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Commissione europea - Comunicato stampa

Nuova proposta della Commissione per migliorare la protezione dei lavoratori dalle sostanze chimiche cancerogene*

Bruxelles, 5 aprile 2018

La Commissione europea compie oggi un altro importante passo avanti per proteggere i lavoratori nell'Unione europea dalle malattie oncologiche e da altre patologie di origine professionale.

In aggiunta alle 21 sostanze di cui è già stata decisa o proposta la limitazione, la Commissione europea propone di limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze cancerogene. Secondo stime, la proposta odierna migliorerebbe le condizioni di lavoro di più di 1 milione di lavoratori nell'UE e preverrebbe più di 22 000 casi di malattie professionali.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Oggi la Commissione ha compiuto un altro importante passo avanti nella lotta alle malattie oncologiche e alle altre patologie di origine professionale sul luogo di lavoro. Proponiamo di istituire limiti all'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene. In tal modo miglioreremo la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali."

La Commissione propone di inserire nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni nuovi valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche. Detti valori limite fissano la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. Sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene di grande rilevanza per la protezione dei lavoratori:

  • il cadmio e i suoi composti inorganici;

  • il berillio e i suoi composti inorganici;

  • l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;

  • la formaldeide;

  • il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).

Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.

L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica: l'introduzione di tali valori limite ridurrà non solo i tumori di origine professionale, ma anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una malattia cronica incurabile.

I valori limite a livello europeo promuovono inoltre la coerenza, in quanto contribuiscono a creare pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità preposte ai controlli. La proposta va quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione della salute dei lavoratori e di un mercato unico più equo.

La proposta si basa su dati scientifici e fa seguito ad ampie discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

 

Contesto

L'impegno della Commissione mira a rafforzare il diritto dei lavoratori a un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza sul lavoro. Il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione al vertice sociale per l'occupazione equa e la crescita di Göteborg del novembre 2017, sancisce il diritto dei lavoratori a un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato al fine di operare la convergenza verso le migliori condizioni di lavoro e di vita nell'UE. La protezione della salute dei lavoratori mediante la riduzione costante dell'esposizione a sostanze cancerogene e mutagene sul lavoro costituisce uno degli interventi concreti della Commissione Juncker per realizzare tale priorità.

I dati indicano che il cancro costituisce la maggiore causa di mortalità professionale: ogni anno il 52% delle morti legate a un'attività professionale è provocato dal cancro, rispetto al 24% dovuto a malattie del sistema circolatorio e al 2% dovuto a lesioni. L'esposizione a determinati agenti chimici sul luogo di lavoro può causare il cancro. Per quanto i tumori costituiscano una categoria complessa e alcuni fattori eziologici siano difficili da individuare, è evidente che le patologie oncologiche causate dall'esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro possono essere prevenute riducendo o eliminando l'esposizione.

Nell'intento di proteggere i lavoratori da tali rischi l'UE ha adottato nel 2004 la direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni e mutageni, che stabilisce le misure da mettere in atto per eliminare o ridurre l'esposizione a tali agenti e dunque per contribuire a prevenire i casi di tumore professionale e le malattie correlate.

Le conoscenze scientifiche sulle sostanze cancerogene o mutagene sono in continua evoluzione e il progresso tecnologico consente di migliorare la protezione dei lavoratori. Al fine di garantire che i meccanismi di protezione dei lavoratori stabiliti dalla direttiva abbiano la massima efficacia e che in tutti gli Stati membri siano in vigore misure preventive aggiornate è necessario che la direttiva sia riveduta a intervalli regolari. Per tale motivo la Commissione ha appoggiato il processo di aggiornamento continuo della direttiva in modo da assicurarne la corrispondenza ai nuovi sviluppi della scienza e della tecnica, tenendo in considerazione i pareri delle parti sociali e degli Stati membri.

La Commissione ha proposto in precedenza, nel maggio 2016 e nel gennaio 2017, due modifiche legislative della direttiva, che hanno individuato i valori limite relativi a 21 sostanze cancerogene. La prima modifica è stata adottata dai colegislatori alla fine del 2017, diventando la direttiva (UE) 2017/2398. La seconda proposta di modifica è ora al vaglio dei legislatori. Nell'UE sono circa 21 milioni i lavoratori esposti ad almeno uno degli agenti chimici disciplinati da una delle tre modifiche legislative proposte.

 

Per ulteriori informazioni

MEMO - La Commissione continua gli interventi per proteggere i lavoratori dalle sostanze chimiche cancerogene: domande frequenti sulla terza revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni

Notizie sul sito web della DG Occupazione

Marianne Thyssen su Facebook e Twitter

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*Aggiornato il 5 aprile 2018 alle 18:30.

 

IP/18/2662

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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