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Commissione europea - Comunicato stampa

Relazione: gli accordi commerciali dell'UE recano benefici tangibili

Bruxelles, 9 novembre 2017

Una nuova relazione della Commissione evidenzia i risultati positivi degli accordi commerciali dell'UE esistenti e individua le aree in cui è possibile migliorare.

L'UE ha pubblicato oggi una relazione sull'attuazione dei suoi accordi commerciali. Il documento, la prima relazione orizzontale di questo tipo, fa luce su quanto accade dopo la negoziazione e l'entrata in vigore degli accordi commerciali.

Si tratta di un nuovo passo in avanti verso una politica commerciale davvero trasparente e inclusiva, in linea con gli impegni della Commissione enunciati nella strategia UE "Commercio per tutti" del 2015.

Cecilia Malmström, Commissaria europea responsabile per il Commercio, ha dichiarato a proposito della relazione: "Il successo della politica commerciale dell'UE si misura sulla base non solo dei nuovi accordi commerciali conclusi, ma anche dei risultati effettivi degli accordi già esistenti. La relazione pubblicata oggi conferma che i nostri accordi commerciali danno slancio all'economia europea, come testimoniano l'aumento considerevole delle esportazioni e i suoi effetti benefici sulle aziende dell'UE e sui loro dipendenti. Anche per quanto riguarda il coinvolgimento concreto dei partner nel campo delle norme ambientali e del lavoro ci stiamo muovendo nella giusta direzione. La relazione offre inoltre insegnamenti preziosi, mostrandoci dove c'è ancora margine di miglioramento nell'ambito della definizione di nuovi accordi."

Nel complesso gli accordi dell'UE hanno favorito le esportazioni e la crescita dell'Unione, con aumenti significativi delle esportazioni, ad esempio verso:

  • il Messico (+416% dal 2000),
  • il Cile (+170% dal 2003),
  • la Corea del Sud (+59% dal 2011) e
  • la Serbia (+62% dal 2013).

La relazione mostra che spesso sono i settori dell'agricoltura e degli autoveicoli a trarre i maggiori vantaggi. Le esportazioni di automobili in Corea del Sud, ad esempio, sono aumentate del 244% dal 2011 e, a seguito dell'accordo con Colombia e Perù, le esportazioni di prodotti agricoli dell'UE in questi paesi sono aumentate rispettivamente del 92% e del 73%.

La relazione analizza inoltre l'impatto delle disposizioni inserite nei capitoli relativi al commercio e allo sviluppo sostenibile dei nuovi accordi, che riguardano anche la tutela dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Sebbene sia ancora presto per trarre conclusioni generali sull'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile inclusi negli accordi commerciali dell'UE, dato che si tratta di una prassi relativamente recente, sono già numerosi gli esempi di collaborazione positiva, resa possibile dai nuovi accordi, in merito a questioni che vanno oltre la liberalizzazione degli scambi. L'UE ha potuto ad esempio affrontare questioni quali la libertà di associazione, la violenza contro i sindacati, il lavoro minorile, l'ispezione del lavoro, la contrattazione collettiva, la consultazione tripartita e la salute e la sicurezza sul lavoro.

I primi insegnamenti tratti dalla relazione per quanto riguarda l'attuazione dei capitoli sullo sviluppo sostenibile confluiranno nel più ampio dibattito della Commissione sulle modalità per migliorare l'efficacia delle norme in materia di sviluppo sostenibile nei nostri accordi commerciali, avviato nel luglio scorso con un documento di riflessione.

La relazione individua inoltre le aree su cui è possibile intervenire per incrementare i benefici degli accordi già in vigore. Nonostante l'impatto complessivamente positivo degli accordi commerciali sulle esportazioni dell'UE, le aziende europee non mettono pienamente a frutto le opportunità esistenti. Ad esempio, il ricorso alle riduzioni tariffarie da parte delle imprese dell'Unione è inferiore rispetto ai partner. Per quanto concerne i paesi con i quali sono stati recentemente conclusi accordi commerciali, le aziende dell'UE si avvalgono dei dazi ridotti esistenti per circa il 70% delle esportazioni ammissibili, mentre nel caso dei partner la cifra si attesta intorno al 90%.

Per alcuni prodotti sensibili l'UE e i suoi partner hanno inoltre optato, anziché per una piena liberalizzazione, per aperture del mercato limitate prevedendo franchigie, o "contingenti tariffari" (CT). La relazione mostra che spesso queste possibilità non vengono pienamente sfruttate dagli esportatori dell'UE: nel caso delle esportazioni di formaggio, ad esempio, il contingente totale è stato utilizzato soltanto parzialmente per il Perù (4,3%), la Colombia (7,9%) e l'America centrale (44%). Lo stesso dicasi per alcuni contingenti tariffari concessi dall'UE per una serie di prodotti sensibili, nonostante tali questioni fossero tra le più controverse nel corso dei negoziati.

La relazione evidenzia la necessità sempre più impellente di diffondere la conoscenza tra le aziende dell'UE, in particolare le piccole e medie imprese, in merito alle opportunità offerte dagli accordi per l'espansione delle loro esportazioni e la crescita delle loro attività.

La relazione sarà ora discussa con i membri del Parlamento europeo e i rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio. La Commissaria Malmström presenterà la relazione ai ministri degli Stati membri in occasione della riunione del Consiglio di venerdì 10 novembre. Il documento costituirà inoltre una base per le discussioni con la società civile: il prossimo appuntamento sarà la Giornata europea della politica commerciale che si terrà il 5 dicembre a Bruxelles.

Per ulteriori informazioni

Relazione integrale

Scheda informativa

Post sul blog della Commissaria Malmström: "Reviewing our trade agreements"

Gli accordi commerciali dell'UE

La trasparenza della politica commerciale in pratica

Giornata europea della politica commerciale

IP/17/4486

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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