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Commissione europea - Comunicato stampa

Stato dell'unione 2016. Potenziare gli investimenti per la crescita e l’occupazione.

Strasburgo, 14 septembre 2016

"L'Europa deve investire massicciamente nei giovani europei, in chi cerca lavoro e nelle start-up europee. Il piano di investimenti per l'Europa da 315 miliardi di EUR ha già raccolto 116 miliardi di investimenti nel primo anno di attività. Ora dobbiamo estenderlo al livello mondiale." – Presidente Juncker, Stato dell'Unione 2016

In occasione del discorso sullo stato dell'Unione 2016 del Presidente Juncker, la Commissione illustra oggi come intende stimolare ulteriormente gli investimenti a sostegno dell’occupazione e della crescita sostenibile, sia in Europa che nel mondo. La Commissione propone:

- di estendere il Fondo europeo per gli investimenti strategici, il fulcro del suo piano di investimenti per l’Europa, per aumentarne, dopo i successi già registrati, la capacità e consolidarne i punti di forza

e

- di adottare il piano europeo per gli investimenti esterni (PEI), per incoraggiare gli investimenti in Africa e nel vicinato dell’UE, al fine di rafforzare i nostri partenariati e contribuire a conseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "Il Medio Oriente e l'Africa sono regioni con un potenziale enorme che non può esprimersi a causa delle guerre, della povertà, della mancanza di infrastrutture, della debolezza della governance. L’Unione europea è già il primo donatore a livello mondiale: gli investimenti dell'UE nella cooperazione allo sviluppo superano quelli di tutti gli altri paesi messi insieme. Sappiamo anche, però, che le risorse pubbliche non sono sufficienti per liberare questo enorme potenziale e conseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Le imprese europee creano già posti di lavoro e crescita in tutto il nostro vicinato e in Africa, a beneficio dei nostri partner e dei cittadini europei. Oltre a creare le condizioni affinché gli europei possano espandere la loro attività in altri paesi, il nuovo piano per gli investimenti esterni permetterà di sostenere le economie e le società dei nostri partner e di contribuire ai nostri obiettivi di politica estera: dalla sicurezza allo sviluppo globale".

La Vicepresidente della Commissione europea Kristalina Georgieva, responsabile per Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato:

"In un momento in cui i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, l’UE deve trovare nuovi modi per far sì che i finanziamenti pubblici possano bastare. È quanto abbiamo fatto di nuovo oggi, utilizzando le possibilità offerte dal bilancio dell’UE per stimolare gli investimenti che consentiranno di creare altri posti di lavoro in Europa e di affrontare le cause profonde della migrazione all’estero".

Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Il piano di investimenti per l'Europa si è dimostrato un successo. Con il Fondo europeo per gli investimenti strategici offriamo finanziamenti aggiuntivi destinati ai progetti innovativi e alle PMI. Con il polo di consulenza aiutiamo le imprese a preparare le domande di finanziamento. Con il portale dei progetti facciamo sapere agli investitori di tutto il mondo che in Europa ci sono opportunità di investimento. E con l'Unione dei mercati dei capitali e altre iniziative dell'UE stiamo eliminando gli ostacoli agli investimenti. Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti con il piano di investimenti e attendo con interesse di discutere della nostra nuova proposta con i membri del Parlamento europeo e gli Stati membri nelle prossime settimane".

 

I. Il piano di investimenti per l'Europa

Nel novembre 2014, a sole tre settimane dal suo insediamento, la Commissione ha annunciato il piano di investimenti per l’Europa, con la Banca europea per gli investimenti (BEI) come suo partner strategico. Dopo un primo anno positivo il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del piano di investimenti, dovrebbe, secondo le previsioni, già essere riuscito a mobilizzare 116 miliardi di EUR in 26 Stati membri, a beneficio di oltre 200 000 piccole e medie imprese (PMI).

Visto il successo del piano finora e i segnali incoraggianti, per incrementare in modo sostenibile i bassi livelli degli investimenti registrati in Europa, la Commissione si è impegnata a raddoppiare il FEIS, in termini di durata e di capacità finanziaria, creando la necessaria certezza del diritto per i promotori e assicurando che il Fondo possa continuare a operare in futuro.

Oggi la Commissione presenta una proposta legislativa di proroga per estendere l'iniziale periodo di tre anni (2015-2018) con un obiettivo di 315 miliardi di EUR ad almeno 500 miliardi di EUR di investimenti entro il 2020, ossia alla scadenza del vigente quadro finanziario pluriennale. Per aumentare ulteriormente la potenza di fuoco del FEIS e riuscire a raddoppiare l'obiettivo di investimento, la Commissione invita gli Stati membri a contribuire anch'essi. La Commissione intende presentare le proposte per il periodo successivo al 2020 al fine di assicurare la prosecuzione degli investimenti strategici ad un livello sostenibile.

La Commissione desidera anche sottolineare l’importanza dell’addizionalità, mobilitando un importo ancora maggiore di finanziamenti privati. FEIS2.0 metterà l'accento sull'incremento dei finanziamenti
a favore di progetti sostenibili transfrontalieri, per collegare il FEIS agli ambiziosi obiettivi dell'accordo sul clima della COP21. E la Commissione propone di aumentare ancora di più la trasparenza, prevedendo che vengano indicati in dettaglio i motivi che hanno portato alla scelta di ogni singolo progetto e in che modo esso soddisfa i criteri stabiliti nel regolamento sul FEIS, provandone l'"addizionalità".

Per migliorare ulteriormente il FEIS, la Commissione intende affrontare la questione della copertura geografica, ponendo un maggiore accento sull'offerta di assistenza tecnica a livello locale a quanti negli Stati membri desiderano presentare domanda di finanziamento. Essa propone inoltre di semplificare ulteriormente la combinazione delle domande di finanziamento FEIS con altre fonti di finanziamento dell’UE, come i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).

Visto il successo dell’iniziativa, lo sportello del FEIS relativo alle PMI è stato potenziato nel luglio 2016 con il trasferimento dallo sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione di 500 milioni di EUR della garanzia dell’UE. Inoltre, la Commissione propone di rafforzare la dimensione sociale del FEIS, aumentando l’importo totale degli strumenti finanziari a sostegno delle imprese sociali e della microfinanza da 193 milioni a 1 miliardo di EUR, un importo che dovrebbe consentire di mobilitare circa 3 miliardi di EUR di investimenti totali.

 

II. Il piano europeo per gli investimenti esterni

La Commissione annuncia oggi anche un nuovo piano: il piano europeo per gli investimenti esterni (PIE). Lo strumento consentirà di stimolare gli investimenti in Africa e nei paesi del vicinato dell’UE, in particolare per sostenere le infrastrutture economiche e sociali e le PMI, mediante la rimozione degli ostacoli agli investimenti privati. Con un contributo di 3,35 miliardi di EUR dal bilancio dell’UE e dal Fondo europeo di sviluppo, il PIE sosterrà le garanzie innovative e strumenti analoghi a copertura degli investimenti privati, per mobilizzare fino a 44 miliardi di EUR di investimenti. Se gli Stati membri e gli altri partner contribuiranno con un finanziamento di importo equivalente, l’importo totale potrebbe raggiungere gli 88 miliardi di EUR.

Incentivando gli investimenti nei paesi partner, il PIE contribuirà all’attuazione dell’Agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e del programma di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo. Fornirà inoltre un contributo essenziale per affrontare le cause profonde della migrazione, rafforzare i nostri partenariati e combattere i fattori che sono all'origine dei grandi movimenti di popolazione.

Il PIE si compone di tre pilastri complementari:

  • mobilitare investimenti combinando strumenti di investimento esistenti con una nuova garanzia nell’ambito del nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD).Il Fondo sarà composto da due piattaforme regionali di investimento per l'Africa e per il vicinato dell'UE;
  • potenziare l’assistenza tecnica per ampliare il contesto politico, per sostenere le autorità pubbliche e le imprese nei paesi partner. L’obiettivo è quello di aiutarli a prepararsi meglio, a promuovere progetti e ad attirare maggiori investimenti;
  • migliorare il contesto generale in cui operano le imprese promuovendo la buona governance, la lotta alla corruzione, l'eliminazione degli ostacoli agli investimenti e delle distorsioni del mercato.

Parte integrante del PIE sono anche le operazioni di prestito della Banca europea per gli investimenti (BEI). A tal fine, la Commissione aumenterà ad un totale di 5,3 miliardi di EUR la garanzia del bilancio dell’UE nel quadro del mandato di prestiti esterni della BEI. In totale, tra il 2014 e il 2020 la BEI potrà quindi concedere prestiti fino a 32,3 miliardi di EUR nel quadro della garanzia dell’UE.

Il PIE offre un quadro integrato che consente la piena cooperazione tra l’UE, gli Stati membri, i paesi partner, le istituzioni finanziarie internazionali, i donatori e il settore privato. Esso migliorerà le modalità di utilizzo dei limitati fondi pubblici e le modalità di collaborazione tra autorità pubbliche e investitori privati sui progetti di investimento.

Attraverso il PIE l’UE intende accrescere il suo contributo all’architettura mondiale per lo sviluppo e la gestione della migrazione, i due temi che saranno al centro delle discussioni in occasione della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Contesto

Da novembre 2014 la Commissione mobilita ingenti risorse finanziarie dell'UE con modalità innovative in grado di massimizzare l’effetto dei fondi pubblici e di mettere in moto gli investimenti privati. Al centro della sua azione politica si situano gli investimenti sostenibili, specie nelle infrastrutture e a vantaggio delle piccole e medie imprese, favoriti in particolare da un impiego più efficiente delle limitate risorse del bilancio dell’UE, ai quali si associano misure volte a migliorare il contesto globale in cui operano le imprese. Al di fuori dell’UE la nuova impostazione risulterà utile per affrontare le molteplici sfide che si pongono nel vicinato dell’UE e in Africa.

Il piano di investimenti per l'Europa si regge su tre pilastri. In primo luogo, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, mirante a mobilitare gli investimenti privati mediante la garanzia dell'UE. In secondo luogo, il polo europeo di consulenza sugli investimenti e il portale dei progetti di investimento europei, che consentono ai progetti di investimenti di raggiungere l’economia reale, fornendo assistenza tecnica e una maggiore visibilità alle opportunità di investimento. In terzo luogo, l'eliminazione degli ostacoli normativi agli investimenti, sia a livello nazionale che a livello di UE.

Il polo europeo di consulenza sugli investimenti è stato avviato il 1º settembre 2015. I promotori dei progetti, le amministrazioni pubbliche e le imprese private possono ricevere assistenza tecnica per lanciare i progetti e prepararli a ricevere gli investimenti. Possono ottenere consulenza sulle fonti di finanziamento adeguate e accedere a una gamma unica di competenze tecniche e finanziarie. Per offrire agli investitori maggiore visibilità sulle opportunità di investimento esistenti nell’UE, la Commissione ha creato il portale dei progetti di investimento europei, diventato operativo il 1º giugno 2016. I promotori possono presentare i loro progetti online, dove sono abbinati alle pertinenti opportunità di investimento: una sorta di "sito di incontri".

Per quanto riguarda l'eliminazione degli ostacoli agli investimenti, la Commissione ha già presentato iniziative concrete volte a favorire gli investimenti e a facilitare il finanziamento dell'economia reale, ad esempio la riduzione della copertura patrimoniale richiesta alle imprese di assicurazione e riassicurazione in relazione agli investimenti infrastrutturali. Inoltre, se attuati nella loro integralità, le strategie per l'Unione dell'energia, l'Unione dei mercati dei capitali, il mercato unico e il mercato unico digitale e il pacchetto sull'economia circolare contengono tutti misure specifiche per eliminare gli ostacoli concreti e migliorare ulteriormente il contesto di investimento. Il finanziamento nell’ambito del FEIS non esime gli Stati membri dall'attuare le riforme necessarie per eliminare gli ostacoli agli investimenti individuati nel quadro del semestre europeo, in settori quali l’insolvenza, gli appalti pubblici, i sistemi giudiziari e l’efficienza della pubblica amministrazione ovvero in normative settoriali.

Gli investimenti sono anche un fattore essenziale nella trasformazione della politica di sviluppo e degli aiuti allo sviluppo al fine di contribuire più efficacemente al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e per affrontare le molteplici sfide che si pongono nel vicinato dell’UE e in Africa. Investimenti intelligenti e sostenibili possono svolgere un ruolo essenziale nel promuovere la crescita e l’occupazione nei paesi in via di sviluppo, apportando maggiore stabilità e migliori condizioni sul campo in Stati fragili interessati da conflitti.

Tra le principali sfide che devono affrontare i paesi in via di sviluppo continuano a figurare la crescita inclusiva e sostenibile e l’occupazione. Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (IDE) destinati ai paesi in via di sviluppo, solo il 6% di essi va a beneficio dei paesi fragili[1], il che porta l’investimento pro capite a un livello di quasi cinque volte inferiore a quello di altri paesi in via di sviluppo. Analogamente, i costi per avviare un’impresa sono quasi tre volte più elevati nei paesi fragili rispetto ai paesi più solidi. La crescita in Africa ha rallentato fino a raggiungere il livello più basso dal 2009, nonostante la costante crescita demografica. Insieme ai seri problemi di sicurezza, questa tendenza aggrava la povertà.

Negli ultimi anni l’UE si è adoperata per far fronte alle più urgenti esigenze dei migranti e dei rifugiati provenienti dall’Africa e dal vicinato dell’UE. L’UE sostiene inoltre le comunità di accoglienza nei paesi partner.

Il 7 giugno 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione che stabilisce un nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell’agenda europea sulla migrazione, attraverso la quale l’UE ha notevolmente aumentato il sostegno ai paesi partner per gestire la migrazione e i rifugiati. Un esempio concreto è il lancio e la rapida entrata in funzione del Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa con i suoi 1,8 miliardi di EUR . Ad oggi nell’ambito del Fondo fiduciario sono stati approvati progetti per un valore di circa 930 milioni di EUR, di cui i primi sono stati già avviati. I progetti spaziano dal miglioramento delle capacità di gestire meglio i flussi di migranti e rifugiati ad un maggiore sostegno a più lungo termine per la resilienza, la stabilità e la creazione di posti di lavoro, con una particolare attenzione ai giovani.

Un altro esempio è il Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana. Questo Fondo, che prevede una risposta più coerente, più rapida e integrata dell'UE alle crisi, riunisce diversi strumenti finanziari dell’UE e i contributi degli Stati membri in un unico meccanismo rapido e flessibile con un volume obiettivo di 1 miliardo di EUR, per coprire principalmente le necessità di resilienza a lungo termine dei rifugiati siriani nei paesi del vicinato dell'UE e per sostenere le comunità di accoglienza e le relative amministrazioni. Il fondo ha ora raggiunto un volume complessivo di 733 milioni di EUR.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono parte integrante dell’agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, di cui il programma di azione di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo costituisce un elemento essenziale. Ad Addis Abeba la comunità internazionale ha riconosciuto che affinché gli sforzi di sviluppo possano riuscire, l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) deve essere integrato da cambiamenti nelle pratiche dei paesi (tra l'altro la mobilitazione di risorse nazionali) e nelle pratiche internazionali (anche al fine di generare investimenti e promuovere un accesso stabile e a prezzi accessibili al credito). Questi cambiamenti sono necessari affinché la comunità internazionale possa aiutare i paesi partner ad affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali.

 

Per ulteriori informazioni

La comunicazione: "Potenziare gli investimenti per la crescita e l’occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo di investimenti esterni" è disponibile qui.

Per ulteriori informazioni sulla proposta di estendere il FEIS, si veda questo Memo:

La valutazione della Commissione del primo anno del FEIS è disponibile qui.

I risultati finora conseguiti dal FEIS, compresa una ripartizione per settore di attività e per paese, sono disponibili qui.

Per ulteriori informazioni sulla proposta di piano per gli investimenti esterni, si veda questo Memo.

Una scheda informativa sulla proposta di piano di investimento esterni è disponibile qui.

 

[1] Nel 2012 la percentuale era pari a 38,7 miliardi di USD, secondo la relazione dell’OCSE "States of Fragility" (2015).

IP/16/3002

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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