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Commissione europea - Comunicato stampa

Aiuti di Stato: via libera della Commissione agli aiuti per l'uscita dal mercato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca a norma del diritto fallimentare italiano, con cessione di alcune parti a Intesa Sanpaolo

Bruxelles, 25 giugno 2017

La Commissione europea ha dato via libera, in base alla normativa UE, ai provvedimenti adottati dall'Italia per agevolare la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza (BPVI) e di Veneto Banca a norma del diritto fallimentare nazionale, fra cui la cessione di parte delle attività delle due banche, che saranno integrate in Intesa Sanpaolo. I depositi restano tutelati pienamente.

L'annuncio fa seguito alla dichiarazione del 23 giugno 2017 con cui, nella sua veste di autorità di vigilanza, la Banca centrale europea (BCE) ha accertato che BPVI e Veneto Banca sono in dissesto o a rischio di dissesto e alle decisioni del Comitato di risoluzione unico (SRB), il quale, nella sua veste di autorità di risoluzione, è giunto alla conclusione che in nessuno dei due casi l'interesse pubblico giustificasse l'avvio di un'azione di risoluzione. In questo tipo di situazione il diritto dell'UE prevede che si applichi la normativa nazionale sull'insolvenza e che spetti alle competenti autorità nazionali liquidare l'ente a norma del diritto fallimentare nazionale. In tale contesto, se lo Stato membro reputa necessario un sostegno pubblico per attutire gli effetti dell'uscita dal mercato di una banca, si applicano le norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare la comunicazione sul settore bancario del 2013, in base alla quale gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate devono contribuire pienamente ai costi (nella cosiddetta "condivisione degli oneri") e devono essere limitate le distorsioni della concorrenza. I detentori di obbligazioni senior non sono tenuti a contribuire, mentre i depositanti restano tutelati pienamente secondo quanto previsto dalle norme dell'UE.

Margrethe Vestager, Commissaria per la Concorrenza, ha dichiarato: "L'Italia considera necessaria l'erogazione di aiuti di Stato per evitare che l'economia della Regione Veneto sia perturbata dalla liquidazione di BPVI e Veneto Banca, che escono dal mercato dopo un lungo periodo di gravi difficoltà finanziarie.La decisione della Commissione consente all'Italia di adottare provvedimenti per agevolare la liquidazione delle due banche: l'Italia sosterrà quindi la cessione di alcune loro attività e il trasferimento di dipendenti, che saranno nei due casi integrati in Intesa Sanpaolo. Azionisti e creditori subordinati hanno dato il loro pieno contributo, riducendo i costi a carico dello Stato italiano, mentre i depositanti restano pienamente protetti.I provvedimenti in questione sgraveranno inoltre il settore bancario italiano di prestiti deteriorati per 18 miliardi di euro, contribuendo al suo risanamento."

Poiché l'SRB è giunto alla conclusione che né per BPVI né per Veneto Banca l'interesse pubblico giustificasse l'avvio di un'azione di risoluzione, le autorità italiane sono quindi tenute a liquidare le due banche secondo le procedure fallimentari nazionali. In questo contesto l'Italia ha stabilito che la loro liquidazione avrebbe prodotto un grave impatto sull'economia reale delle regioni in cui sono più attive. Al di fuori della disciplina europea di risoluzione delle banche, le norme dell'UE offrono all'Italia la possibilità di chiedere alla Commissione il via libera all'impiego di fondi nazionali per agevolare la liquidazione, in modo da attutire l'impatto sull'economia della o delle regioni in questione. Poiché le banche destinatarie escono dal mercato, l'aiuto non dovrebbe falsare in alcun modo la concorrenza sui mercati bancari europei.

Il 24 giugno 2017 l'Italia ha notificato alla Commissione l'intenzione di concedere aiuti di Stato per la liquidazione di BPVI e di Veneto Banca. I provvedimenti in questione consentiranno la cessione di parti delle attività delle due banche a Intesa Sanpaolo, trasferimento di dipendenti compreso. L'Italia ha scelto Intesa Sanpaolo ("Intesa") come acquirente con una procedura di cessione aperta, equa e trasparente. I provvedimenti previsti consentiranno altresì la liquidazione della massa fallimentare residua, finanziata dai prestiti forniti da Intesa.

Lo Stato Italiano adotterà in particolare i provvedimenti seguenti:

  • apporti di capitale per circa 4,785 miliardi di euro;

  • garanzie dello Stato per un massimo di 12 miliardi circa, in particolare garanzie sul finanziamento della massa fallimentare da parte di Intesa. Le garanzie dello Stato sarebbero attivate, in particolare, se la massa fallimentare si rivelasse insufficiente a ripagare Intesa del suo finanziamento.

Sia le garanzie sia gli apporti di capitale sono coperti dai crediti di rango più elevato (senior) vantati dallo Stato italiano sulle attività comprese nella massa fallimentare. Di conseguenza, il costo netto per lo Stato italiano sarà nettamente inferiore all'importo nominale dei provvedimenti previsti.

La Commissione ha accertato che i provvedimenti in questione sono conformi alle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare alla comunicazione sul settore bancario del 2013. Gli attuali azionisti e detentori di obbligazioni subordinate hanno dato il loro pieno contributo ai costi, alleviando l'onere dell'intervento allo Stato italiano. Le destinatarie dell'aiuto (BPVI e Veneto Banca) saranno liquidate entrambe in modo ordinato e usciranno dal mercato, mentre le attività cedute saranno ristrutturate e ridimensionate considerevolmente da Intesa: questi due fattori combinati limiteranno le distorsioni di concorrenza determinate dall'aiuto.

La successiva integrazione profonda in Intesa riporterà le parti cedute alla sostenibilità economica. La Commissione ha inoltre confermato che non si configura un aiuto di Stato a favore di Intesa, perché questa è stata scelta al termine di una procedura di cessione aperta, equa e trasparente, gestita nella sua integralità dalle autorità italiane, che ha garantito che le attività fossero cedute alla migliore offerta disponibile.

Contesto

Banca Popolare di Vicenza (BPVI) è una piccola banca commerciale italiana ubicata in Veneto, attiva soprattutto nelle regioni italiane del nordest. Al 31 dicembre 2016 BPVI contava circa 500 succursali e rappresentava in Italia una quota di mercato di circa l'1% in depositi e di circa l'1,5% in prestiti. Alla stessa data le attività totali della banca ammontavano ad un importo di poco inferiore a 35 miliardi di euro.

Veneto Banca è una piccola banca commerciale italiana ubicata in Veneto, attiva soprattutto in Italia settentrionale. Al 31 dicembre 2016 Veneto Banca contava circa 400 succursali e rappresentava in Italia una quota di mercato di circa l'1% in depositi e in prestiti. Alla stessa data le attività totali della banca ammontavano a 28 miliardi di euro

A marzo 2017 BPVI e Veneto Banca hanno presentato allo Stato italiano istanze di ricapitalizzazione precauzionale per colmare le carenze patrimoniali, di cui le autorità italiane hanno poi discusso con la Commissione. La disciplina bancaria dell'UE [1] subordina questa possibilità eccezionale a condizioni rigorose, tra cui la temporaneità del sostegno statale e l'impossibilità di usarlo per compensare le perdite che la banca ha accusato o rischia di accusare in futuro. La banca dichiarata in dissesto o a rischio di dissesto dalla BCE non è ammissibile alla ricapitalizzazione precauzionale.

BPVI e Veneto Banca presentano entrambe una percentuale elevatissima di prestiti deteriorati (37% rispetto alla media italiana del 18%) ed elevati costi di esercizio. Sono in perdita da anni. Dopo che dalla valutazione approfondita del 2014 erano emerse carenze patrimoniali, la BCE ha sottoposto le due banche a stretto monitoraggio. Nel 2016 il Fondo Atlante ha investito circa 3,5 miliardi di euro in BPVI e Veneto Banca. Ciò nonostante la situazione finanziaria delle due banche si è ulteriormente deteriorata nel 2017 e i provvedimenti adottati sono risultati insufficienti a risolvere gli annosi problemi strutturali. Inoltre, BPVI e Veneto Banca non hanno ancora ultimato il processo di adeguamento del bilancio ai requisiti della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), i quali sono volti, fra l'altro, a limitare l'impatto della risoluzione o della liquidazione ordinata sull'economia.

A causa delle difficoltà finanziarie in cui versavano, le banche hanno subito negli ultimi due anni un'emorragia continua di depositi, perdendone il 44% tra giugno 2015 e marzo 2017. Per stabilizzare la situazione della liquidità, l'Italia ha chiesto misure di sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie dello Stato per un importo di circa 10 miliardi di euro, che la Commissione ha approvato a gennaio 2017 e ad aprile 2017.

Contesto procedurale

Secondo la normativa UE, in linea di principio l'ente in dissesto dovrebbe essere liquidato con procedura ordinaria di insolvenza, salvo se l'SRB ritiene che vi sia un interesse pubblico a sottoporlo a risoluzione perché la liquidazione con procedura ordinaria di insolvenza potrebbe compromettere la stabilità finanziaria, interrompere la prestazione di funzioni essenziali e pregiudicare la tutela dei depositanti (cfr. considerando 45 della BRRD).

Se nell'ambito della procedura nazionale d'insolvenza lo Stato membro reputa necessario un sostegno pubblico per attutire gli effetti dell'uscita della banca dal mercato, si applicano le norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare la comunicazione sul settore bancario del 2013. Le norme in questione sono intese alla gestione di una crisi temporanea e si basano su una norma di eccezionalità prevista dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea (articolo 107, paragrafo 3, lettera b)).

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.45664 nel Registro degli aiuti di Stato, sul sito internet della DG Concorrenza, una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

 

Cfr. anche scheda informativa - Aiuti di Stato: applicazione delle norme dell'UE alle banche con carenze patrimoniali (in inglese)

 

[1] Nel contesto dell'Unione bancaria per "disciplina bancaria dell'UE" s'intende la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e il regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR).

IP/17/1791

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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