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Commissione europea - Comunicato stampa

Il quadro di partenariato sulla migrazione: a distanza di un anno, la Commissione illustra i risultati e l'esperienza acquisita

Strasburgo, 13 giugno 2017

A un anno dall'avvio del quadro di partenariato sulla migrazione e in vista del Consiglio europeo di giugno, la Commissione e l'Alto rappresentante presentano oggi la quarta relazione sui progressi finora compiuti.

La relazione mostra che il partenariato ha spronato i paesi partner africani ad affrontare meglio il problema della migrazione irregolare e a lottare contro le reti di trafficanti. Gli sforzi congiunti hanno contribuito ad aumentare i rimpatri volontari assistiti dei migranti rimasti bloccati e hanno favorito la creazione di posti di lavoro e i progetti sociali. Dopo l'adozione della comunicazione congiunta sulla migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale e della dichiarazione di Malta, le iniziative riguardanti la rotta migratoria del Mediterraneo centrale si sono inoltre intensificate. Ne è derivata una cooperazione più efficiente con i paesi partner e con partner internazionali quali l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Il maggior coordinamento tra l'UE e gli Stati membri ha aumentato l'influenza dell'UE sui partner, ma dovrebbe essere ulteriormente intensificato per migliorare i risultati, in particolare per quanto riguarda la riduzione del numero degli arrivi irregolari di migranti nell'UE e il rafforzamento della cooperazione tra l'UE e i paesi partner al fine di garantire i rimpatri e le riammissioni.

L'Alto rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: "Un anno fa abbiamo varato il quadro di partenariato nella convinzione che la gestione della migrazione richiedesse un partenariato e un approccio d'insieme, basato sulla protezione dei diritti dei migranti, sulla lotta contro i trafficanti di esseri umani e sulla ricerca di soluzioni alle cause profonde che ne sono all'origine, a cominciare dalla povertà, dai conflitti e dai cambiamenti climatici. Abbiamo collaborato quotidianamente con i cinque paesi prioritari e con molti altri della regione del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa. Questo lavoro congiunto ha prodotto risultati tangibili, anche sulla lotta ai trafficanti. In materia di rimpatri volontari assistiti, dall'inizio del 2017 oltre 4 000 migranti sono ritornati volontariamente dalla Libia nei rispettivi paesi d'origine, nell'ambito del programma gestito in collaborazione con l'OIM. Continueremo ad operare per rafforzare ancor di più la cooperazione con i nostri partner africani, per far sì che si salvino vite umane, garantire ai migranti un trattamento dignitoso e smantellare, insieme, il modello imprenditoriale di chi sfrutta la disperazione umana."

I risultati del quadro di partenariato

A un anno di distanza dall'avvio del quadro di partenariato si sono registrati progressi tangibili con i cinque paesi africani prioritari: Etiopia, Mali, Niger, Nigeria e Senegal. Il Niger è l'esempio di ciò che è possibile ottenere con il quadro di partenariato: l'UE e gli Stati membri hanno coordinato da vicino le loro azioni e la loro cooperazione, di concerto con le autorità nigerine. I controlli alle frontiere e la lotta contro la tratta di esseri umani sono stati rafforzati e hanno portato all'arresto dei trafficanti e a un aumento significativo dei rimpatri volontari assistiti di migranti dal Niger verso i paesi d'origine.

La cooperazione con tutti i paesi partner si è notevolmente intensificata, anche grazie alla presenza di funzionari di collegamento europei per la migrazione in 12 paesi partner. L'UE può ormai contare su un partenariato ben consolidato con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Per agevolare i rimpatri e le riammissioni dei migranti irregolari sono state adottate misure specifiche, ma su questo fronte occorre accelerare gli interventi. La cooperazione in materia di gestione della migrazione è stata anch'essa rafforzata con un insieme più ampio di paesi, nell'Africa settentrionale e occidentale e in Asia.

Il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa ha sostenuto l'impegno politico dell'UE finanziando progetti a favore della creazione di posti di lavoro, dell'accesso all'istruzione o della gestione delle frontiere in paesi chiave. Ad oggi, i progetti approvati sono 118. Il Fondo ha aumentato a circa 2,8 miliardi di EUR l'importo delle risorse complessivamente disponibili nelle tre regioni beneficiarie e la sua copertura geografica è stata ampliata per includervi la Guinea, la Costa d'Avorio e il Ghana.

Le misure adottate per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale

Per rispondere alla crisi in corso lungo la rotta del Mediterraneo centrale, l'UE ha intensificato la sua collaborazione con i partner dell'Africa settentrionale, in particolare con la Libia. Un pacchetto di 90 milioni di EUR è stato approvato nel quadro del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa per rafforzare la protezione e la resilienza dei migranti e dei rifugiati (anche di quelli ospitati nei centri) e delle comunità di accoglienza in Libia. Il programma di rimpatrio volontario assistito e di reinserimento è proseguito in collaborazione con l'OIM. Nel 2017 i migranti finora rientrati nei rispettivi paesi d'origine solo dalla Libia sono oltre 4 000 - una cifra superiore al numero di migranti rinviati da questo paese in tutto il 2016. Le tre missioni operanti nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (EUNAVFOR MED operazione Sophia, missione dell'UE di assistenza alle frontiere in Libia e cellula di pianificazione e di collegamento dell'UE) continuano a contribuire alla lotta dell'UE contro le reti di trafficanti e ad impegnarsi al fianco delle autorità libiche.

Per affrontare il problema dei flussi migratori irregolari diretti verso nord, l'UE ha inoltre aumentato l'interazione con i vicini subsahariani della Libia. Il 5 giugno 2017 ha annunciato l'intenzione di sostenere, con un finanziamento fino a 50 milioni di EUR, l'entrata in funzione della task force congiunta del G5 (composta da forze militari del Ciad, del Mali, della Mauritania, del Niger e della Nigeria) per garantire la sicurezza delle regioni sensibili di frontiera.

Le prossime tappe

Nell'ambito del quadro di partenariato si continuerà ad operare con maggior intensità politica ed operativa, tenendo conto del fatto che la migrazione è una sfida a lungo termine. È opportuno aumentare gli strumenti e le risorse disponibili, rafforzare l'impegno degli Stati membri e ampliare il numero di quelli che partecipano attivamente ad iniziative congiunte. L'UE continuerà ad intensificare gli sforzi con i paesi partner in materia di rimpatrio, con l'obiettivo di pervenire ad accordi stabili concernenti i rimpatri e le riammissioni.

Poiché i fattori che inducono a migrare verso l'Europa permangono, la realizzazione di tutti gli obiettivi del quadro di partenariato resta una priorità chiave nei prossimi mesi e richiederà uno sforzo continuo e più intenso da parte di tutti i soggetti interessati. Il Consiglio europeo del 22 e 23 giugno farà il punto dei risultati conseguiti e fornirà ulteriori orientamenti sulla via da seguire.

Contesto

Il quadro di partenariato sulla migrazione con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione è stato avviato un anno fa quale approccio globale dell'UE alle sfide della migrazione irregolare e alle sue cause profonde nel quadro della cooperazione più ampia con i paesi terzi.

Attività complementari proseguono parallelamente nel quadro di iniziative regionali quali i processi di Rabat e Khartoum, nonché nell'ambito dell'attuazione del piano d'azione di La Valletta.

Oggi la Commissione presenta anche tre relazioni sui progressi compiuti relativamente alle misure adottate nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione. Il ritmo delle ricollocazioni è notevolmente aumentato nel 2017, il reinsediamento è sulla buona strada, la dichiarazione UE-Turchia continua a produrre risultati e i progressi per il pieno dispiegamento della guardia di frontiera e costiera europea sono proseguiti nel corso degli ultimi mesi. La Commissione invita tuttavia gli Stati membri ad adoperarsi maggiormente per rispettare i loro obblighi giuridici e contribuire in misura equa e proporzionale al meccanismo di ricollocazione dell'UE, colmare le restanti carenze di personale e attrezzature per la guardia di frontiera e costiera europea e garantire la piena attuazione dell'accordo UE-Turchia.

Per ulteriori informazioni

Quarta relazione sui progressi compiuti relativamente al quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione

Allegato 1

Allegato 2

Domande e risposte: la Commissione illustra i risultati ottenuti nell'attuazione del quadro di partenariato sulla migrazione e i progressi compiuti per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale

Scheda informativa riguardante il quadro di partenariato sulla migrazione

Scheda informativa sulla cooperazione nell'ambito del quadro di partenariato con il Mali

Scheda informativa sulla cooperazione nell'ambito del quadro di partenariato con il Niger

Scheda informativa sulla cooperazione nell'ambito del quadro di partenariato con la Nigeria

Scheda informativa sulla cooperazione nell'ambito del quadro di partenariato con il Senegal

Scheda informativa sulla cooperazione nell'ambito del quadro di partenariato con l'Etiopia

Scheda informativa sulle relazioni UE-Libia

Scheda informativa sul Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

 

 

IP/17/1595

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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