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Commissione europea - Comunicato stampa

Unione della sicurezza: giro di vite sull'importazione illegale di beni culturali utilizzati per finanziare il terrorismo

Bruxelles, 13 luglio 2017

Unione della sicurezza: giro di vite sull'importazione illegale di beni culturali utilizzati per finanziare il terrorismo

La Commissione europea ha proposto oggi nuove norme per reprimere l'importazione illegale e il traffico di beni culturali provenienti da paesi terzi, spesso connessi al finanziamento del terrorismo e di altre attività criminali. La proposta odierna costituisce una delle fasi conclusive previste dal piano d'azione della Commissione volto a rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo e porrà fine a questo traffico vietando l'importazione nell'UE di beni culturali esportati illegalmente dai paesi di origine. La proposta giunge pochi giorni dopo l'invito a contrastare i finanziamenti al terrorismo, anche ostacolando il saccheggio e il contrabbando di antichità, che il G20 di Amburgo ha rivolto ai paesi.

Il primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ha dichiarato: "Il denaro è ossigeno per le organizzazioni terroristiche come Da'esh. Stiamo adottando misure per bloccare tutte le loro fonti di finanziamento che includono il commercio di beni culturali poiché i terroristi si finanziano tramite il saccheggio di siti archeologici e la vendita illegale di beni culturali. La presente proposta consente alle autorità doganali di disporre di strumenti adeguati per chiudere il mercato dell'UE a tali beni."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "Il traffico illegale di beni culturali desta grande preoccupazione. Tale attività può arrecare gravi danni al patrimonio culturale di paesi che meno degli altri possono permettersi di tutelare i propri interessi. Si tratta di una fonte di finanziamento diretta di atti terroristici che deve essere smantellata all'origine." 

Tibor Navraciscs, Commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha affermato: "Il saccheggio e il traffico illecito di beni culturali priva i cittadini dei paesi colpiti di una fetta della loro identità culturale e distrugge il patrimonio culturale dell'umanità. Oggi dimostriamo l'impegno della Commissione per la tutela di questo patrimonio mondiale che sarà messo in mostra nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale."

Al momento, l'UE applica divieti alle merci provenienti dall'Iraq e dalla Siria, ma non esiste un quadro generale dell'UE per l'importazione di beni culturali. Esportatori e importatori senza scrupoli riescono a sfruttare le norme attuali e possono utilizzare i profitti realizzati per finanziare attività illecite come il terrorismo. Le attuali legislazioni nazionali in materia, divergenti ed inefficaci, rendono necessario un intervento a livello di Unione al fine di garantire un trattamento coerente dell'importazione di beni culturali lungo le frontiere esterne dell'UE. In questo modo si contribuirà ad evitare che beni culturali siano introdotti illegalmente nell'UE danneggiando direttamente il patrimonio culturale, storico e archeologico del paese di origine.

I piani per le nuove misure erano stati elaborati per la prima volta dalla Commissione nell'ambito dell'Agenda europea sulla sicurezza e del suo piano d'azione 2016 volto a rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo. Nel febbraio 2016, gli Stati membri dell'UE hanno ricordato l'importanza di un intervento urgente per potenziare la lotta contro il commercio illegale di beni culturali e hanno chiesto alla Commissione di proporre quanto prima misure normative in tal senso.

Al fine di garantire che l'importazione illegale di beni culturali diventi molto più difficile in futuro le nuove norme prevedono una serie di azioni quali:

– una nuova definizione comune dell'UE di "beni culturali" all'importazione, che copre un'ampia gamma di oggetti tra cui ritrovamenti archeologici, antiche pergamene, rovine di monumenti storici, opere d'arte, collezioni e oggetti di antiquariato. Le nuove disposizioni si applicheranno solo ai beni culturali che hanno dimostrato di essere maggiormente a rischio, vale a dire quelli di almeno 250 anni al momento dell'importazione;

– l'introduzione di un nuovo sistema di licenze per l'importazione di reperti archeologici, parti di monumenti, antichi manoscritti e libri. Gli importatori sono tenuti a ottenere licenze di importazione dalle autorità competenti nell'UE, prima di introdurre tali beni nell'Unione;

– per altre categorie di beni culturali, gli importatori dovranno procedere tramite un sistema di certificazione più rigoroso che prevede la presentazione di una dichiarazione firmata o dichiarazione giurata che dimostri che i beni sono stati esportati legalmente dal paese terzo;

– le autorità doganali avranno anche la facoltà di sequestrare e trattenere i beni quando non è possibile dimostrare che i beni culturali in questione sono stati esportati legalmente.

Sono auspicate campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti gli acquirenti di beni culturali in Europa, non solo agli importatori professionisti del mercato dell'arte. Parallelamente è prevista l'organizzazione da parte degli Stati membri di sessioni di formazione per i funzionari doganali e di altri servizi incaricati dell'applicazione della legge al fine di migliorare la loro capacità di riconoscere spedizioni sospette e di cooperare in modo più efficiente per prevenire il commercio illegale.

Gli Stati membri saranno tenuti ad assicurare sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive per coloro che non rispettano le norme, in particolare per chiunque presenta dichiarazioni o informazioni false.

Contesto

Fazioni belligeranti e gruppi terroristici in tutto il mondo hanno perpetrato una serie di reati ai danni del nostro comune patrimonio culturale. Relazioni recenti hanno inoltre dimostrato che i profitti realizzati dalla vendita e dall'importazione nell'UE di opere d'arte, sculture e reperti archeologici di valore provenienti da alcuni paesi terzi sono potenzialmente utilizzati per finanziare attività terroristiche.

Per quanto riguarda l'importazione e il movimento di tali beni, attualmente gli Stati membri dell'UE applicano la regolamentazione doganale generale o il codice doganale dell'Unione. Una normativa specifica si applica inoltre ai beni culturali provenienti da Iraq e Siria. Negli ultimi anni è risultato sempre più evidente che tali norme non sono sufficienti a contrastare il traffico illecito di beni culturali.

Nel luglio 2017, il G20 ha invitato i paesi ad "affrontare tutte le fonti alternative di finanziamento del terrorismo, compresi i saccheggi e il contrabbando di antichità". Analogamente, il G7 ha sollecitato interventi in questo settore in paesi terzi. 

L'importanza di proteggere il patrimonio culturale sarà messa in evidenza nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale, tramite una serie di attività che si svolgeranno a livello europeo, nazionale, regionale e locale. L'obiettivo è anche quello di mettere in luce l'importanza del patrimonio culturale e promuovere soluzioni innovative e interessanti per preservarlo per le generazioni future.

Il valore delle vendite sul mercato globale di opere d'arte e oggetti di antiquariato nel 2016 è stimato a 56 miliardi di EUR, a cui il mercato europeo contribuisce per circa 19 miliardi di euro.

Prossime tappe

La proposta di regolamento sarà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea. La Commissione ne auspica un'adozione rapida nel quadro della procedura di codecisione.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sulla nuova proposta per la lotta contro il commercio illegale di beni culturali

Pagina internet della DG TAXUD sulla nuova proposta per la lotta contro il commercio illegale di beni culturali

Ulteriori informazioni sull'anno europeo del patrimonio culturale

IP/17/1932

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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