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Commissione europea - Comunicato stampa

Agenda europea sulla migrazione: consolidare i progressi compiuti

Bruxelles, 15 novembre 2017

In vista del Consiglio europeo di dicembre, la Commissione e l'Alto rappresentante illustrano oggi quanto resta ancora da fare per consolidare i risultati positivi conseguiti in questi ultimi anni.

A fronte di un calo del 63% del numero totale degli attraversamenti irregolari lungo le principali rotte migratorie nel 2017, gli sforzi collettivi volti a proteggere le frontiere esterne dell'UE, cooperare con i paesi partner per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare, migliorare la protezione dei migranti e vincere la lotta contro i trafficanti stanno portando a risultati concreti. Guardando al futuro e preso atto della stretta interconnessione tra gli impegni esterni ed interni sulla migrazione, la Commissione e l'Alto rappresentante chiedono ulteriori azioni concertate da parte dell'UE, degli Stati membri e dei paesi partner per progredire parallelamente e mantenere l'intensità degli sforzi dell'UE su tutti i fronti e, in tal modo, gestire meglio, insieme, la migrazione.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "Dal 2015 abbiamo compiuto progressi concreti grazie alla nostra collaborazione nel gestire meglio la migrazione in modo globale. Tuttavia, non siamo ancora arrivati alla meta e il problema è destinato a restare con noi per altro tempo. Dobbiamo perciò proseguire le nostre iniziative globali e congiunte con ancor più energia e determinazione, al fine di consolidare i risultati ottenuti e dare piena attuazione all'agenda europea sulla migrazione. La migrazione continua ad essere la principale preoccupazione dei nostri cittadini e dovrebbe anche restare la nostra priorità assoluta."

L'Alto rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: "Negli ultimi due anni abbiamo dedicato le nostre energie a risolvere in modo umano ed efficace uno dei fenomeni più impegnativi del nostro tempo. Abbiamo sostenuto l'OIM e l'UNHCR nel prestare aiuto alle persone in difficoltà e nel fornire assistenza al rimpatrio volontario, abbiamo istituito il piano per gli investimenti esterni, che permetterà di mobilitare 40 miliardi di EUR in investimenti privati, e abbiamo collaborato con i nostri amici africani nell'affrontare le cause profonde della migrazione. Il nostro approccio si è sempre basato, e sempre si baserà, sulla cooperazione e sul partenariato."

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Stiamo uscendo gradualmente da una situazione di crisi e stiamo ora gestendo la migrazione in uno spirito di partenariato e di responsabilità condivisa, sia all'interno che all'esterno dell'UE. A fronte degli oltre 34 400 nuovi impegni di reinsediamento finora ricevuti, mi compiaccio del fermo impegno dimostrato dagli Stati membri nel ridurre le rotte migratorie irregolari e pericolose e favorire percorsi sicuri e legali, dando prova di solidarietà con i paesi di accoglienza al di fuori dell'UE."

Affrontare le cause profonde della migrazione e salvare vite umane

Dal mese di settembre l'UE ha continuato ad aumentare il suo sostegno per affrontare le cause profonde della migrazione:

  • in Turchia, l'UE sta per concludere, entro la fine del 2017, contratti per 3 miliardi di EUR nel quadro dello Strumento per i rifugiati. Dal mese di ottobre un milione di rifugiati siriani più vulnerabili riceve mensilmente denaro contante mediante trasferimenti elettronici;
  • a due anni dall'avvio, il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa sta migliorando la stabilità e la resilienza grazie ad un sostegno allo sviluppo economico e alla gestione della migrazione in paesi alle prese con crisi di varia natura e situazioni di emergenza: un sostegno che, ad oggi, si è tradotto nell'approvazione di programmi del valore di circa 2 miliardi di euro;
  • si è posto maggiormente l'accento sul miglioramento delle condizioni, spesso spaventose, in cui versano i migranti in Libia, in stretta cooperazione con l'UNHCR, l'UNICEF e l'OIM. Quasi 4 000 migranti e oltre 2 000 famiglie libiche sfollate hanno ricevuto assistenza medica e sostegno di base e attualmente vengono impartite cure e assistenza medica ai migranti, anche nei centri di trattenimento;

e per affrontare il problema del traffico di migranti e salvare vite umane, nel deserto e in mare:

  • il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa sostiene l'operato dell'OIM e delle autorità nigerine nell'effettuare missioni di ricerca e soccorso nel deserto, grazie alle quali, nel 2017, è stato possibile mettere in salvo oltre 1 100 migranti abbandonati dai trafficanti;
  • oltre 15 000 migranti, di cui più di 10 000 provenienti dalla Libia, hanno già beneficiato di interventi di rimpatrio volontario assistito e, attualmente, si stanno predisponendo progetti miranti ad intensificare la collaborazione con i paesi limitrofi della Libia allo scopo di aiutare un maggior numero di migranti a rientrare dalla Libia nei rispettivi paesi di origine;
  • con il dispiegamento di 13 mezzi navali, le operazioni dell'UE Triton e Sophia hanno continuato a sostenere gli interventi degli Stati membri in mare miranti a salvare vite umane e a fermare presunti trafficanti e scafisti. In Niger, il sostegno dell'UE alle autorità nazionali ha portato all'arresto di oltre 100 presunti trafficanti e scafisti.*

La solidarietà e il sostegno dell'UE ai rifugiati e ai paesi di accoglienza

Il programma di reinsediamento dell'UE adottato nel luglio 2015 dovrebbe concludersi con risultati positivi; nel contempo, i reinsediamenti nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia continuano ad un ritmo costante: le persone reinsediate dall'avvio dei programmi sono state in tutto più di 25 700. In settembre la Commissione ha varato un nuovo programma mirante al reinsediamento, entro l'ottobre del 2019, di almeno 50 000 rifugiati più vulnerabili, in particolare lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Ad oggi sono pervenuti oltre 34 400 impegni da parte di 16 Stati membri.

A distanza di due anni, il meccanismo di ricollocazione dell'UE sta volgendo positivamente al termine, con appena 750 e 3 100 ricollocazioni circa ancora da effettuare, rispettivamente, in Grecia e in Italia. Ad oggi sono state ricollocate oltre 31 500 persone. Se quasi tutti gli Stati membri hanno rispettato i loro obblighi giuridici, la Repubblica ceca, l'Ungheria e la Polonia non hanno finora adottato alcuna misura per rispondere alle rimostranze formulate nel parere motivato della Commissione del mese di luglio e, pertanto, le procedure di infrazione nei loro confronti sono ancora in corso.

Realizzare gli obiettivi in materia di rimpatrio e di riammissione

Con la conclusione, in settembre, di un accordo con il Bangladesh relativo a procedure operative standard per i rimpatri, sono stati compiuti alcuni progressi su un aspetto cruciale della strategia di miglioramento della gestione della migrazione elaborata dall'UE. L'UE continuerà a promuovere una cooperazione pratica strutturata con altri paesi chiave nell'ambito di questa nuova strategia.Il dialogo con la Costa d'Avorio, il Senegal e il Mali sarà intensificato e i negoziati attualmente in corso con la Nigeria e la Tunisia per quanto concerne le riammissioni dovrebbero concludersi quanto prima.

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che servirà da punto di riferimento a livello dell'UE in materia di rimpatrio, presenterà entro il mese di novembre nuove misure operative per sostenere gli Stati membri nelle operazioni di rimpatrio.

Prossime tappe verso una politica più forte, più efficace e più equa dell'UE in materia di migrazione e asilo

Affinché il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa possa continuare a finanziare programmi, in particolare in Libia e nell'Africa settentrionale, gli Stati membri devono aumentare i rispettivi contributi finanziari.

Per quanto riguarda il reinsediamento gli Stati membri dovrebbero continuare ad impegnarsi per raggiungere l'obiettivo di almeno 50 000 posti, così da avviare la pianificazione di processi di reinsediamento concreti, anche a sostegno del meccanismo di evacuazione dalla Libia in cooperazione con l'UNHCR, e approvare le procedure operative standard applicabili al programma volontario di ammissione umanitaria messo a punto dalla Commissione e dalla Turchia.

Quanto al rimpatrio, i cui tassi sono ancora insoddisfacenti a livello di Unione europea, è necessario l'impegno di tutti per garantire che si compiano progressi concreti. Da parte loro, gli Stati membri sono invitati a raccogliere e fornire dati più accurati in materia di rimpatri che consentano di valutarne meglio l'efficacia e di stabilire in quali ambiti l'assistenza della guardia di frontiera e costiera europea potrebbe rappresentare un utile contributo. L'UE dovrebbe inoltre continuare ad esplorare, in modo congiunto, la possibilità di mettere in campo tutti gli incentivi e gli strumenti di pressione necessari per compiere progressi in materia di rimpatrio, come approvato dal Consiglio europeo.

Nel quadro della dichiarazione UE-Turchia, le autorità greche devono fare ulteriori sforzi e fornire risorse adeguate per garantire rinvii effettivi verso la Turchia e dare concreta attuazione a questo elemento chiave della dichiarazione. Dal marzo 2016 ad oggi sono stati effettuati solo 1 969 rinvii.

Contesto

Nell'assumere la funzione di Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha designato, nella persona di Dimitris Avramopoulos, un Commissario responsabile per la Migrazione e lo ha incaricato di elaborare - insieme agli altri Commissari e con il coordinamento del primo Vicepresidente Frans Timmermans - una nuova politica dell'UE sulla migrazione, che rappresenta una delle dieci priorità degli orientamenti politici dell'attuale Commissione.

Con l'agenda europea sulla migrazione, il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide immediate poste dalla crisi in corso e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine in relazione alla migrazione irregolare, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale.

La comunicazione pubblicata in data odierna illustra gli sviluppi della situazione dagli inizi di settembre ad oggi e individua le problematiche principali che, attualmente, necessitano di particolare attenzione. Per la prima volta, essa riunisce i diversi assi d'intervento oggetto delle relazioni intermedie riguardanti l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, la ricollocazione e il reinsediamento, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e il quadro di partenariato con i paesi terzi in un unico documento cumulativo che tiene conto della natura globale delle misure da intraprendere per realizzare l'agenda europea sulla migrazione.

Per ulteriori informazioni

Relazione sullo stato di attuazione dell'agenda europea sulla migrazione

Allegato 1: Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa

Allegato 2: Piano d'azione comune sull'attuazione della dichiarazione UE-Turchia

Allegato 3: Strumento per i rifugiati in Turchia

Allegato 4: Guardia di frontiera e costiera europea

Allegato 5: Rimpatri

Allegato 6: Ricollocazioni

Allegato 7: Reinsediamenti  

Documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sullo stato di attuazione dell'agenda europea sulla migrazione

Scheda informativa: Reinsediamento – Garantire ai rifugiati un accesso sicuro e legale alla protezione

Scheda informativa: Ricollocazione – La solidarietà tra gli Stati membri dell'UE

Scheda informativa: La rotta del Mediterraneo centrale

Scheda informativa: L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

Scheda informativa: Verso una politica dell'UE più efficace e credibile in materia di rimpatrio

Scheda informativa: Sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Scheda informativa: Sostegno finanziario dell'UE all'Italia

Scheda informativa: Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

Scheda informativa: Strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia

# MigrationEU 

 

* Informazione aggiornata al 15 novembre.

IP/17/4484

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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