Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea - Comunicato stampa

MiFID II: la Commissione adotta una decisione di equivalenza per le borse valori svizzere

Bruxelles, 21 dicembre 2017

La Commissione europea ha adottato una decisione che riconosce che le sedi di negoziazione in Svizzera consentono di rispettare l'obbligo di negoziazione previsto per le azioni dalla nuova direttiva e dal nuovo regolamento relativi ai mercati di strumenti finanziari (MiFID II/MiFIR) che si applicano nell'UE dal 3 gennaio 2018.

Grazie alla decisione odierna, le imprese e i mercati possono continuare a svolgere regolarmente le loro attività, senza perturbazioni di mercato, dopo il 3 gennaio 2018. Nel prossimo futuro la Commissione monitorerà attentamente le conseguenze della decisione, tenendo conto del contesto politico generale e in particolare dei progressi nei negoziati relativi all'accordo istituzionale con la Svizzera. Per ora la decisione ha una durata limitata a un anno, fino al 31 dicembre 2018. 

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: «La decisione odierna assicura la continuità per le imprese e i mercati. Anche dopo il 3 gennaio gli operatori svizzeri potranno continuare ad accedere al mercato dell'UE e le imprese di investimento dell'UE saranno in grado di negoziare azioni in Svizzera. Questa equivalenza è limitata a un anno e può essere prorogata a condizione che vi siano progressi sufficienti in un quadro istituzionale comune. Valuteremo questi progressi entro la fine dell'anno».

Il sistema di equivalenza dell'UE nel settore della legislazione in materia di servizi finanziari incoraggia la convergenza normativa a livello internazionale e facilita i flussi dei servizi finanziari tra l'UE e i paesi terzi. Le decisioni di equivalenza si basano sempre sulle circostanze specifiche del paese interessato: non esiste un diritto automatico all'equivalenza.

La Svizzera si differenzia per più aspetti da altre giurisdizioni cui è stata di recente riconosciuta l'equivalenza. La decisione svizzera ha una portata molto più ampia poiché la negoziazione di azioni svizzere nell'UE, e viceversa, è più diffusa rispetto a quella in atto con altri territori che hanno ottenuto il riconoscimento ultimamente (Stati Uniti d'America, Hong Kong e l'Australia). Ad esempio, tutti i titoli dell'indice che raggruppa le 20 più importanti azioni svizzere sono negoziati nell'UE. La negoziazione in Svizzera ha pertanto un'incidenza maggiore e più immediata sull'integrità dei mercati finanziari dell'UE, anche in termini di prevenzione degli abusi di mercato. 

Vi sono inoltre legami commerciali decisamente più stretti tra l'UE e la Svizzera, per i quali è necessario definire un quadro speciale. La decisione odierna tiene conto delle conclusioni del Consiglio "Affari generali" del febbraio 2014 e delle più recenti conclusioni del Consiglio del febbraio 2017, in cui si afferma che la Svizzera non dovrebbe ottenere alcun ampliamento dell'accesso al mercato fino a quando non sarà in atto l'accordo istituzionale. La decisione è altresì in linea con le intenzioni del governo federale svizzero, che mira a concludere l'accordo istituzionale entro la fine del 2018.

Contesto

La decisione odierna si presenta sotto forma di atto di esecuzione della Commissione. Sostenuta da 27 Stati membri dell'UE in una consultazione tenutasi lo scorso 20 dicembre, la decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 23 dicembre 2017.

L'UE ha definito una serie completa di norme in materia di servizi e attività di investimento. La direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari o MiFID II (applicabile dal 3 gennaio 2018) mira a rafforzare l'attuale normativa europea sui mercati dei valori mobiliari e in questa prospettiva:

  • assicura che la negoziazione organizzata si svolga su piattaforme regolamentate;
  • introduce regole sulle negoziazioni algoritmiche e ad alta frequenza;
  • migliora la trasparenza e la vigilanza dei mercati finanziari, compresi i mercati dei derivati, e colma alcune lacune riscontrate nei mercati dei derivati su merci;
  • rafforza la tutela degli investitori e migliora le norme di comportamento e le condizioni di concorrenza nel settore della negoziazione e della compensazione degli strumenti finanziari.

Per selezionare le sedi di negoziazione di paesi terzi che fruiscono di una decisione di equivalenza, la Commissione ha valutato soprattutto se la negoziazione nell'UE di azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati del paese terzo interessato rivestiva nell'UE un'importanza tale da far scattare l'obbligo di negoziazione previsto dalla legislazione dell'UE relativamente alle azioni ammesse in una borsa valori del paese terzo. Questo è il caso per le azioni ammesse alla negoziazione nelle due borse svizzere e, in misura minore, per i titoli azionari ammessi negli Stati Uniti d'America, a Hong Kong e in Australia, per i quali sono state adottate decisioni di equivalenza il 13 dicembre 2017.

Per ulteriori informazioni

Atto di esecuzione della Commissione

 

IP/17/5403

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


Side Bar