Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea - Comunicato stampa

Ricollocazione e reinsediamento: la Commissione invita tutti gli Stati membri ad attivarsi e rispettare i loro obblighi

Strasburgo, 16 maggio 2017

La Commissione ha adottato oggi la dodicesima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i programmi di ricollocazione e di reinsediamento di emergenza dell'UE, in cui valuta le azioni intraprese a partire dal 12 aprile 2017.

Grazie ai maggiori sforzi profusi dagli Stati membri, il numero delle persone ricollocate dall'inizio del 2017 ad oggi è quasi uguale a quello dell'intero 2016. Finora sono state ricollocate in tutto 18 418 persone, il che dimostra che la ricollocazione funziona se vi è la volontà di rispettare quanto concordato assieme in uno spirito di leale cooperazione. Tuttavia, sebbene la maggior parte degli Stati membri sia attiva e proceda con regolarità alle ricollocazioni, alcuni Stati membri non ne hanno ancora effettuata nessuna, venendo meno ai loro obblighi giuridici. Per quanto riguarda il reinsediamento, gli Stati membri hanno continuato a compiere progressi significativi, offrendo finora a 16 163 persone percorsi migratori sicuri e legali, pari a oltre due terzi dei reinsediamenti concordati nell'ambito del programma dell'UE. Basandosi sulle raccomandazioni del mese scorso, la relazione odierna si concentra sugli Stati membri che non stanno onorando i loro impegni.

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "I risultati conseguiti finora dimostrano che se ci sono la volontà e la determinazione degli Stati membri la ricollocazione può funzionare. Il successo del meccanismo di ricollocazione non può dipendere solo da alcuni Stati membri. La solidarietà in termini giuridici, politici e morali non può essere interpretata in modi diversi. Esorto quindi gli Stati membri che hanno sistematicamente omesso di rispettare i propri obblighi a cominciare ad adempierli immediatamente. I dati globali sul reinsediamento sono la prova di quello che la cooperazione e il coordinamento rafforzati a livello di UE possono fare nella pratica. È tempo ormai che si ottengano gli stessi risultati anche per la ricollocazione".

Ricollocazione

La tendenza positiva in materia di ricollocazione è proseguita, con altre 2 078 persone ricollocate dopo l'ultima relazione (1 368 dalla Grecia e 710 dall'Italia). Il 12 maggio erano state eseguite in tutto 18 418 ricollocazioni: 5 711 dall'Italia e 12 707 dalla Grecia. Nonostante i continui progressi, tuttavia, l'attuale ritmo delle ricollocazioni è ancora al di sotto di quanto necessario per conseguire gli obiettivi stabiliti per garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei prossimi mesi.

Mentre in Grecia il numero attuale di 12 400 candidati alla ricollocazione registrati dovrebbe rimanere stabile, l'Italia deve garantire che tutte le persone ammissibili alla ricollocazione siano registrate. In aggiunta agli 2 500 candidati alla ricollocazione attualmente registrati in Italia, dovrebbero essere presto registrate 700 persone e gli oltre 1 100 eritrei che sono arrivati in l'Italia nel 2017. Tuttavia, considerato che il numero totale di persone ammissibili alla ricollocazione presenti nei due paesi è di gran lunga inferiore a quello previsto nelle decisioni del Consiglio e tenuto conto dei progressi registrati finora, la ricollocazione di tutte le persone ammissibili entro settembre 2017 è senz'altro possibile se gli Stati membri dimostrano la volontà politica e la determinazione ad agire per tenere fede a quanto concordato insieme. In ogni caso, l'obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili dalla Grecia e dall'Italia non verrà meno dopo settembre.

Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia ormai attiva e assuma impegni e effettui ricollocazioni regolarmente, l'Ungheria, la Polonia e l'Austria rimangono gli unici Stati membri che non hanno ancora ricollocato nessuna persona, in violazione dei loro obblighi giuridici, degli impegni assunti verso la Grecia e l'Italia e del principio di equa ripartizione delle responsabilità. L'Austria tuttavia si è formalmente impegnata a ricollocare 50 persone dall'Italia, una decisione che la Commissione accoglie con favore. Inoltre, la Repubblica ceca non è stata attiva nell'ambito del meccanismo da quasi un anno.

A tale proposito, le raccomandazioni formulate nella relazione odierna si concentrano soprattutto sugli Stati membri che non hanno ancora attuato le decisioni del Consiglio, e invitano segnatamente l'Ungheria e la Polonia a iniziare immediatamente ad assumere impegni e a procedere alle ricollocazioni, la Repubblica ceca a ricominciare senza indugio a ricollocare e l'Austria, che ha ormai iniziato ad assumere impegni per l'Italia, a iniziare a farlo anche per la Grecia.

Le raccomandazioni inoltre incoraggiano un'attuazione più efficace delle decisioni del Consiglio in altri Stati membri:

  • la Bulgaria e la Slovacchia dovrebbero dare prova di maggiore flessibilità per quanto riguarda le loro preferenze e dovrebbero iniziare ad effettuare le ricollocazioni dall'Italia quanto prima;
  • l'Irlanda e l'Estonia, in cooperazione con l'Italia, dovrebbero trovare soluzioni reciprocamente accettabili sui colloqui di sicurezza supplementari affinché le ricollocazioni possano essere iniziate il prima possibile;
  • un certo numero di Stati membri dovrebbe aumentare i propri impegni mensili (la Spagna, il Belgio e la Croazia per l'Italia e la Grecia; la Germania, la Romania e la Slovacchia per la Grecia; la Francia per l'Italia) mentre Cipro dovrebbe iniziare quanto prima ad assumere nuovi impegni per l'Italia e procedere alle ricollocazioni;
  • gli Stati membri di ricollocazione nel loro complesso dovrebbero rafforzare la loro capacità di trattare le domande, evitare ritardi e preferenze eccessivamente restrittive e limitare i requisiti che causano ritardi nella procedura di trasferimento e dare priorità alle domande riguardanti le persone vulnerabili, in particolare i minori non accompagnati;
  • inoltre, l'Italia dovrebbe accelerare con urgenza le procedure per indentificare e registrare tutti i richiedenti ammissibili nel più breve tempo possibile e garantire che le persone ammissibili alla ricollocazione che arrivano in Italia siano convogliate in modo ordinato in centri di ricollocazione appositamente designati. A tal fine, la Commissione ha recentemente stanziato 15,33 milioni di euro in aiuti di emergenza per migliorare il funzionamento del meccanismo di ricollocazione in Italia.

La Commissione invita gli Stati membri a dare seguito alle sue raccomandazioni e ad accelerare in modo significativo i loro sforzi di ricollocazione in uno spirito di cooperazione e fiducia reciproche prima della prossima relazione di giugno 2017. Inoltre esorta gli Stati membri che non hanno ancora ricollocato nessuna persona, o che non si sono impegnati a favore dell'Italia e della Grecia da quasi un anno, a iniziare a farlo immediatamente e comunque entro il prossimo mese. Se non lo faranno, nella prossima relazione di giugno la Commissione preciserà la sua posizione in merito al pieno uso dei suoi poteri ai sensi dei trattati, in particolare quello di avviare procedure di infrazione. La Commissione rimane disponibile ad aiutare gli Stati membri a progredire nell'adempimento dei loro obblighi.

Reinsediamento

Il programma di reinsediamento nel suo complesso procede come previsto. Con 16 163 persone reinsediate in 21 paesi[1] al 12 maggio, sono già stati effettuati più di due terzi dei 22 504 reinsediamenti stabiliti nel programma europeo di reinsediamento. Dal 10 aprile 2017 sono state reinsediate 671 persone, principalmente dalla Turchia, ma anche dalla Giordania e dal Libano. Ciò rappresenta un importante progresso rispetto al numero limitato di persone reinsediate dagli Stati membri nel 2014 e nel 2015 tramite programmi nazionali o multilaterali e dimostra chiaramente il valore aggiunto e il potenziale della cooperazione e del coordinamento rafforzati a livello dell'UE in materia di reinsediamento.

Tuttavia, mentre vari Stati membri e paesi associati hanno già raggiunto i loro obiettivi (l'Estonia, la Germania, l'Irlanda, i Paesi Bassi, la Finlandia, la Svezia, il Regno Unito, l'Islanda, il Liechtenstein e la Svizzera), gli sforzi di reinsediamento rimangono disomogenei. Nove Stati membri (la Bulgaria, Cipro, la Grecia, la Croazia, Malta, la Polonia, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia) devono ancora dare inizio ai reinsediamenti nell'ambito degli attuali programmi a livello di UE.

Il ritmo dei reinsediamenti dalla Turchia, che sono compresi nella cifra totale, continua a procedere bene: dall'ultima relazione sono stati reinsediati 1 077 siriani. Sono in tutto 5 695 i rifugiati siriani a cui è stato offerto un passaggio sicuro e legale in Europa in seguito alla dichiarazione UE-Turchia. Il numero complessivo degli impegni rimanenti in materia di reinsediamento dalla Turchia è ora pari a 25 040, mentre la Romania si sta preparando ad effettuare a breve reinsediamenti attraverso questo programma per la prima volta.

Nonostante i notevoli progressi compiuti, gli Stati membri che sono ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi e quelli che non hanno ancora eseguito reinsediamenti nell'ambito dei programmi dell'UE devono intensificare l'impegno per reinsediare appena possibile, contribuendo così agli sforzi comuni profusi per offrire percorsi sicuri e legali verso l'UE a persone bisognose di protezione internazionale e per attuare la dichiarazione UE-Turchia.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito nel settembre 2015 da due decisioni del Consiglio, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare le persone bisognose di protezione internazionale dall'Italia e dalla Grecia. A seguito di una modifica della seconda decisione del Consiglio sulla ricollocazione, adottata dal Consiglio il 29 settembre 2016 e mirante a mettere a disposizione 54 000 posti non ancora assegnati, così da poter ammettere legalmente nell'UE siriani provenienti dalla Turchia, l'impegno sancito dalle decisioni riguarda ora la ricollocazione di 98 255 persone.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale, il 20 luglio 2015, gli Stati membri hanno convenuto di reinsediare 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale.

Il Consiglio europeo del 7 marzo 2016 ha sollecitato un'accelerazione nell'attuazione della ricollocazione per alleviare la situazione umanitaria in Grecia. Nelle conclusioni del 20 e 21 ottobre il Consiglio europeo ha rinnovato l'invito a intraprendere ulteriori azioni per rendere più rapida l'attuazione dei meccanismi di ricollocazione e reinsediamento, a fronte dell'urgente necessità di fornire assistenza a Grecia e Italia. Il Consiglio europeo del 15 dicembre ha approvato il piano d'azione comune sull'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, che includeva per la Grecia l'obiettivo di 3 000 trasferimenti mensili, e ha ribadito l'invito a intensificare ulteriormente gli sforzi per accelerare il processo di ricollocazione, in particolare dei minori non accompagnati, e i meccanismi di reinsediamento esistenti.

La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 prevede che, per ogni siriano rinviato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sia ricollocato dalla Turchia nell'UE. Questo principio si applica dal 4 aprile 2016. La priorità è data ai migranti che non sono entrati o non hanno cercato di entrare irregolarmente nell'UE in precedenza.

Il 13 luglio 2016 la Commissione ha proposto un quadro dell'Unione per il reinsediamento permanente, che stabilisce un insieme comune di procedure standard per la selezione dei candidati al reinsediamento e uno status comune di protezione da accordare alle persone reinsediate nell'UE, al fine di razionalizzare e rendere più efficaci i futuri impegni europei in materia di reinsediamento.

Il 16 marzo 2016 la Commissione ha adottato la prima relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento. La seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima, l'ottava, la nona, la decima e l'undicesima relazione sono state adottate rispettivamente il 12 aprile, 18 maggio, 15 giugno, 13 luglio, 28 settembre, 9 novembre e 8 dicembre 2016 e il 28 febbraio, 2 marzo e 12 aprile 2017.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Dodicesima relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento

Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia

Allegato 3: Ricollocazioni dall'Italia e dalla Grecia

Allegato 4: Situazione dei reinsediamenti

SCHEDA INFORMATIVA: Ricollocazione e reinsediamento

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati: sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Agenda europea sulla migrazione

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio, del 29 settembre 2016, che modifica la decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

 

[1] Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Francia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Austria, Portogallo, Spagna, Finlandia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

IP/17/1302

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


Side Bar