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Commissione europea - Comunicato stampa

Stato dell'Unione 2016: il riesame del bilancio UE lo concentra ancora di più sulle priorità e garantisce maggiore flessibilità e meno burocrazia

Strasburgo, 14 septembre 2016

"Il bilancio europeo è prova concreta della solidarietà finanziaria." – Presidente Juncker, stato dell'Unione 2016.

In concomitanza del discorso del Presidente Juncker sullo stato dell’Unione 2016, la Commissione ha presentato oggi il suo riesame intermedio del bilancio pluriennale (2014-2020) dell'UE. Senza toccare i massimali di spesa concordati con il Parlamento europeo e il Consiglio, il pacchetto proposto metterà a disposizione fondi aggiuntivi per 6,3 miliardi di EUR fino al 2020, che saranno destinati a promuovere la creazione di posti di lavoro, gli investimenti e la crescita economica e ad affrontare la migrazione e le sue cause profonde. Contiene inoltre proposte per rendere il bilancio dell’UE meglio attrezzato e più rapido nella reazione a circostanze impreviste, e allo stesso tempo semplifica le norme finanziarie e le incentra sui risultati.

Kristalina Georgieva, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: "Sono orgogliosa del fatto che il bilancio dell'UE ci abbia consentito di realizzare le nostre priorità politiche, di garantire gli investimenti per l'occupazione e la crescita nonché la sicurezza delle persone in Europa e oltre. Con il riesame intermedio di oggi proponiamo un pacchetto di misure per rafforzare ulteriormente tali priorità con 6,3 miliardi di EUR e rendere più semplice e flessibile il ricorso al bilancio dell’UE. Il presente riesame è il punto di partenza – e non di arrivo – di uno slancio a concentrarsi ancora di più sui risultati, facendo in modo che ogni euro del bilancio dell'UE venga speso nel miglior modo possibile."

Più fondi per settori fondamentali e programmi ad alte prestazioni

I fondi aggiuntivi proposti per il periodo fino al 2020 corrispondono alle due grandi priorità degli investimenti e della migrazione e sono ripartiti come segue:

  • 2,4 miliardi di EUR per stimolare ulteriormente la crescita e l’occupazione grazie a maggiori fondi per programmi ad elevate prestazioni quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) prorogato (v. Comunicato stampa), l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, il programma per la ricerca e l’innovazione «Orizzonte 2020», il programma dell’UE per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME), Erasmus e il meccanismo per collegare l’Europa (CEF), che sostiene lo sviluppo delle reti transeuropee nei settori dei trasporti, dell’energia e dei servizi digitali. Questo importo comprende 50 milioni di EUR destinati all'iniziativa WiFi4EU per aiutare le comunità locali in Europa a offrire punti di accesso WiFi gratuito a tutti i cittadini; la dotazione complessiva sale quindi a 120 milioni di EUR;
  • 2,5 miliardi di EUR a sostegno delle attività in corso nei settori della migrazione, della sicurezza e del controllo delle frontiere esterne, compresa l’istituzione della guardia costiera e di frontiera europea, l’Agenzia dell’UE per l’asilo, e la riforma del sistema europeo comune di asilo;
  • 1,4 miliardi di EUR per il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, nell’ambito del "Piano per gli investimenti esterni" (v. Scheda informativa), destinato a sostenere gli investimenti nelle regioni al di fuori dell’UE e che si rivolgerà ai partner privati per affrontare le cause profonde della migrazione, contribuendo al tempo stesso al conseguimento di altri obiettivi di sviluppo; finanzierà inoltre i partenariati per la migrazione, l’assistenza finanziaria macroeconomica e i prestiti esterni al fine di stabilizzare i paesi del vicinato.

Insieme agli aumenti previsti dal progetto di bilancio 2017 (1,8 miliardi di EUR) e all'adeguamento tecnico delle dotazioni per la politica di coesione che destinano fondi supplementari (4,6 miliardi di EUR) a queste priorità, il riesame intermedio prevede un pacchetto finanziario di quasi 13 miliardi di EUR complessivi.

Agli Stati membri non verranno richiesti versamenti supplementari oltre agli importi già impegnati nel QFP 2014-2020: i fondi proverranno infatti da alcune delle riserve del bilancio, come i margini non assegnati e gli strumenti speciali.

Semplificazione delle norme

Contestualmente al riesame intermedio, la Commissione propone di semplificare le regole in base alle quali gli Stati membri e gli altri beneficiari ricevono i fondi UE. Tra i risultati attesi:

  • l'accesso più semplice ai fondi europei. Ad esempio, i ricercatori o gli studenti non dovranno più perdere tempo a compilare i moduli per il rimborso delle loro spese di viaggio e potranno invece concentrarsi sulla ricerca;
  • per facilitare la cooperazione, l'UE potrà fare affidamento sugli audit e i controlli già previsti da altri donatori, come ad esempio le Nazioni Unite. Ciò ridurrà gli adempimenti burocratici per le ONG che beneficiano di contributi di molteplici donatori, consentendo loro di essere più presenti sul terreno;
  • la partecipazione dei cittadini sarà incoraggiata. Ad esempio, avranno voce in capitolo quando si tratterà di decidere se i fondi destinati al loro villaggio debbano essere spesi per una nuova piazza o per un parco giochi;
  • la regolamentazione finanziaria sarà più facile da leggere e accorciata del 25% rispetto a oggi.

Un bilancio più agile con una nuova riserva di crisi dell’UE

La Commissione propone inoltre di migliorare la capacità del bilancio dell’UE di reagire prontamente e adeguatamente a eventi imprevisti, con le seguenti misure:

  • istituzione di una nuova riserva di crisi dell’Unione europea, per le spese nei settori prioritari, finanziata con i fondi non utilizzati;
  • raddoppio della dotazione dello strumento di flessibilità (che passa a 1 miliardo di EUR) e della riserva per gli aiuti d'urgenza (che sale a 0,5 miliardi di EUR);
  • introduzione, per la prima volta, di una "riserva di flessibilità" per il sostegno al di fuori dell’UE attraverso una riserva che può raggiungere il 10% degli stanziamenti di impegno annuali;
  • possibilità di ricorrere ai fondi fiduciari per azioni specifiche o di emergenza all’interno dell’UE (attualmente ciò è possibile solo per azioni al di fuori dell’UE).

Fondarsi sui successi dell’attuale ciclo di bilancio dell’UE

Il riesame intermedio fa il punto dei principali risultati conseguiti nell’attuale ciclo di bilancio di sette anni durante il quale il bilancio dell’UE ha già dimostrato di essere uno strumento valido per sostenere le massime priorità politiche:

  • i fondi destinati all’integrazione dei rifugiati, alla sicurezza, al controllo delle frontiere e alla gestione della migrazione sono quasi raddoppiati, salendo a oltre 15 miliardi di EUR per il periodo 2015-2017;
  • ad oggi, più di 1,4 milioni di persone hanno beneficiato di azioni sostenute dall’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, un numero che supera le previsioni iniziali;
  • circa 200 miliardi di EUR sono destinati specificamente nel periodo 2014-2020, nell’ambito delle diverse politiche, alle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ha mobilitato, nel suo primo anno di attuazione, investimenti per circa 115 miliardi di EUR a favore dell’occupazione e della crescita. Alla luce dei risultati conseguiti, la Commissione propone oggi, parallelamente alla comunicazione sul riesame intermedio del QFP, di prorogare la durata del FEIS fino al 2020 e di raddoppiarne la capacità finanziaria.

Prossime tappe

Le proposte di disposizioni legislative dovranno ora essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La Commissione lavorerà in stretta collaborazione con le altre istituzioni per raggiungere il massimo accordo possibile sul pacchetto entro la fine del 2016.

Contesto

Il riesame intermedio fa parte dell’accordo politico sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 ed è previsto dall’articolo 2 del regolamento n. 1311/2013 del Consiglio ("regolamento QFP"). L’attuale quadro finanziario pluriennale è stato approvato nel 2013 nel contesto della crisi economica e delle sue ripercussioni sulle finanze pubbliche. Per la prima volta nella storia dell’UE, il bilancio settennale è inferiore a quello precedente.

 

Per ulteriori informazioni

Pacchetto legislativo proposto

 

IP/16/2999

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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