per proteggere meglio i cittadini europei.

Per ulteriori informazioni

 

IP/18/3343

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Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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