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Commissione europea - Comunicato stampa

10 anni dall'inizio della crisi: ritorno della ripresa grazie a un'azione incisiva dell'UE

Bruxelles, 9 agosto 2017

10 anni dall'inizio della crisi: ritorno della ripresa grazie a un'azione incisiva dell'UE

La crisi finanziaria mondiale è iniziata 10 anni fa e ha portato alla peggiore recessione registrata dall'Unione europea nei suoi sessant'anni di storia. La crisi non è iniziata in Europa, ma le istituzioni dell'UE e gli Stati membri hanno dovuto agire risolutamente per contrastarne gli effetti e rimediare alle carenze insite nell'assetto iniziale dell'Unione economica e monetaria. La loro azione ha prodotto i risultati sperati: oggi l'economia dell'UE è in espansione per il quinto anno consecutivo. Il tasso di disoccupazione è al livello più basso dal 2008, le banche sono più solide, gli investimenti stanno riprendendo e le finanze pubbliche sono in condizioni migliori. I recenti sviluppi economici sono incoraggianti, ma vi è ancora molto da fare per superare le conseguenze degli anni di crisi. La Commissione europea è pienamente mobilitata per attuare la propria agenda per l'occupazione, la crescita e la giustizia sociale.

Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "Grazie alla determinazione con cui si è intervenuti per rispondere alla crisi, l'economia dell'UE è ora in piena ripresa e l'Unione economica e monetaria è più forte di prima. Occorre consolidare questi progressi, completando l'Unione finanziaria, riformando le nostre economie al fine di promuovere la convergenza, l'inclusività e la resilienza, e mantenendo finanze pubbliche sostenibili. A tal fine si dovrebbe perseguire un approccio equilibrato, in cui la riduzione e la condivisione del rischio vanno di pari passo, e l'unità del mercato unico è preservata."

Il commissario Pierre Moscovici, responsabile per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: " A dieci anni dall'inizio della crisi mondiale, la ripresa dell'economia europea si è consolidata ed ampliata. Dobbiamo sfruttare questo slancio positivo per completare la riforma della nostra Unione economica e monetaria. Non tutti i retaggi del passato si correggono automaticamente. Abbiamo assistito all'allargamento delle divergenze sociali ed economiche all'interno degli Stati membri e tra di essi. È essenziale che il nostro lavoro futuro contribuisca alla convergenza reale e sostenuta delle nostre economie."

Dieci anni fa, il 9 agosto 2007, BNP Paribas fu la prima grande banca a riconoscere le conseguenze della sua esposizione ai mercati dei mutui subprime negli Stati Uniti, congelando i fondi esposti. Negli anni successivi, quella che all'inizio era una crisi finanziaria si è trasformata in una crisi bancaria e una crisi del debito sovrano, che ha colpito rapidamente l'economia reale. L'Unione europea è precipitata nella peggiore recessione della sua storia, che ha segnato profondamente i cittadini, le imprese e le economie dei suoi Stati membri.

In questo contesto difficile, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri hanno adottato decisioni politiche forti per contenere la crisi, preservare l'integrità dell'euro ed evitare esiti peggiori. L'UE ha lavorato per regolamentare il settore finanziario e migliorare la governance economica; rafforzare e stabilire quadri istituzionali e giuridici comuni; creare un firewall finanziario per la zona euro; sostenere i paesi in difficoltà finanziarie; migliorare le finanze pubbliche degli Stati membri; proseguire le riforme strutturali e incoraggiare gli investimenti; combattere la disoccupazione giovanile; migliorare la vigilanza del settore bancario; migliorare la capacità delle istituzioni finanziarie di far fronte alle sfide future; e stabilire modalità per gestire e prevenire più efficacemente eventuali crisi.

In seguito a tali azioni, l'Unione economica e monetaria dell'Europa ha subito una notevole ristrutturazione e l'economia europea — in particolare quella della zona euro — ha ritrovato smalto. La ripresa europea è sostenuta e la disoccupazione è in costante calo. Il numero degli Stati membri appartenenti alla zona euro è aumentato da 12 a 19 e l'euro è la seconda moneta al mondo per importanza. Degli otto Stati membri dell'UE che hanno ricevuto assistenza finanziaria, solo la Grecia è ancora soggetta ad un programma, da cui dovrebbe uscire a metà del 2018. Attualmente sono soggetti al braccio correttivo del patto di stabilità e crescita, la cosiddetta procedura per i disavanzi eccessivi, solo tre Stati membri: erano 24 al culmine della crisi. Il piano Juncker, anche noto come piano di investimenti per l'Europa, lanciato nel novembre 2014, dovrebbe mobilitare complessivamente oltre 225 miliardi di EUR in tutti gli Stati membri.

Nonostante la sua attuale robustezza, l'UEM rimane incompleta e il percorso dell'euro è appena iniziato. Dalla relazione dei cinque presidenti del giugno 2015 al documento di riflessione sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria del maggio 2017, sono numerose le iniziative adottate negli ultimi anni per trarre insegnamenti dalla crisi e preparare l'UE a rispondere ancora meglio alle sfide future.

Per ulteriori informazioni

Documento di riflessione sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria

Relazione dei cinque presidenti

Libro bianco sul futuro dell'Europa

Documento di riflessione sulla dimensione sociale dell'Europa

Documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @Pierremoscovici

IP/17/2401

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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