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Commissione europea - Comunicato stampa

Nuove misure per migliorare le condizioni di lavoro dei marittimi

Bruxelles, 27 luglio 2017

La Commissione europea propone l'integrazione nel diritto dell'UE di un accordo tra le parti sociali inteso a migliorare le condizioni di lavoro dei marittimi impiegati a bordo di navi battenti bandiera di uno Stato membro dell'UE.

La Commissione europea propone l'integrazione nel diritto dell'UE di un accordo tra le parti sociali inteso a migliorare le condizioni di lavoro dei marittimi impiegati a bordo di navi battenti bandiera di uno Stato membro dell'UE. La proposta garantirà che in futuro i marittimi siano meglio protetti contro l'abbandono in porti stranieri e rafforzerà il loro diritto a un indennizzo in caso di decesso o disabilità a lungo termine dovuti a infortunio sul lavoro, malattia o rischio professionale.

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "I trasporti marittimi restano fondamentali per lo sviluppo economico dell'Europa. La proposta odierna rafforzerà la protezione dei marittimi e contribuirà a garantire una concorrenza leale nel settore. Il miglioramento delle condizioni di lavoro accrescerà inoltre l'attrattiva del settore dei trasporti marittimi per i giovani europei. Questa proposta costituisce un ottimo esempio di come le parti sociali aiutino la Commissione a mantenere la legislazione dell'UE adatta allo scopo che si prefigge."

Il carattere globale dell'industria dei trasporti marittimi, in cui si applicano leggi nazionali diverse in funzione dello Stato dell'armatore, dello Stato di bandiera della nave o della nazionalità dell'equipaggio, rende difficile per i marittimi avvalersi di mezzi di ricorso rapidi e soddisfacenti in caso di abbandono, lesioni personali o decesso. La Commissione propone di apportare miglioramenti al sistema vigente.

La proposta rafforzerà la protezione dei marittimi in caso di abbandono, compresi i casi in cui l'armatore non corrisponde il salario previsto dal contratto per almeno due mesi o lascia il marittimo senza l'assistenza e i mezzi di sostentamento necessari per l'esercizio delle navi. Questo sarà positivo non solo per i marittimi stessi, ma risulterà utile anche a tutte le autorità portuali dell'UE, in quanto si tradurrà in un minor numero di casi problematici di abbandono.

La proposta migliorerà inoltre i meccanismi di indennizzo. Ciò consentirà di facilitare e accelerare il pagamento dei crediti insoluti, il che contribuirà a evitare i lunghi ritardi nei pagamenti e la burocrazia che spesso i marittimi o le loro famiglie si trovano ad affrontare in caso di abbandono o in caso di decesso o disabilità a lungo termine derivanti da infortunio sul lavoro, malattia o rischio professionale.

Contesto

Nel 2010 erano circa 230 000 i marittimi attivi nel settore dei trasporti marittimi negli Stati membri dell'UE. Secondo uno studio di Eurofound sul dialogo sociale nel settore marittimo e una relazione della Commissione europea, i trasporti marittimi sono fondamentali per l'economia europea: l'80% degli scambi commerciali mondiali avviene per mare e all'interno dell'Europa la navigazione a corto raggio rappresenta il 40% del trasporto merci. I trasporti marittimi incidono anche sulla qualità della vita dei cittadini, offrendo servizi di trasporto ai turisti e agli abitanti delle isole e delle regioni periferiche. Sono più di 400 milioni i passeggeri marittimi che transitano ogni anno nei porti europei.

In tale contesto l'Organizzazione internazionale del lavoro ha adottato nel 2006 la convenzione sul lavoro marittimo (CLM) al fine di creare un unico strumento coerente che incorporasse tutte le norme più aggiornate applicabili al lavoro marittimo internazionale. La convenzione prevede una serie di diritti e misure di protezione sul lavoro per tutti i marittimi, a prescindere dalla nazionalità e dalla bandiera della nave. A tutt'oggi è stata ratificata da 81 paesi, tra cui tutti gli Stati membri dell'UE tranne l'Austria, la Slovacchia e la Repubblica ceca. Le sue disposizioni sono state integrate nel diritto dell'Unione con la direttiva 2009/13/CE del Consiglio. La convenzione affronta alcuni problemi in materia di responsabilità e indennizzo in relazione alle rivendicazioni dell'equipaggio in caso di decesso, lesioni personali e abbandono. I marittimi che lavorano lontano da casa sono però ancora esposti al rischio di abbandono in porti stranieri se gli armatori vengono meno alle proprie responsabilità. Secondo i dati raccolti dall'Organizzazione internazionale del lavoro, dal 2004 sono state abbandonate 192 navi mercantili, 21 delle quali battenti bandiere dell'UE. Nel 2016 cinque navi mercantili con 58 marittimi sono state abbandonate nei porti dell'UE.

Nel corso della sua 103a sessione tenutasi a Ginevra l'11 giugno 2014, la Conferenza internazionale del lavoro ha quindi approvato alcune modifiche, a favore delle quali hanno votato tutti gli Stati membri dell'UE. Il 5 dicembre 2016 le parti sociali nel settore dei trasporti marittimi dell'UE hanno concluso un accordo inteso a modificare la direttiva 2009/13/CE per tenere conto di tali modifiche. La proposta della Commissione recepisce ora nel diritto dell'UE questo accordo tra l'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF).

Per ulteriori informazioni

Proposta di direttiva del Consiglio

Marianne Thyssen su Twitter e Facebook

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Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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