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Commissione europea - Comunicato stampa

Parte il procedimento d'infrazione della Commissione europea contro la Polonia per i provvedimenti sulla magistratura

Bruxelles, 29 luglio 2017

Dopo che, venerdì 28 luglio, la Polonia ha pubblicato in Gazzetta ufficiale la legge sull'organizzazione dei tribunali ordinari, la Commissione europea ha avviato un procedimento d'infrazione nei suoi confronti inviandole la lettera di messa in mora.

Le autorità polacche dispongono di un mese di tempo per la risposta.

Il problema giuridico di fondo che la Commissione ravvisa in tale legge è la discriminazione di genere derivante dall'introduzione di una differente età pensionabile per i magistrati donna (60 anni) e uomo (65 anni), in violazione dell'articolo 157 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e della direttiva 2006/54 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. Nella messa in mora la Commissione esprime anche il timore che la discrezionalità conferita dalla nuova legge al Ministro della Giustizia di prolungare il mandato dei magistrati giunti all'età della pensione e di destituire o nominare i presidenti dei tribunali comprometta in futuro l'indipendenza degli organi giurisdizionali polacchi (cfr. articolo 19, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (TUE) in combinato disposto con l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea). Le nuove norme permettono al Ministro della Giustizia d'influire sull'operato dei singoli giudici ordinari, data soprattutto la vaghezza dei criteri che regolano il prolungamento del loro mandato: risulta così compromesso il principio dell'inamovibilità del giudice. Pur diminuendo l'età pensionabile, la legge permette al Ministro della Giustizia di prolungare il mandato dei magistrati di un massimo di dieci anni per le donne e di cinque per gli uomini. Il fatto che non siano previsti termini per la decisione in tal senso permette al Ministro della Giustizia di tenere sotto pressione i magistrati per la restante durata del loro mandato.

Ieri il Primo Vicepresidente Frans Timmermans ha scritto al Ministro degli Affari esteri della Polonia rinnovandogli l'invito a partecipare al più presto, insieme al Ministro della Giustizia, a una riunione a Bruxelles che permetta di rilanciare il dialogo fra Commissione e Polonia. Come il Primo Vicepresidente ha dichiarato nel contesto del dialogo sullo stato di diritto: "La porta della Commissione resta aperta per la Polonia nell'auspicio di un dialogo costruttivo."

Prossime tappe

La lettera di messa in mora della Commissione chiede al governo polacco di rispondere entro un mese. Esaminata la risposta pervenuta, o se la Polonia non trasmetterà osservazioni entro il termine previsto, la Commissione passerà eventualmente alla seconda fase della procedura d'infrazione emettendo un parere motivato.

Contesto

Mercoledì 26 luglio il Collegio dei Commissari ha deciso di avviare un procedimento d'infrazione non appena fosse stata pubblicata la legge sui tribunali ordinari. La pubblicazione è avvenuta il 28 luglio.

Il procedimento d'infrazione si aggiunge al dialogo sullo stato di diritto in corso, avviato dalla Commissione nel gennaio 2016, e alla raccomandazione complementare sullo stato di diritto emanata il 26 luglio. Lo stato di diritto è uno dei valori comuni sui quali si fonda l'Unione europea ed è sancito all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea. La Commissione europea, insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, è competente in virtù dei trattati a garantire il rispetto dello stato di diritto quale valore fondamentale della nostra Unione e assicurare che le normative, i valori e i principi dell'UE siano rispettati. Gli eventi in Polonia hanno portato la Commissione europea ad avviare un dialogo con il governo polacco nel gennaio 2016 ai sensi del quadro sullo stato di diritto. Il quadro – introdotto dalla Commissione l'11 marzo 2014 – si articola in tre fasi (v. grafico all'allegato 1). L'intero processo si basa su un dialogo continuo tra la Commissione e lo Stato membro interessato. La Commissione tiene informati il Parlamento europeo e il Consiglio con regolarità e in modo puntuale.

 

Allegato I - Quadro sullo stato di diritto

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Allegato II - Articolo 7 del trattato sull'Unione europea

1.   Su proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione europea, il Consiglio, deliberando alla maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare che esiste un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori di cui all'articolo 2. Prima di procedere a tale constatazione il Consiglio ascolta lo Stato membro in questione e può rivolgergli delle raccomandazioni, deliberando secondo la stessa procedura.

Il Consiglio verifica regolarmente se i motivi che hanno condotto a tale constatazione permangono validi.

2.   Il Consiglio europeo, deliberando all'unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione europea e previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare l'esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei valori di cui all'articolo 2, dopo aver invitato tale Stato membro a presentare osservazioni.

3.   Qualora sia stata effettuata la constatazione di cui al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato membro in questione dall'applicazione dei trattati, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio. Nell'agire in tal senso, il Consiglio tiene conto delle possibili conseguenze di una siffatta sospensione sui diritti e sugli obblighi delle persone fisiche e giuridiche.

Lo Stato membro in questione continua in ogni caso ad essere vincolato dagli obblighi che gli derivano dai trattati.

4.   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può successivamente decidere di modificare o revocare le misure adottate a norma del paragrafo 3, per rispondere ai cambiamenti nella situazione che ha portato alla loro imposizione.

5.   Le modalità di voto che, ai fini del presente articolo, si applicano al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sono stabilite nell'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

 

 

IP/17/2205

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