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Commissione europea - Comunicato stampa

Aiuti di Stato: la Commissione approva le misure di gestione delle attività deteriorate per le banche in Ungheria e Italia

Bruxelles, le 10 febbraio 2016

Per la Commissione europea i piani di Ungheria e Italia per cancellare i prestiti in sofferenza dai bilanci delle banche non comportano aiuti di Stato.

La Commissione ha concluso che, in base ai modelli utilizzati per la determinazione dei prezzi, la società di gestione patrimoniale ungherese acquisterà i prestiti in sofferenza a prezzi di mercato. La Commissione ha inoltre deciso che, nell'ambito dello schema di garanzia statale scelto dalla autorità italiane, lo Stato sarà remunerato in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto concedendo una garanzia sui prestiti cartolarizzati in sofferenza. In questo modo si formalizza l'accordo raggiunto dal Commissario Vestager e dal Ministro Padoan lo scorso 26 gennaio.

Se uno Stato membro interviene come farebbe un investitore privato ed ottiene una remunerazione per il rischio assunto equivalente a quella che avrebbe accettato l'investitore privato, l'intervento non costituisce un aiuto di Stato. Pertanto la Commissione ha concluso che le misure dell'Ungheria e dell'Italia non comportano aiuti di Stato ai sensi della normativa dell'Unione europea.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "Le decisioni assunte oggi dimostrano che la normativa dell'UE mette a disposizione degli Stati membri vari strumenti per avviare il risanamento dei bilanci delle banche, con o senza il ricorso agli aiuti di Stato. La Commissione in questo contesto si limita a garantire che le misure scelte dai governi nazionali non producano un eccessivo aggravio sulla spesa pubblica o una distorsione della concorrenza nell'UE."

Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "Elevati livelli di sofferenze in alcuni Stati Membri stanno gravando sui bilanci delle banche ed ostacolando la loro capacità di concedere prestiti ad imprese e famiglie. Questo è già stato evidenziato in passato, non da ultimo nelle raccomandazioni della Commissione Europea. Le misure previste dalle autorità ungheresi ed italiane, ed approvate dalla Commissione, dimostrano che gli Stati membri stanno dedicando una sempre maggiore attenzione a questo problema, e confermano la possibilità di progettare soluzioni che non prevedano aiuti di stato. L'efficacia di questi sistemi verrà potenziata dall'affiancamento di riforme nel settore bancario e nell'economia in generale".


Bad bank ungherese

La MARK è una società di gestione patrimoniale ungherese a cui gli istituti finanziari solvibili del paese possono scegliere di vendere a prezzo di mercato un insieme di prestiti in sofferenza garantiti da attività immobiliari non residenziali. La società applica quindi uno specifico metodo di valutazione per determinare il prezzo di mercato di queste attività, al fine di avviare il recupero di alcuni prestiti in sofferenza detenuti dalle banche ungheresi. La MARK è stata inizialmente dotata di un bilancio di un miliardo di euro, che potrà essere aumentato in un secondo momento.

Questa società si occuperà in particolare dell'acquisto di prestiti in sofferenza garantiti da beni immobili non residenziali, quali uffici, alberghi, progetti commerciali (ad es. centri commerciali), appezzamenti di terreno e fabbricati industriali (ad es. magazzini). Dalla valutazione della Commissione è emerso che la metodologia applicata dalla MARK per determinare il prezzo di cessione assicura una valutazione in linea con il mercato:

  • innanzitutto la Commissione ha concluso che i modelli di valutazione a livello granulare sviluppati dalla MARK per ciascuna categoria di attività si basano su parametri prudenti e su metodi di valutazione ampiamente accettati, e consentono di determinare i prezzi in base alle condizioni di mercato. Inoltre questi modelli sono stati calibrati in base agli ultimi dati disponibili per quanto riguarda i prezzi delle operazioni sui mercati;
  • in secondo luogo la MARK affiderà a un esperto indipendente l'esecuzione della valutazione, che sarà effettuata con i modelli messi a punto e sarà quindi nuovamente controllata da un validatore qualificato;
  • saranno inoltre adottate misure aggiuntive, quali un massimale sul prezzo di cessione e la verifica ex-post delle operazioni, per garantire che le operazioni effettivamente concluse non configurino aiuti di Stato.

La Commissione ha quindi concluso che la misura non costituisce un aiuto di Stato ai sensi della normativa dell'UE in materia. Questa decisione tuttavia non implica alcuna presa di posizione in merito ad altri aspetti legali relativi all'assetto, al finanziamento e alla governance della MARK.


Schema di garanzia statale italiano

Lo schema di garanzia statale italiano è stato concepito al fine di assistere le banche italiane nella cartolarizzazione e nella cancellazione dei prestiti in sofferenza dai bilanci. Una società veicolo per la cartolarizzazione, privata e gestita individualmente, acquisterebbe dalla banca i prestiti in sofferenza, li raggrupperebbe e venderebbe a investitori i titoli relativi alle attività cartolarizzate che detiene a diversi livelli di rischio, divisi cioè tra titoli "junior", a più alto rischio, eventualmente titoli "mezzanine", a rischio intermedio, e quindi titoli "senior" a più basso rischio, che beneficerebbero anche di una garanzia dello Stato. L'obiettivo è attrarre un'ampia gamma di investitori, incentivare le banche a recuperare i prestiti in sofferenza nel più breve tempo possibile e incrementarne la liquidità.

La valutazione effettuata dalla Commissione ha evidenziato che le garanzie statali sui titoli senior saranno remunerate ai livelli di mercato in base al rischio assunto, avranno cioè una remunerazione accettabile per un operatore privato alle condizioni di mercato. Questo sarà garantito in particolare dai seguenti elementi.

  • In primo luogo lo Stato assumerà un rischio limitato in quanto la garanzia da esso concessa si applicherà esclusivamente alla tranche senior. Un'agenzia di rating indipendente approvata dalla BCE garantirà che i titoli che compongono la tranche senior, indipendentemente dalla garanzia statale, siano di alta qualità creditizia (investment grade). La capacità della società veicolo per la cartolarizzazione di ripagare la tranche senior dipenderà, tra l'altro, dai tassi di recupero delle attività sottostanti, dai costi della società stessa, dallo spessore della tranche junior e, se presente, di quella mezzanine, e dalla qualità del gestore.
  • In secondo luogo, sarà il mercato a testare e confermare la distribuzione del rischio delle tranche e l'assetto dei veicoli di cartolarizzazione prima che lo Stato assuma un qualsiasi rischio. La garanzia statale sulla tranche senior diventerà effettiva solo dopo che sarà stata venduta sul mercato a operatori privati più della metà della tranche junior, che non è garantita e presenta un rischio più elevato.
  • In terzo luogo la remunerazione dello Stato per il rischio assunto sarà ai livelli di mercato. La commissione di garanzia si baserà su un valore di riferimento del mercato (un paniere di prezzi di credit default swap di società con sede in Italia) e corrisponderà al livello e alla durata del rischio che lo Stato assume offrendo la garanzia. Di conseguenza la commissione di garanzia aumenterà nel tempo, in linea con la durata dell'esposizione da parte dello Stato. Questa struttura della commissione di garanzia, unita alla designazione di un gestore esterno, mira ad aumentare l'efficienza e la probabilità del recupero dei prestiti in sofferenza.

Sulla base di queste considerazioni la Commissione ha concluso che la misura non costituisce un aiuto di Stato ai sensi della normativa UE in materia.


Contesto

La normativa dell'UE consente agli Stati membri di attuare misure di sostegno a fronte di attività deteriorate per la gestione dei prestiti in sofferenza, con o senza il ricorso ad aiuti di Stato. Ciascuno Stato membro sceglie il tipo di intervento e decide se concedere aiuti di Stato. La Commissione, in qualità di autorità responsabile del controllo degli aiuti di Stato nell'UE, è tenuta a garantire che qualsiasi misura attuata sia in linea con la normativa dell'Unione.

Se uno Stato membro sceglie di intervenire in una banca come farebbe un investitore privato, l'intervento non costituisce aiuto di Stato e non rientra quindi nell'ambito del controllo UE degli aiuti di Stato. In tal caso la Commissione verifica che lo Stato non debba sostenere rischi superiori a quelli che sarebbero stati assunti e coperti da un investitore privato.

Qualora, invece, lo Stato paghi un prezzo superiore a quello di mercato per i prestiti in sofferenza o accetti commissioni di garanzia inferiori rispetto a un operatore privato, ciò costituisce un aiuto di Stato e, in base alla normativa dell'UE sugli aiuti di Stato e ai requisiti previsti dalle norme per il risanamento e la risoluzione delle banche, è possibile solo se la banca è sottoposta alla procedura di risoluzione.

Una volta risolte le questioni di riservatezza, le versioni non riservate delle decisioni saranno pubblicate sul sito web della DG Concorrenza nel Registro degli aiuti di Stato con i numeri SA.38843 (Ungheria) e SA.43390 (Italia). Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale dell'UE figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

IP/16/279

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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