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Commissione europea - Comunicato stampa

Stato dell'Unione 2017 - Pacchetto sugli scambi commerciali: la Commissione europea propone un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti

Bruxelles, 14 septembre 2017

Stato dell'Unione 2017 - Pacchetto sugli scambi commerciali: la Commissione europea propone un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti

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Il 13 settembre, nel discorso annuale sullo stato dell'Unione, il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Lo ripeto una volta per tutte: il nostro sostegno al libero scambio è tutt'altro che ingenuo. L'Europa deve sempre difendere i suoi interessi strategici. È per questo che oggi proponiamo un nuovo quadro dell'UE per il controllo degli investimenti. Se società estere di proprietà statale intendono acquistare un porto europeo, parte di una nostra infrastruttura energetica o un'azienda del settore delle tecnologie di difesa, dovrebbero poterlo fare solo in modo trasparente, a seguito di un controllo e di un dibattito. È nostra responsabilità politica sapere cosa succede a casa nostra per poter proteggere, se necessario, la nostra sicurezza collettiva."

La Commissione europea ha presentato oggi alcune proposte per la creazione di un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione. In parallelo avvierà un'analisi dettagliata dei flussi di investimenti esteri diretti nell'UE e istituirà con gli Stati membri un gruppo di coordinamento finalizzato a individuare problematiche e soluzioni strategiche comuni nel settore.

Il Vicepresidente Jyrki Katainen ha dichiarato: "Il regime dell'UE in materia di investimenti è e rimarrà uno dei più aperti al mondo. Gli investimenti esteri diretti sono un'importante fonte di crescita, occupazione e innovazione. Non possiamo tuttavia chiudere gli occhi di fronte al fatto che le acquisizioni estere possono in alcuni casi nuocere ai nostri interessi."

Cecilia Malmström, Commissaria UE per il commercio, ha affermato: "L'obiettivo delle nostre proposte è mantenere un'Unione aperta agli investimenti esteri, con un quadro non discriminatorio, trasparente e prevedibile. Il quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti ci permetterà di rispondere in maniera collettiva e di difendere gli interessi strategici europei quando sono a rischio."

L'UE dispone di uno dei regimi più aperti al mondo in materia di investimenti. L'apertura agli investimenti esteri è sancita nei trattati dell'UE. In alcuni casi gli investitori esteri potrebbero tuttavia cercare di acquisire attività strategiche che permetterebbero loro di controllare o influenzare imprese europee le cui attività sono cruciali per la nostra sicurezza e l'ordine pubblico. Tra queste vi sono attività connesse al funzionamento o alla fornitura di tecnologie, infrastrutture e fattori produttivi cruciali o informazioni sensibili. Le acquisizioni in tali settori strategici da parte di società di proprietà o soggette al controllo di paesi terzi potrebbero consentire a detti paesi di sfruttare le attività a scapito non solo del primato tecnologico ma anche della sicurezza e dell'ordine pubblico dell'UE.

La Commissione propone un nuovo quadro giuridico che consente all'Europa di proteggere i suoi interessi fondamentali e che comprende:

  • un quadro europeo che consenta agli Stati membri di controllare gli investimenti esteri diretti per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, comprendente obblighi di trasparenza, la regola della parità di trattamento tra investimenti esteri di origine diversa e l'obbligo di garantire possibilità di ricorso idonee in relazione alle decisioni adottate nell'ambito di tali meccanismi di riesame;
  • un meccanismo di cooperazione tra Stati membri e Commissione, che può essere attivato qualora uno specifico investimento estero in uno o più Stati membri possa mettere a rischio la sicurezza o l'ordine pubblico di altri Stati membri;
  • il controllo della Commissione europea per motivi di sicurezza o di ordine pubblico nei casi in cui gli investimenti esteri diretti negli Stati membri possano incidere su progetti o programmi di interesse per l'Unione, quali i progetti e i programmi nei settori della ricerca (Orizzonte 2020), dello spazio (Galileo), dei trasporti (reti transeuropee dei trasporti, TEN-T), dell'energia (TEN-E) e delle telecomunicazioni.

Il nuovo quadro per il controllo degli investimenti a livello UE garantirà agli investitori e ai governi nazionali trasparenza e prevedibilità. Si ispirerà ai meccanismi di riesame nazionali già in vigore in 12 Stati membri [1] e non inciderà sulla capacità dei paesi dell'UE di adottare eventuali altri meccanismi o di non istituirne a livello nazionale. Quando si tratterà di prendere decisioni sugli investimenti esteri diretti, il quadro europeo manterrà la necessaria flessibilità a livello nazionale. L'ultima parola sui controlli degli investimenti spetterà agli Stati membri.

La proposta di regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti nell'UE richiede l'approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri dell'UE in seno al Consiglio (procedura legislativa ordinaria). Per non perdere tempo, la Commissione europea propone pertanto di procedere da subito in parallelo con due misure supplementari.

In primo luogo la Commissione istituirà un gruppo di coordinamento in materia di investimenti esteri diretti in entrata, che si occuperà di tutte le questioni che rientrano nell'ambito del regolamento proposto, ma che rappresenterà anche uno spazio per dibattiti di carattere più ampio. Le sue competenze generali comprenderanno l'individuazione dei settori e delle attività aventi implicazioni strategiche per la sicurezza, l'ordine pubblico e/o il controllo delle attività critiche a livello nazionale, transfrontaliero o europeo; sarà presieduto dalla Commissione e composto da rappresentanti di tutti gli Stati membri.

Il gruppo si scambierà informazioni, migliori pratiche e analisi sugli investimenti esteri diretti e discuterà questioni di interesse comune, quali i sussidi e altre pratiche usate dai paesi terzi per agevolare le acquisizioni strategiche.

In secondo luogo, entro la fine del 2018 la Commissione effettuerà un'approfondita analisi dei flussi di investimenti esteri diretti nell'UE, concentrandosi su quelli che riguardano settori strategici (come l'energia, lo spazio, i trasporti) e attività strategiche (tecnologie fondamentali, infrastrutture critiche, dati sensibili) il cui controllo potrebbe destare preoccupazioni per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. L'analisi riguarderà in particolare i casi di investitori di proprietà o controllati da un paese terzo o che beneficiano di importanti sussidi statali. In cooperazione con gli Stati membri, la Commissione raccoglierà dati dettagliati, analizzerà le tendenze e valuterà l'impatto degli investimenti, anche attraverso studi di casi.

Contesto

L'UE dispone di uno dei regimi più aperti al mondo in materia di investimenti e, nell'insieme, gli Stati membri UE hanno il minor numero di restrizioni al mondo per quanto riguarda gli investimenti esteri diretti (IED). L'OCSE lo ha espressamente riconosciuto nell'indice delle restrizioni regolamentari per gli investimenti esteri diretti, che misura le barriere giuridiche nei confronti degli investimenti esteri in oltre 60 paesi.

Il documento di riflessione della Commissione del 10 maggio 2017 sulla gestione della globalizzazione ha riconosciuto l'emergere di crescenti preoccupazioni riguardo alle acquisizioni strategiche di imprese europee che dispongono di tecnologie fondamentali da parte di investitori esteri. Tali preoccupazioni hanno messo in dubbio la capacità dell'attuale quadro normativo di farvi fronte.

Nel giugno 2017 il Consiglio europeo ha accolto con favore l'iniziativa della Commissione di gestire la globalizzazione e in particolare di analizzare gli investimenti provenienti da paesi terzi nei settori strategici.

Da parte sua, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione "a passare al vaglio, insieme agli Stati membri, gli investimenti esteri diretti dei paesi terzi nell'UE nei settori strategici, nelle infrastrutture e nelle principali tecnologie del futuro o in altre risorse importanti ai fini della sicurezza nonché della protezione dell'accesso alle stesse".

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa sulla proposta della Commissione

Proposta di regolamento

Comunicazione Accogliere con favore gli investimenti esteri diretti tutelando nel contempo gli interessi fondamentali

Documento di lavoro dei servizi della Commissione

Documento di riflessione della Commissione sulla gestione della globalizzazione

Conclusioni del Consiglio europeo sulla gestione della globalizzazione e l'analisi degli investimenti dei paesi terzi nei settori strategici

 

[1] Austria, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.

IP/17/3183

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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