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Commissione europea - Comunicato stampa

Inclusione dei Rom: occorrono più sforzi per migliorare l'accesso all'istruzione e all'occupazione

Bruxelles, 30 agosto 2017

Oggi la Commissione ha pubblicato i risultati di una valutazione che esamina il modo in cui gli Stati membri attuano le rispettive strategie nazionali di integrazione dei Rom.

La valutazione mette in luce i cambiamenti della situazione dei Rom dal 2011. In generale, la situazione sta lentamente migliorando. Si nota, ad esempio, una maggiore partecipazione dei Rom all'istruzione per la prima infanzia e un calo del tasso di abbandono scolastico. Tuttavia, l'80% dei Rom è ancora a rischio di povertà, una percentuale che, benché inferiore rispetto al 2011, resta elevata.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "L'UE si fonda sui valori della tolleranza e dell'uguaglianza. Tali valori però di fatto non sono ancora riconosciuti a tutti i cittadini europei e questo è inaccettabile. Se vogliamo porre fine ai pregiudizi, alla segregazione e alle discriminazioni di cui ancora oggi i Rom sono vittime è necessario che gli Stati membri accelerino gli sforzi per migliorare l'integrazione di tali persone".

Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha affermato: "Con il sostegno della Commissione, i governi dell'UE hanno sviluppato strategie per integrare i Rom. Si tratta di un passo importante, ma è solo un primo passo. È giunto ora il momento che gli Stati membri attuino tali strategie e migliorino la vita dei Rom. Il settore più importante è senz'altro l'istruzione. I minori Rom dovrebbero poter accedere alle scuole esattamente come gli altri. L'istruzione è la chiave per una migliore integrazione nella società, giacché apre le porte all'occupazione e a una vita migliore."

Grazie al quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, l'integrazione dei Rom figura ora tra le priorità delle agende politiche nazionali; tale quadro ha inoltre contribuito a stabilire i necessari obiettivi, strutture, finanziamenti e monitoraggio per migliorare l'integrazione in Europa.

Tuttavia, stando ai risultati della valutazione, i miglioramenti nei settori dell'istruzione, dell'occupazione, della sanità e dell'alloggio sono disuguali e modesti:

  • istruzione: la partecipazione dei minori Rom all'istruzione e cura della prima infanzia è aumentata (passando dal 47% nel 2011 al 53% nel 2016 ), con i miglioramenti più significativi in Spagna, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria e Romania, e il tasso di abbandono scolastico è diminuito (passando dall'87% nel 2011 al 68% nel 2016). Queste percentuali però sono ancora troppo elevate e la segregazione nel campo dell'istruzione è ancora un problema in alcuni paesi - in Slovacchia, Ungheria e Bulgaria oltre il 60% dei minori Rom sono separati dagli altri minori;
  • occupazione: la percentuale crescente di giovani Rom che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo (il 63% nel 2016 rispetto al 56% nel 2011) è un segnale preoccupante del fatto che il passaggio dall'istruzione all'occupazione e ad altri settori non è efficace. Tale percentuale è aumentata in Spagna, Slovacchia, Romania, Repubblica ceca e Ungheria;
  • sanità: la mancanza di copertura sanitaria di base rimane un problema grave in alcuni Stati membri. In Bulgaria e in Romania, ad esempio, metà della popolazione Rom non ha accesso alla copertura sanitaria di base;
  • alloggio: l'accesso dei Rom ai servizi di base (acqua corrente ed elettricità) sta migliorando, soprattutto in Bulgaria, Romania, Slovacchia e Repubblica ceca, ma per quanto riguarda l'accesso agli alloggi, tra cui gli alloggi sociali, in Portogallo, Repubblica ceca e Spagna i Rom sono sempre più spesso vittime di discriminazioni.

La Commissione chiede ulteriori sforzi più coordinati tra il livello europeo, nazionale e locale, ad esempio la creazione di piattaforme nazionali che riuniscano tutti gli attori interessati al fine di razionalizzare il lavoro con le comunità Rom. Gli Stati membri devono dare priorità alla lotta contro le discriminazioni e l'antiziganismo e concentrarsi sull'integrazione dei giovani, delle donne e dei bambini Rom.

Prossime tappe

Sulla base della valutazione pubblicata oggi la Commissione definirà la strategia post 2020 in materia di integrazione dei Rom, come richiesto dagli Stati membri.

La Commissione ha inoltre avviato una valutazione dell'efficacia, della pertinenza e del valore aggiunto del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom. Tutti i cittadini, le organizzazioni, le istituzioni e le altre parti interessate sono invitate a esprimere le loro opinioni attraverso la consultazione pubblica aperta fino al 25 ottobre 2017.

Contesto

Nel 2011 la Commissione europea ha adottato il quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, diretto a colmare il divario tra i Rom e il resto della popolazione in quattro settori chiave:

  1. istruzione,
  2. occupazione,
  3. assistenza sanitaria,
  4. alloggio.

Per promuovere l'integrazione dei Rom sono stati mobilitati vari strumenti giuridici, politici e di finanziamento dell'UE. La legislazione dell'UE, che comprende la direttiva sull'uguaglianza razziale e la decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia, vieta le discriminazioni nei confronti dei Rom e l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio nei confronti dei Rom.

Il semestre europeo promuove le riforme delle politiche generali atte a favorire l'inclusione dei Rom. I fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 consentono agli Stati membri di introdurre una priorità d'investimento specifica per l'integrazione delle comunità emarginate, come i Rom.

Gli Stati membri hanno sviluppato strategie nazionali di integrazione dei Rom e hanno designato i punti di contatto nazionali per i Rom al fine di coordinarne l'attuazione e il monitoraggio. Dal 2016 hanno l'obbligo di riferire annualmente alla Commissione in merito alle rispettive misure di integrazione.

Per ulteriori informazioni:

 

 

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Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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