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Commissione europea - Comunicato stampa

La Commissione chiede un rinnovato impegno nell'attuare le misure di solidarietà previste dall'Agenda europea sulla migrazione

Bruxelles, 2 marzo 2017

In vista del Consiglio europeo della prossima settimana e sotto forma di tre relazioni sui progressi compiuti, la Commissione rinnova oggi l'appello affinché gli Stati membri accelerino il ritmo delle ricollocazioni per attenuare la pressione sull'Italia e sulla Grecia, dal momento che pochi hanno finora rispettato pienamente i loro impegni.

La Commissione, inoltre, esorta gli Stati membri a tener fede al forte impegno politico assunto, colmando entro fine marzo la carenza di uomini e mezzi da destinare all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Sebbene la dichiarazione UE-Turchia, a distanza di un anno, continui a tenere sotto controllo gli attraversamenti irregolari, gli arrivi sono ancora superiori ai rimpatri; la Commissione invita pertanto la Grecia e tutti gli Stati membri a mantenere vivo lo slancio nell'attuare il piano d'azione comune al fine di migliorare la situazione nelle isole.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Per migliorare il modo in cui gestiamo la migrazione è necessario continuare ad attuare il nostro approccio globale – dalle attività di ricollocazione e reinsediamento alla piena operatività della guardia di frontiera e costiera europea e all'impegno costante con la Turchia. Tutte queste misure si basano sul principio di solidarietà e di equa condivisione delle responsabilità – principio che vincola ogni Stato membro. Il Consiglio europeo offre l'opportunità di passare in rassegna i risultati finora raggiunti e stabilire in che modo le decisioni e gli impegni comuni possono essere rispettati senza indugio."

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Le responsabilità non possono essere condivise in modo equo senza la solidarietà. Tutte le nostre misure sono tra loro collegate e gli Stati membri non possono scegliere quelle che intendono mettere in atto. In Grecia e in Italia sono ora presenti tutti i prerequisiti operativi per far funzionare le ricollocazioni. Spetta agli Stati membri agire e tener fede ai loro obblighi così da garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei tempi previsti. Allo stesso tempo, gli Stati membri dovrebbero continuare ad onorare i rispettivi impegni di reinsediamento dalla Turchia, fornire il sostegno necessario per l'esame delle domande di asilo in Grecia e assicurare la piena capacità operativa della guardia di frontiera e costiera europea."

Necessità di un rinnovato impulso in materia di ricollocazione e reinsediamento

Nonostante il nuovo record mensile registrato in febbraio (circa 1 940 ricollocazioni), il ritmo attuale delle ricollocazioni rimane ben al di sotto delle attese e inferiore all'obiettivo approvato dal Consiglio europeo di almeno 3 000 ricollocazioni mensili dalla Grecia e a quello stabilito dalla Commissione di almeno 1 500 ricollocazioni mensili dall'Italia. Ad oggi, le ricollocazioni sono state in tutto 13 546, di cui 3 936 dall'Italia e 9 610 dalla Grecia. L'aspetto più importante è che a questo ritmo non sarà possibile ricollocare entro settembre 2017 tutti i richiedenti ammissibili attualmente presenti in Grecia e in Italia, sebbene di per sé ciò sia perfettamente realizzabile. Finora solo due Stati membri (Finlandia e Malta) stanno ottemperando nei tempi ai propri obblighi nei confronti sia dell'Italia che della Grecia, mentre alcuni (Austria, Polonia e Ungheria) rifiutano ancora qualunque tipo di partecipazione al programma ed altri stanno rispettando gli impegni in misura molto limitata (Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca e Slovacchia). L'Italia, la Grecia, le agenzie dell'UE e le organizzazioni internazionali hanno aumentato le loro capacità e sono pronte e in attesa di contribuire alla realizzazione degli obiettivi mensili. Spetta ora agli altri Stati membri adempiere in ugual misura ai loro obblighi. La Commissione sollecita la presidenza maltese e gli Stati membri a dar seguito all'appello della Commissione in occasione del Consiglio "Giustizia e affari interni" del mese di marzo. Se gli Stati membri non aumenteranno presto le rispettive ricollocazioni, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri ad essa conferiti dai trattati nei confronti di chi non avrà rispettato gli obblighi derivanti dalle decisioni del Consiglio e sottolinea che l'obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili non decadrà dopo il mese di settembre.

In materia di reinsediamento, invece, i progressi continuano ad essere incoraggianti. Ad oggi, gli Stati membri hanno fornito canali sicuri e legali a 14 422 persone, cioè a oltre metà delle 22 504 concordate nell'ambito del programma di reinsediamento dell'UE. Tra questi reinsediamenti, 3 565 sono stati effettuati nel quadro della dichiarazione UE-Turchia e hanno riguardato cittadini siriani. Gli Stati membri procedono speditamente nel predisporre ulteriori operazioni di reinsediamento e hanno comunicato l'intenzione di ammettere altri 34 000 cittadini siriani dalla Turchia, anche tramite il reinsediamento "uno a uno" e i programmi nazionali. La Commissione ha pertanto rivisto i programmi di finanziamento per gli Stati membri interessati in modo da includervi 213 milioni di EUR per il sostegno al reinsediamento. Occorre infine valutare se sussistono le condizioni per avviare il programma volontario di ammissione umanitaria per rifugiati siriani provenienti dalla Turchia, che contribuirebbe a promuovere i reinsediamenti.

Risultati costanti nell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia

A quasi un anno di distanza, l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo continua a produrre risultati concreti, nonostante le difficili circostanze. Gli attraversamenti giornalieri dalla Turchia verso le isole greche sono scesi da 10 000 persone registrate in una sola giornata nell'ottobre 2015 alle attuali 43 al giorno. Nel complesso, gli arrivi sono diminuiti del 98%. Una netta diminuzione si è avuta, dopo l'entrata in vigore della dichiarazione, anche per quanto riguarda il numero di vite umane perse nel Mar Egeo: da 1 100 vittime (nel corrispondente periodo del 2015-2016) a 70. I rimpatri sono proseguiti e, dall'attivazione della dichiarazione, hanno raggiunto le 1 487 unità. Gli arrivi, tuttavia, continuano a superare il numero dei rimpatri dalla Grecia alla Turchia, esercitando così un'ulteriore pressione sulle isole greche. Le misure stabilite dal piano d'azione comune concordato tra la Grecia e il coordinatore della dichiarazione UE-Turchia, ad esempio l'introduzione di un efficace sistema di tracciabilità, l'imposizione di restrizioni geografiche e la creazione di una capacità di accoglienza sufficiente, dovrebbero contribuire ad accelerare i rimpatri. Oggi, per la prima volta, la Commissione ha pubblicato una relazione punto per punto sui progressi compiuti per ciascuna delle misure previste nell'ambito del piano d'azione comune.

Negli altri settori coperti dalla dichiarazione si continuano a registrare progressi e, come indicato nella prima relazione annuale sullo strumento per i rifugiati in Turchia, anch'essa pubblicata oggi, la Commissione procede nell'accelerare l'erogazione dei finanziamenti nel quadro di tale strumento. Dei 2,2 miliardi di EUR già stanziati per il periodo 2016-2017, sono già stati impiegati a tempo di record 1,5 miliardi di EUR, vale a dire la metà della dotazione totale prevista per il periodo, pari a 3 miliardi di EUR. La Commissione sta inoltre proseguendo la collaborazione con la Turchia per promuovere il rispetto dei restanti parametri previsti dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti, mentre il Consiglio ha avviato l'esame della direttiva di negoziato mirante a rafforzare l'unione doganale.

Progressi compiuti nel rendere pienamente operativa la nuova Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

A cinque mesi dalla creazione della guardia di frontiera e costiera europea, sono ancora necessari investimenti congiunti e una partecipazione attiva per garantirne la piena operatività il più rapidamente possibile, come espressione concreta dell'impegno degli Stati membri a condividere le responsabilità e a dimostrare solidarietà.

Attualmente, l'Agenzia sostiene gli Stati membri con circa 1 350 guardie di frontiera dislocate lungo diversi tratti della frontiera esterna dell'UE, che integrano le attuali dotazioni nazionali degli Stati membri costituite da oltre 100 000 guardie di frontiera. Il notevole dispiegamento di agenti e i contributi rilevanti degli Stati membri non sopperiscono tuttavia completamente alle carenze riscontrabili in termini sia di risorse umane che di mezzi tecnici. Numerose, in particolare, sono quelle riguardanti tuttora il contributo materiale alla riserva di attrezzatura di reazione rapida e il dispiegamento di agenti per le operazioni congiunte in corso, nonché per le tre nuove riserve di osservatori, scorte ed esperti per i rimpatri forzati. Gli Stati membri dovrebbero colmare tali lacune entro fine marzo 2017 per garantire che l'Agenzia possa fornire loro il sostegno necessario alle frontiere esterne. Occorre inoltre portare a temine il processo di valutazione delle vulnerabilità per contribuire a colmare le potenziali carenze alle frontiere esterne prima che insorga una nuova crisi, dando eventualmente la priorità alle vulnerabilità più urgenti.

In altri settori si registrano continui progressi, con un progetto di accordo di sede siglato con la Polonia e un nuovo servizio di sorveglianza marittima mediante sistemi aerei a pilotaggio remoto da avviare entro giugno 2017.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte: La Commissione chiede un rinnovato impegno nell'attuare le misure di solidarietà previste dall'Agenda europea sulla migrazione

SCHEDA INFORMATIVA: La politica europea in materia di asilo e migrazione - I piccoli passi che fanno la grande differenza

SCHEDA INFORMATIVA: Agenda europea sulla migrazione – Il punto della situazione

SCHEDA INFORMATIVA: La dotazione di bilancio dell'UE per la crisi dei rifugiati e per migliorare la gestione della migrazione

 Decima relazione su ricollocazione e reinsediamento

Comunicazione: Decima relazione su ricollocazione e reinsediamento

Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia

Allegato 3: Ricollocazioni dall'Italia e dalla Grecia

Allegato 4: Situazione dei reinsediamenti

SCHEDA INFORMATIVA: Ricollocazione e reinsediamento

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati: sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Agenda europea sulla migrazione

 Quinta relazione sui progressi compiuti in merito all'attuazione della dichiarazione UE-Turchia

Comunicazione: Quinta relazione sui progressi compiuti in merito all'attuazione della dichiarazione UE-Turchia

Progressi nell'attuazione del piano d'azione comune

Prima relazione annuale sullo strumento per i rifugiati in Turchia

SCHEDA INFORMATIVA: Strumento per i rifugiati in Turchia

Attuazione operativa della dichiarazione UE-Turchia: Impegni e invio di agenti degli Stati membri per le operazioni di Frontex ed EASO - Rinvii e reinsediamenti

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo

Piano d'azione UE-Turchia del 15 ottobre, attivato il 29 novembre

Nomina del coordinatore dell'UE

 Seconda relazione sullo stato delle attività volte a rendere pienamente operativa la guardia di frontiera e costiera europea

Comunicazione: Seconda relazione sulle attività volte a rendere pienamente operativa la guardia di frontiera e costiera europea

SCHEDA INFORMATIVA: Garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell'UE: la guardia di frontiera e costiera europea

IP/17/348

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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