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Commissione europea - Comunicato stampa

Un nuovo sondaggio Eurobarometro indica che i cittadini dell'UE continuano ad essere molto favorevoli agli aiuti per la cooperazione allo sviluppo

Bruxelles, 27 aprile 2017

La Commissione europea ha presentato oggi i risultati di un sondaggio speciale Eurobarometro sul parere dei cittadini dell'UE sullo sviluppo, la cooperazione e gli aiuti

Il sondaggio si basa sul lavoro svolto sul campo nei 28 Stati membri dell'UE a novembre e dicembre 2016.

Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha commentato così la relazione: "I dati più recenti indicano che i cittadini europei continuano ad essere molto favorevoli al fatto che l'Europa si impegni nei paesi partner per aiutare le persone che hanno bisogno e rafforzare lo sviluppo inclusivo e sostenibile. Al di là delle differenze che esistono, questa posizione gode di un forte sostegno in tutta l'UE, il che è una buona notizia e riflette i valori europei fondamentali. "

La maggior parte dei cittadini dell'UE (89%, percentuale identica al 2015) pensa che sia "importante aiutare le persone nei paesi in via di sviluppo". Svezia (98%), Cipro e Lussemburgo (97%) e Irlanda, Portogallo e Spagna (96%) hanno registrato i consensi maggiori. Anche nei paesi con le percentuali più basse una solida maggioranza si è dimostrata d'accordo: Bulgaria (75%), Lettonia (77%), Estonia (78%).

Per la maggior parte degli intervistati, combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo dovrebbe essere una delle principali priorità dell'UE (68%, 1 punto percentuale in meno rispetto al 2015) e dei governi nazionali (51%, 1 punto percentuale in più). Si può osservare che per gli intervistati di tutti i paesi lo sviluppo internazionale a livello UE è prioritario rispetto a quello a livello nazionale.

Più di otto persone su dieci (82%, 2 punti percentuali in più) ritengono che combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo sia nell'interesse della stessa UE. Quasi otto persone su dieci (78%, 4 punti percentuali in più) ritengono che combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo sia un obbligo morale, e tre quarti delle persone (74%, 2 punti percentuali in più) sono del parere che la lotta alla povertà abbia anche un impatto positivo sui cittadini dell'UE.

Sette paesi su dieci (71%) ritengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per combattere la povertà. Sei paesi su dieci (61%) pensano che l'intervento dell'UE e degli Stati membri (politica di sviluppo e assistenza finanziaria) sia efficace. Il 74% degli intervistati pensa che l'UE e i suoi Stati membri debbano mantenere i livelli attuali dell'assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo o che la spesa debba essere aumentata.

Sette persone su dieci (72%) ritengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo contribuisca alla pace e all'equità nel mondo. Vi sono differenze significative tra gli Stati membri: da un lato il consenso è aumentato di 9 punti percentuali in Ungheria e di 8 punti percentuali in Lettonia, dall'altro lato è diminuito di 21 punti percentuali nei Paesi Bassi e di 15 punti percentuali in Germania.

Variazioni simili si osservano in relazione alla migrazione irregolare. Due terzi degli intervistati (68%) ritengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per far fronte alla migrazione irregolare, ma rispetto al 2015 c'è stata una riduzione di cinque punti percentuali. Il consenso è aumentato in sei paesi, in particolare in Ungheria (11 punti percentuali), mentre è calato in 21 paesi, in particolare nei Paesi Bassi (21 punti percentuali), in Estonia (14 punti percentuali) e nella Repubblica ceca (12 punti percentuali).

Quando agli intervistati è stato chiesto di indicare le sfide più pressanti per i paesi invia di sviluppo, la maggior parte di loro ha citato l'istruzione (38%), la pace e la sicurezza (38%), la salute (33%) e l'acqua e i servizi igienico-sanitari (31%). Nel 2015 la sfida maggiore per i cittadini era costituita dalla pace e dalla sicurezza, seguite dalla salute e dall'istruzione.

Gli intervistati ritengono che i principali ostacoli allo sviluppo siano la corruzione (54%), le politiche sbagliate nei paesi in via di sviluppo (43%) e i conflitti (41%). Le percentuali sono le stesse del 2015.

Sei persone su dieci (61%) ritengono che l'azione individuale possa essere un modo efficace per combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo. Poco più della metà degli intervistati (54%) pensa che i singoli individui possano fare la propria parte (aumento di 2 punti percentuali). Tuttavia, questa media nasconde differenze significative tra i vari paesi. In Svezia l'87% degli intervistati pensa di poter svolgere un ruolo. In Bulgaria, uno dei paesi con le percentuali più basse, solo il 31% degli intervistati è d'accordo con l'affermazione.

Gli intervistati che sostengono di essere personalmente coinvolti nell'aiuto ai paesi in via di sviluppo sono quasi la metà (46%). In Svezia (82%), Lussemburgo (81%) e Finlandia (76%) si registra il livello di coinvolgimento più alto. Quello più basso si registra invece in Bulgaria (11%), Romania (12%) e Lettonia (15%).

Quasi sei intervistati su dieci (58%) hanno affermato di non aver mai letto o sentito parlare degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite nel 2015. Tre intervistati su dieci (29%) hanno affermato di essere a conoscenza di tali obiettivi ma di non saperne molto. Un intervistato su dieci (12%) ha affermato di esserne a conoscenza e di sapere di cosa si tratta. Dal 2015 le persone a conoscenza degli obiettivi sono aumentate di cinque punti percentuali. Le percentuali più alte di intervistati che hanno dichiarato di essere a conoscenza degli obiettivi sono state registrate in Finlandia (73%), Lussemburgo (62%) e Paesi Bassi (61%), mentre quelle più basse sono state registrate nel Regno Unito (24%), a Cipro (25%) e in Lettonia (27%).

 

Per ulteriori informazioni

Speciale Eurobarometro: Sul sito web sono disponibili anche schede informative specifiche per paese nelle lingue nazionali di tutti gli Stati membri, infografici, schede informative sui risultati complessivi dell'UE e sui giovani come gruppo di discussione (focus group).

 

 

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Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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