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Commissione europea - Comunicato stampa

Antitrust: la Commissione pubblica la relazione finale dell'indagine settoriale sul commercio elettronico

Bruxelles, 10 maggio 2017

La relazione finale dell'indagine settoriale sul commercio elettronico della Commissione europea identifica le pratiche commerciali suscettibili di limitare la concorrenza, che consente alla Commissione di applicare in modo più mirato la normativa antitrust sui mercati elettronici, ha già esortato le imprese a rivedere le loro pratiche.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Alcune pratiche messe in atto dalle imprese sui mercati elettronici possono restringere la concorrenza limitando indebitamente le modalità di distribuzione dei prodotti nell'UE, come conferma la nostra relazione. Queste restrizioni potrebbero limitare la scelta dei consumatori e impedire che si pratichino prezzi inferiori in linea. Allo stesso tempo riteniamo che sia necessario equilibrare gli interessi dei rivenditori al dettaglio in linea con quelli dei commercianti tradizionali, a beneficio dei consumatori. I risultati ottenuti ci permettono di calibrare l'applicazione delle norme dell'UE in materia di concorrenza ai mercati elettronici.”

Uno degli obiettivi principali della strategia per il mercato unico digitale della Commissione consiste nel migliorare l'accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e ai servizi. L'indagine settoriale sul commercio elettronico completa le proposte legislative della Commissione al riguardo. L'obiettivo dell'indagine settoriale era consentire alla Commissione di individuare eventuali problemi di concorrenza sui mercati elettronici europei.

La relazione pubblicata oggi presenta le conclusioni definitive della Commissione, in cui si tiene conto delle osservazioni pervenute sulla relazione preliminare del settembre 2016, e conferma in larga misura le conclusioni di questa.

Quanto emerge dall'indagine settoriale consentirà alla Commissione di applicare in modo mirato la normativa antitrust dell'UE sui mercati elettronici europei, come l'apertura di ulteriori indagini antitrust. Nel febbraio 2017 la Commissione aveva già avviato tre indagini distinte relative agli alloggi per le vacanze, alla distribuzione di videogiochi per computer e alle pratiche di fissazione dei prezzi dell'elettronica di consumo suscettibili di limitare la concorrenza.

L'indagine settoriale ha inoltre esortato le imprese a rivedere di loro iniziativa le proprie pratiche commerciali, il che può aiutare i consumatori ad acquistare più facilmente prodotti in altri paesi per beneficiare di prezzi inferiori e di una più ampia scelta di rivenditori. La Commissione è a conoscenza e si rallegra del fatto che alcuni marchi dell'industria dell'abbigliamento, fra cui Mango (appartenente a Punto Fa), Oysho e Pull & Bear (entrambi appartenenti a Inditex) nonché Dorothy Perkins e Topman (entrambi appartenenti ad Arcadia), come altri settori del dettaglio (il produttore di macchine per caffè De Longhi e il fabbricante di attrezzature fotografiche Manfrotto) abbiano rivisto le loro pratiche.

Per le imprese che elaborano le loro strategie di distribuzione nell'UE è essenziale un'interpretazione coerente della normativa dell'UE in materia di concorrenza sulle pratiche connesse al commercio elettronico. Sulla scorta dell'indagine settoriale la Commissione amplierà a tal fine il dialogo con le autorità nazionali garanti della concorrenza nell'ambito della rete europea della concorrenza per quanto riguarda l'applicazione delle norme relative al commercio elettronico. Un'applicazione rafforzata da parte della Commissione fornirà inoltre alle parti interessate un orientamento riguardo alle pratiche specifiche connesse al commercio elettronico.

Risultati principali

Beni di consumo

La relazione conferma che la crescita del commercio elettronico nell'ultimo decennio e, in particolare, la trasparenza dei prezzi in linea nonché la concorrenza di prezzo hanno inciso significativamente sulle strategie di distribuzione delle imprese e sul comportamento dei consumatori. I risultati finali dell'indagine settoriale evidenziano le seguenti tendenze del mercato.

  •                  Negli ultimi dieci anni un'importante proporzione di fabbricanti ha deciso di vendere i propri prodotti direttamente ai consumatori attraverso i propri negozi al dettaglio in linea, entrando così sempre più in concorrenza con i propri distributori.
  •                  Un maggiore uso dei sistemi di distribuzione selettiva, in cui i prodotti possono essere venduti solamente a rivenditori autorizzati selezionati in precedenza, consente ai produttori di controllare meglio le loro reti di distribuzione, in particolare in termini di qualità della distribuzione ma anche di prezzo.
  •                  Un maggiore uso delle restrizioni contrattuali per controllare meglio la distribuzione del prodotto. A seconda del modello e della strategia aziendali, tali restrizioni possono assumere varie forme, come restrizioni di prezzo, il divieto di vendere su marketplace (piattaforma), restrizioni all'uso di strumenti di confronto dei prezzi e l'esclusione degli operatori presenti esclusivamente su reti di distribuzione in linea.

Alcune di queste pratiche possono essere giustificate, per esempio per migliorare la qualità della distribuzione del prodotto. Altre possono invece indebitamente impedire ai consumatori di beneficiare di una maggiore scelta di prodotti e di prezzi inferiori nel commercio elettronico e la Commissione prenderà quindi provvedimenti per garantire il rispetto della normativa dell'UE sulla concorrenza.

Contenuti digitali

I risultati dell'indagine settoriale confermano che la disponibilità di licenze da parte dei detentori di diritti d'autore sui contenuti è essenziale per i fornitori di contenuti digitali e che rappresenta un fattore determinante per la concorrenza sul mercato.

La relazione indica alcune pratiche di concessione di licenze che possono rendere più difficile l'introduzione di nuovi modelli e servizi commerciali in linea. Qualsiasi valutazione di specifiche pratiche di concessione di licenze basata sulle norme in materia di concorrenza dell'UE deve tuttavia tener conto delle caratteristiche del settore dei contenuti.

Uno dei risultati principali dell'indagine settoriale è che quasi il 60% dei fornitori di contenuto digitale che hanno partecipato all'indagine ha convenuto contrattualmente con i titolari dei diritti di applicare il geoblocco.

I fornitori di contenuti possono avvalersi il geoblocco per motivi obiettivamente giustificati, quali le questioni legate all'IVA o alcune disposizioni giuridiche di interesse pubblico. La Commissione ha già proposto di legiferare per garantire che i consumatori che intendono acquistare prodotti e servizi in un altro paese dell'UE, sia in linea o per vie tradizionali, non siano discriminati in termini di accesso alle condizioni di prezzo, di vendita o di pagamento La Commissione ha inoltre presentato proposte volte a modernizzare la normativa dell'UE sul diritto d'autore, in particolare per aumentare l'accesso ai contenuti audiovisivi in linea transfrontalieri, tenendo nel contempo conto del ruolo importante che lo sfruttamento territoriale svolge nel modello di finanziamento del settore audiovisivo europeo. Entrambe le proposte sono in corso di negoziazione con il Parlamento europeo e il Consiglio.

Qualsiasi provvedimento in materia di rispetto della concorrenza connesso al geoblocco dovrebbe essere basato su una specifica valutazione del caso che comprenda anche un'analisi delle possibili giustificazioni delle restrizioni individuate.

Contesto

La Commissione ha avviato un'indagine settoriale sul commercio elettronico nel maggio 2015 nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale. Nel corso dell'indagine, la Commissione ha raccolto i dati di circa 1 900 imprese che effettuano il commercio elettronico di beni di consumo nonché di contenuti digitali e ha esaminato circa 8 000 contratti di distribuzione e di licenza.

La relazione integrale si trova qui. MEMO/17/1262.

Nel marzo 2016 la Commissione ha pubblicato le prime conclusioni sul geoblocco in un documento di analisi e nel settembre 2016 la relazione preliminare che presenta i risultati iniziali. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web delle indagini di settore.

IP/17/1261

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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