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Commissione europea - Comunicato stampa

Quadro di partenariato sulla migrazione: i risultati positivi della gestione congiunta della migrazione

Bruxelles, 6 septembre 2017

La quinta relazione sul quadro di partenariato sulla migrazione, presentata oggi dalla Commissione e dall'Alto rappresentante, mostra come le misure predisposte per gestire meglio la migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale e con i partner africani stiano cominciando a dare risultati.

La quantità di tragici decessi in mare è considerevolmente diminuita nel corso dei mesi estivi e si è registrata inoltre una riduzione significativa del numero di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo centrale. Insieme all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), l'UE ha aiutato più di 11 000 migranti a rimpatriare volontariamente nei loro paesi d'origine dalla Libia e dal Niger. Portando avanti i lavori avviati nel 2016 nell'ambito del quadro di partenariato sulla migrazione, l'UE e i suoi Stati membri hanno intensificato gli sforzi per salvare vite umane, smantellare il modello di attività degli scafisti e dei trafficanti, affrontare le cause di fondo della migrazione e cooperare con i paesi di origine e di transito, tutelando al tempo stesso i valori europei e garantendo il rispetto dei diritti umani.

L'Alto rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: "Parlando di migrazione diciamo spesso che stiamo affrontando una sfida complessa, ma non dobbiamo mai dimenticare che questa situazione riguarda la vita di centinaia di migliaia di esseri umani. Quando si tratta di aiutare concretamente e proteggere i migranti l'UE è al primo posto. Grazie alla cooperazione con le agenzie dell'ONU e con i nostri partner africani abbiamo raggiunto alcuni risultati iniziali incoraggianti per le nostre priorità - salvare le vite dei migranti e smantellare il modello delle reti di attività dei trafficanti - intensificando al tempo stesso la lotta contro la povertà e lavorando per favorire vie d'accesso legali all'Europa. Stiamo mettendo a punto un sistema per gestire in modo congiunto e sostenibile, nel pieno rispetto dei diritti umani, una situazione che richiede un solido partenariato, una condivisione delle responsabilità, solidarietà e un impegno costante.Siamo finalmente sulla buona strada e dobbiamo continuare a lavorare con coerenza e determinazione". 

Il partenariato con l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e con l'OIMè stato rafforzato lungo tutta la rotta del Mediterraneo centrale predisponendo specifici programmi di protezione e sostegno dei migranti - come l'assistenza sanitaria di base e l'accesso alla documentazione - di rimpatrio volontario assistito e di reinserimento dei rimpatriati. Progressi significativi sono stati inoltre registrati in una serie di settori prioritari concordati nell'ambito del quadro di partenariato e del piano d'azione sulle misure a sostegno dell'Italia del 4 luglio 2017, anche per quanto riguarda i rimpatri e le riammissioni. Nei prossimi mesi questo lavoro sarà portato avanti e l'UE continuerà a tenersi pronta a mobilitare tutti i mezzi di pressione e gli strumenti pertinenti, compresa la politica in materia di visti, per creare una cooperazione costruttiva in questo settore.

Risultati concreti conseguiti nell'ambito del quadro di partenariato

Il dialogo e la cooperazione instaurati nell'ambito del quadro di partenariato con Niger, Mali, Nigeria, Senegal ed Etiopia, paesi prioritari dell'Africa, stanno continuando. Nella regione del Sahel, l'UE sta apportando sostegno per migliorare la sicurezza e lo sviluppo. Sono stati firmati finora 169 contratti per un importo totale di più di 1,2 miliardi di euro nel quadro del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, la cui portata è stata ampliata per includere Guinea, Costa d'Avorio e Ghana. Sono stati varati progetti per promuovere la creazione di posti di lavoro o per sostenere i servizi sociali di base a beneficio della popolazione locale. Per incrementare la sicurezza vengono rafforzate le missioni nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE e la loro portata viene regionalizzata. Con un apporto di 50 milioni di euro, l'UE ha anche erogato il maggior contributo alla task force congiunta del G5 Sahel, istituita per rafforzare la sicurezza delle frontiere regionali e per lottare contro i trafficanti.

La cooperazione è stata inoltre intensificata con paesi partner in Africa settentrionale e occidentale e in Asia, dove un accordo sulle procedure operative standard è stato raggiunto con il Bangladesh.

Progressi compiuti per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale

Le attività che interessano la rotta del Mediterraneo centrale sono state ulteriormente intensificate, continuando le attività di ricerca e salvataggio in mare, di cooperazione con i vicini della Libia e di rimpatrio volontario. A seguito del piano d'azione sulle misure a sostegno dell'Italia del 4 luglio, nel quadro del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa è stato approvato un progetto per 46,3 milioni di euro per il rafforzamento delle capacità delle autorità libiche nel gestire le frontiere e la migrazione. Questo progetto è di complemento ai lavori in corso con i partner internazionali come l'OIM e l'UNHCR per migliorare la protezione dei migranti e dei rifugiati, aumentare i rimpatri volontari assistiti, offrire vie legali d'accesso in Europa alle persone che necessitano di protezione e creare resilienza nelle comunità d'accoglienza. La Commissione ha mobilitato fondi per sostenere più di 37 000 reinsediamenti nel 2018, anche dal Nord Africa e dal Corno d'Africa. Le attività di formazione e di rafforzamento delle capacità della Guardia costiera libica avvengono sotto l'egida del progetto Seahorse e di EUNAVFOR MED operazione SOPHIA, anche con la predisposizione di un meccanismo di monitoraggio come follow-up della formazione.

Prossime tappe

Le misure adottate dalle istituzioni dell'UE e dagli Stati membri devono essere ulteriormente rafforzate. La riduzione della pressione migratoria lungo la rotta del Mediterraneo centrale offre l'opportunità di portare avanti le attività iniziate dopo il varo del quadro di partenariato nel giugno scorso. Le risorse e gli strumenti disponibili andrebbero così ampliati e i progetti esistenti per promuovere la resilienza socio-economica nei paesi di origine e di transito dovrebbero essere attuati rapidamente. Gli Stati membri dell'UE dovrebbero anche aumentare il loro livello di impegno e implicazione, specialmente in relazione alle promesse formulate nel quadro dell'esercizio di reinsediamento varato dalla Commissione il 4 luglio. Dovrebbero inoltre essere rese disponibili risorse per il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa.

Il prossimo vertice UE-Africa del novembre 2017 sarà un'opportunità per fare un bilancio dei progressi compiuti nell'ambito del quadro di partenariato con i paesi africani.

Per ulteriori informazioni:

Quinta relazione sui progressi compiuti relativamente al quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'Agenda europea sulla migrazione

Scheda informativa riguardante il quadro di partenariato sulla migrazione

Scheda informativa sulle relazioni UE – Libia

Scheda informativa sul Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

 

 

IP/17/3091

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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