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Commissione europea - Comunicato stampa

Migliori condizioni per i consumatori: trasferimenti di denaro in euro a basso costo in tutta l'Unione e conversioni valutarie più giuste

Bruxelles, 28 marzo 2018

Oggi la Commissione europea propone di rendere meno costosi i pagamenti transfrontalieri in euro in tutto il territorio dell'UE. In base alle norme vigenti, per i residenti o le imprese della zona euro non vi è differenza tra le operazioni in euro nel proprio paese e quelle con un altro Stato membro della zona euro.

La proposta odierna mira a estendere tale beneficio a persone e imprese di paesi non appartenenti alla zona euro, consentendo così a tutti i consumatori e a tutte le imprese di cogliere appieno i vantaggi del mercato unico quando inviano denaro, prelevano contante o effettuano pagamenti all'estero. Tutti i pagamenti transfrontalieri in euro al di fuori della zona euro, ma sempre all'interno dell'Unione, avranno ora gli stessi costi - pari a zero o molto bassi - dei pagamenti nazionali nella valuta locale. Inoltre, la Commissione propone oggi di accrescere la trasparenza e la concorrenza nel settore dei servizi di conversione valutaria per i consumatori che acquistano beni o servizi in una valuta diversa dalla propria.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha affermato: “Con la proposta odierna assicuriamo ai cittadini e alle imprese di paesi non appartenenti alla zona euro le stesse condizioni di cui godono i residenti nella zona euro per i pagamenti transfrontalieri in euro. Tutti i cittadini europei potranno trasferire denaro a livello transfrontaliero in euro allo stesso costo di un'operazione nazionale. La proposta di oggi impone anche la piena trasparenza della conversione valutaria quando i consumatori pagano tramite carta in un paese che non ha la stessa valuta in uso nel loro paese.”

I consumatori e le imprese della zona euro beneficiano già di commissioni molto basse per i pagamenti transfrontalieri in euro grazie all'introduzione del regolamento sui pagamenti transfrontalieri nel 2001. In base alle norme vigenti, per i residenti o le imprese della zona euro non vi è differenza tra le operazioni in euro nel proprio paese e quelle con un altro Stato membro della zona euro. La proposta odierna mira a estendere questo beneficio alle persone e alle imprese dei paesi non appartenenti alla zona euro che viaggiano o effettuano pagamenti all'estero, ponendo fine agli elevati costi delle operazioni transfrontaliere intra-UE in euro.

In particolare, la proposta stabilisce che le commissioni addebitate per i pagamenti transfrontalieri in euro siano uguali a quelle che sarebbero addebitate per pagamenti nazionali equivalenti nella valuta locale. Ciò consentirà di ridurre le commissioni a pochi euro, se non centesimi di euro. Per esempio, un bonifico transfrontaliero in euro (EUR) dalla Bulgaria costerà come un bonifico nazionale in lev bulgari (BGN). Si tratta di un cambiamento importante, poiché in alcuni Stati membri non appartenenti alla zona euro le commissioni per un semplice bonifico possono essere esorbitanti (fino a 24 € per un bonifico di 10 €!). Le pesanti commissioni di oggi rappresentano un intralcio per il mercato unico in quanto creano ostacoli alle attività transfrontaliere di famiglie (acquisti di beni o servizi in un'altra area valutaria) e imprese, in particolare PMI. Ciò crea un divario significativo tra i residenti nella zona euro che beneficiano della moneta unica e i residenti in paesi che non fanno parte della zona euro, i quali possono effettuare operazioni a basso costo soltanto all'interno del proprio paese.

La proposta odierna apporterà anche trasparenza nei pagamenti che coinvolgono diverse valute dell'Unione. Attualmente, i consumatori in genere non sono informati o consapevoli del costo di un'operazione che comporta una conversione valutaria. La proposta imporrà quindi di fornire ai consumatori informazioni esaustive sul costo della conversione valutaria prima che effettuino il pagamento (ad esempio con carta all'estero, sia esso un prelievo di contanti presso uno sportello bancomat, un pagamento con carta tramite POS o un acquisto online). Ciò significa che i consumatori potranno confrontare i costi delle diverse opzioni di conversione e operare una scelta corretta. Dati recenti indicano che i consumatori denunciano le pratiche di conversione dinamica della valuta - vale a dire pagare all'estero con la valuta del proprio Stato di origine - e chiedono che siano vietate, avendo constatato che, nella maggior parte dei casi esaminati, questi venivano penalizzati. La mancanza delle informazioni necessarie a operare la scelta migliore porta spesso i consumatori a essere ingiustamente indirizzati verso l'opzione di conversione valutaria più costosa. L'Autorità bancaria europea sarà incaricata di elaborare le norme tecniche di regolamentazione necessarie per l'attuazione di questa maggiore trasparenza.

La proposta legislativa sarà ora trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio per l'adozione.

Contesto

Una delle priorità fondamentali della Commissione Juncker è la creazione di un mercato unico più approfondito e più equo, che consenta a persone, servizi, beni e capitali di circolare liberamente in un'economia che ha un prodotto interno lordo annuo pari a 15 000 miliardi di €. Il mercato unico è inoltre inteso a fornire ai consumatori l'accesso a prodotti migliori e a prezzi più bassi grazie ad una maggiore concorrenza. La Commissione europea ha già adottato molte misure per rafforzare e tutelare i consumatori europei nel settore dei servizi finanziari: la direttiva sui conti di pagamento assicura a tutti i residenti nell'UE l'accesso a un conto bancario di base; la direttiva sui servizi di pagamento comporta un significativo aumento della sicurezza dei pagamenti; il regolamento sui prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP) proposto dalla Commissione offrirà una scelta più ampia per il risparmio a fini pensionistici. Nel marzo 2017 la Commissione europea ha pubblicato un piano d'azione che definisce una strategia per rafforzare il mercato unico dell'UE per i servizi finanziari destinati ai consumatori. La Commissione mantiene oggi il suo impegno sulle prime due azioni di questo piano d'azione, che riguardano la trasparenza e le commissioni delle operazioni transfrontaliere: i pagamenti transfrontalieri sono cruciali per l'integrazione dell'economia dell'UE e svolgono un ruolo importante al fine di unire i cittadini e le imprese dell'UE. Le restrizioni e gli eccessivi costi che caratterizzano i pagamenti transfrontalieri costituiscono un impedimento al completamento del mercato unico.

Per preparare tali modifiche del regolamento (CE) n. 924/2009, la Commissione ha svolto una consultazione pubblica da luglio a ottobre 2017 per raccogliere i pareri dei portatori di interessi sul modo migliore per conseguire l'obiettivo di ridurre il costo dei pagamenti transfrontalieri nell'UE. In risposta alla consultazione pubblica, gli utilizzatori dei servizi di pagamento (consumatori o imprese) hanno tutti evidenziato il costo elevato delle operazioni transfrontaliere e la mancanza di trasparenza circa le commissioni loro addebitate. I prestatori di servizi di pagamento hanno molto insistito sulla differenza tra il trattamento dei pagamenti in euro che è interamente automatizzato (ossia senza intervento manuale) e quello dei pagamenti in altre valute, che è molto meno efficiente e, di conseguenza, più costoso.

Per ulteriori informazioni

NOTA

Scheda informativa

Testo della proposta

Informazioni generali sui pagamenti transfrontalieri

IP/18/2423

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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