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Commissione europea - Comunicato stampa

Attuazione dell'agenda europea sulla migrazione: i progressi delle azioni prioritarie

Bruxelles, 10 febbraio 2016

Attuazione dell'agenda europea sulla migrazione: i progressi delle azioni prioritarie

La più grave crisi dei rifugiati dalla fine della seconda guerra mondiale, che vede oltre 60 milioni di rifugiati e sfollati interni nel mondo, richiede un rafforzamento radicale del sistema migratorio dell'UE e una risposta europea coordinata. Sebbene un calo dei flussi sia altamente auspicabile considerato il sovraccarico che spesso grava sulle autorità nazionali e locali, non ci si può illudere di superare la crisi dei rifugiati senza affrontarne definitivamente le cause di fondo: instabilità, guerre e terrorismo alle porte dell'Europa, in particolare il perdurare del conflitto e delle atrocità in Siria.

Negli ultimi sei mesi la Commissione europea ha lavorato per una risposta europea rapida e coordinata, mettendo sul tavolo una serie di proposte intese a dotare gli Stati membri degli strumenti necessari per gestire meglio l'elevato numero di arrivi: triplicazione della presenza in mare; un nuovo sistema di solidarietà in caso di emergenza per ricollocare i richiedenti asilo dai paesi più colpiti; una mobilitazione senza precedenti del bilancio UE di oltre 10 miliardi di euro per affrontare la crisi dei rifugiati e assistere i paesi più colpiti; un nuovo quadro di coordinamento e cooperazione per i paesi dei Balcani occidentali; l'avvio di un nuovo partenariato con la Turchia; una proposta ambiziosa per una nuova guardia costiera e di frontiera europea. Grazie a tutte queste misure l'Unione europea sta rafforzando la politica di asilo e migrazione dell'UE per permetterle di far fronte alle nuove sfide cui è confrontata. Tuttavia, sebbene gli elementi importanti siano pronti, l'attuazione integrale sul campo si fa ancora attendere. È evidente che occorre fare molto di più per realizzare un sistema sostenibile di gestione della migrazione.

In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione riferisce oggi sull'attuazione delle azioni prioritarie nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione ed evidenzia i principali settori in sono necessari interventi immediati per riprendere il controllo della situazione.

Il primo Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ha dichiarato: "Nella seconda metà del 2015 è entrato in Europa in modo irregolare un numero di persone senza precedenti. Chi necessita di protezione deve richiedere asilo nel primo paese UE in cui arriva. Se necessario, queste persone possono essere ricollocate in altri Stati membri per realizzare una distribuzione più equa. Ma coloro che non chiedono asilo, o che non hanno i requisiti per farlo, devono essere identificati e rimpatriati in modo rapido ed efficace. Il ritorno a una gestione ordinata dei flussi è oggi la priorità più pressante. La Commissione europea sta aiutando gli Stati membri a fornire una risposta coordinata a livello europeo, anche in termini di considerevole sostegno finanziario e pratico."

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Mentre il numero di migranti che giungono in Europa rimane alto, dobbiamo intensificare l'attuazione della risposta europea concordata, che rappresenta il punto d'equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Deve essere chiaro per le persone che arrivano nell'Unione che se hanno bisogno di protezione la riceveranno, ma che non spetta a loro decidere dove; e se non hanno diritto alla protezione, saranno rimpatriate. Per gestire meglio il flusso di migranti e rendere sicure le frontiere europee, tutti gli Stati membri devono mettere in atto i loro impegni, applicare rigorosamente le norme europee in materia di asilo e controllo delle frontiere e fornire il supporto necessario agli Stati membri più esposti."

A dicembre la Commissione europea ha riferito sui progressi compiuti nell'esecuzione delle decisioni adottate dagli Stati membri e ha rilevato che l'attuazione era troppo lenta. Due mesi più tardi sono stati compiuti progressi riguardo a una serie di questioni. A titolo di esempio, è migliorato il tasso di rilevamento delle impronte digitali, che è un elemento essenziale della corretta gestione del sistema di asilo. La percentuale di migranti le cui impronte digitali sono inserite nella banca dati Eurodac è passato in Grecia dall'8% del settembre 2015 al 78% del gennaio 2016, e in Italia nello stesso periodo dal 36% all'87%. Resta il fatto, tuttavia, che molte scadenze non sono state rispettate e gli impegni sono lungi dal potersi considerare adempiuti.

Per presentare i progressi compiuti sinora e il lavoro ancora da fare, la Commissione ha presentato oggi le relazioni sui progressi compiuti sul sistema di punti di crisi ("hotspot") e sul meccanismo di ricollocazione in Italia e Grecia, oltre che sulle misure adottate per dare attuazione agli impegni della dichiarazione della riunione dei leader dei paesi lungo la rotta balcanica dell'ottobre 2015. La Commissione sta inoltre emanando pareri motivati in nove casi di infrazione, in linea con il suo impegno nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione di dare precedenza all'attuazione del sistema europeo comune di asilo. La Commissione presenta inoltre una relazione sull'attuazione del piano d'azione UE-Turchia.

La Commissione ha adottato oggi una raccomandazione alla Grecia sulle misure urgenti da adottare in vista della graduale ripresa dei trasferimenti ai sensi del regolamento Dublino. Il collegio ha inoltre rinviato la sospensione temporanea del meccanismo di ricollocazione per quanto riguarda il 30% dei richiedenti di cui era prevista la ricollocazione in Austria quest'anno. Infine, il collegio ha discusso alcuni progetti di raccomandazioni alla Grecia a norma dell'articolo 19 ter del codice frontiere Schengen.

Stabilizzare la situazione negli Stati membri sottoposti a maggiori pressioni: raccomandazione sul ripristino dei trasferimenti Dublino verso la Grecia

Affinché il sistema europeo comune di asilo funzioni, deve essere reale la possibilità di far ritornare i richiedenti asilo nel paese di primo ingresso nell'UE, come previsto dalle norme UE stabilite di comune accordo. Dal 2010-11, gli Stati membri non sono stati in grado di effettuare i trasferimenti Dublino verso la Grecia a causa di carenze sistemiche evidenziate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalla Corte di giustizia europea.

La Commissione ha adottato oggi una raccomandazione alla Grecia su misure urgenti da adottare in vista della possibile ripresa di alcuni trasferimenti ai sensi del regolamento Dublino. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea del 2011, la Grecia ha compiuto alcuni miglioramenti e ha adottato misure per rimediare alle carenze del suo sistema di asilo; questo percorso è stato strettamente monitorato dalla Commissione, dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e dagli Stati membri.

Tuttavia, la Commissione riconosce che, anche se sono state create strutture per l'asilo più adeguate, come ad esempio il servizio per l'asilo e il servizio di prima accoglienza, rimangono ambiti fondamentali del processo di asilo che devono essere migliorati prima di poter riapplicare integralmente alla Grecia il regolamento Dublino, in particolare per quanto riguarda la capacità e le condizioni di accoglienza, l'accesso alla procedura di asilo, i ricorsi e l'assistenza legale.

La raccomandazione delinea le misure concrete da adottare per riportare la Grecia nel sistema Dublino, principalmente il miglioramento della capacità di accoglienza e delle condizioni di vita dei richiedenti asilo in Grecia nonché l'accesso effettivo alla procedura di asilo, compresi i ricorsi. Per realizzare queste misure occorre che le istituzioni competenti siano pienamente operative e dotate di personale e mezzi adeguati per poter esaminare un numero maggiore di domande. Allo stesso tempo occorre tener conto dell'onere che l'attuale numero elevato di richiedenti asilo rappresenta per la Grecia.

Spetta alle autorità degli Stati membri sotto il controllo degli organi giurisdizionali nazionali e della Corte di giustizia valutare se sussistono le condizioni per una limitata ripresa dei trasferimenti. La raccomandazione invita la Grecia a riferire in merito ai progressi compiuti in marzo; su tale base si valuterà se sussistono le condizioni per consentire agli Stati membri di riprendere singoli trasferimenti verso la Grecia ai sensi del regolamento Dublino alla luce degli specifici progressi compiuti.

Garantire frontiere solide

La gestione delle frontiere esterne dell'UE comporta delle responsabilità. Negli ultimi mesi, i controlli di frontiera lungo la rotta dei Balcani occidentali sono stati svolti in modo non coordinato, con conseguenti misure unilaterali di chiusura delle frontiere che hanno avuto un effetto domino sui paesi a monte. Al riguardo la Commissione ha insistito sull'importanza della registrazione dei migranti, sulla resilienza delle frontiere e sull'aumento della capacità di accoglienza per garantire soluzioni strutturali alla sfida che l'Europa deve affrontare.

Per far fronte a questa tendenza è necessario che i paesi lungo la rotta accelerino l'adempimento degli impegni assunti in occasione della riunione dei leader dei Balcani occidentali e garantiscano che le decisioni prese siano pienamente coordinate e, se del caso, inquadrate nel diritto dell'Unione. Particolarmente importante è che tutti gli Stati membri si impegnino a porre fine all'atteggiamento permissivo nei confronti di chi si mostra propenso a chiedere asilo in altri paesi. Chi non ha bisogno di protezione dev'essere rimpatriato rapidamente, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

La capacità dell'Unione di mantenere uno spazio senza controlli alle frontiere interne è condizionato al fatto di avere frontiere esterne sicure. Il sistema Schengen prevede un ampio margine di flessibilità per consentire agli Stati membri di rispondere all'evolversi della situazione. Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati in arrivo ha indotto gli Stati membri ad adottare misure eccezionali, quali la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, conformemente alle disposizioni del codice frontiere Schengen.

Oggi il collegio dei commissari ha discusso progetti di raccomandazioni alla Grecia a norma dell'articolo 19 ter del codice frontiere Schengen. Dopo che una relazione di valutazione Schengen ha rilevato carenze nella gestione delle frontiere esterne della Grecia, il Consiglio sta ora valutando se formulare raccomandazioni per ovviare a queste gravi lacune. La Commissione è pronta ad adottare le opportune misure di esecuzione dopo che il Consiglio avrà deciso. La stabilizzazione del sistema Schengen tramite il ricorso ai suoi meccanismi di salvaguardia è essenziale per garantire la successiva cessazione di tutti i controlli alle frontiere interne.

Attuare la ricollocazione

La ricollocazione è uno strumento fondamentale per ridurre la pressione sugli Stati membri sottoposti alle sollecitazioni maggiori, garantire una distribuzione più equa dei richiedenti asilo in tutta l'Europa e ristabilire la gestione ordinata della migrazione. Richiede però un'efficace cooperazione tra i paesi che effettuano la ricollocazione e gli Stati membri destinatari, nonché la volontà politica di far funzionare questo strumento.

È per questo motivo che oggi la Commissione ha scritto a tutti gli Stati membri per rammentare gli obblighi derivanti dalle due decisioni di ricollocazione e chiedere l'accelerazione del ritmo di attuazione con il chiaro obiettivo di fornire assistenza urgente. Poiché i controlli di frontiera lungo la rotta dei Balcani occidentali si intensificano, è probabile che aumentino le pressioni che tali decisioni erano destinate a alleviare, acuendo il bisogno di solidarietà.

La decisione in materia di ricollocazione prevede la possibilità di adattarne il meccanismo nei casi in cui gli Stati membri debbano far fronte a brusche fluttuazioni dei flussi migratori che comportino un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi. In considerazione della situazione di emergenza che l'Austria si trova attualmente ad affrontare, la Commissione ha proposto la sospensione temporanea per un anno della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all'Austria. L'attuale situazione dell'Austria è caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi in conseguenza di movimenti secondari su tutto il territorio europeo, che ha comportato un forte aumento del numero di persone che chiede protezione internazionale. In dicembre la Commissione aveva già proposto la sospensione temporanea per un anno degli obblighi della Svezia in materia di ricollocazione.

Contesto

Da tempo la Commissione europea si adopera per dare una risposta europea coerente e coordinata alla questione dei rifugiati e della migrazione.

Nell'assumere l'incarico di Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha affidato a un Commissario con competenza speciale per la Migrazione – Dimitris Avramopoulos – l'incarico di elaborare in cooperazione con altri Commissari, coordinati dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, una nuova politica di migrazione: è questa una delle dieci priorità dei suoi orientamenti politici.

Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato l'agenda europea sulla migrazione, che sancisce un approccio globale per migliorare la gestione della migrazione in tutti i suoi aspetti.

Sono già stati adottati tre pacchetti di attuazione dell'agenda, rispettivamente il 27 maggio 2015, il 9 settembre 2015 e il 15 dicembre 2015.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione sullo stato di attuazione delle azioni prioritarie intraprese nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

Comunicato stampa - Attuazione dell'agenda europea sulla migrazione: relazioni della Commissione sullo stato di attuazione in Grecia, Italia e nei Balcani occidentali

Comunicato stampa - Sistema europeo comune di asilo: portati avanti 9 procedimenti di infrazione per mancata attuazione

Comunicato stampa - Gestire la crisi dei rifugiati: informazioni sull'attuazione del piano d'azione comune UE-Turchia

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati - Grecia: Relazione sullo stato dei lavori

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati - Italia: Relazione sullo stato dei lavori

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati - rotta dei Balcani occidentali: Relazione sullo stato dei lavori

SCHEDA INFORMATIVA: Piano d'azione comune UE-Turchia

SCHEDA INFORMATIVA: Migrazione e asilo: l'equilibrio tra responsabilità e solidarietà

SCHEDA INFORMATIVA: Le regole di Schengen

Allegato 1: Piano d'azione comune UE-Turchia

Allegato 2: Grecia — relazione sui progressi compiuti

Allegato 3: Italia — relazione sui progressi compiuti

Allegato 4: Ricollocazione — relazione sui progressi compiuti

Allegato 5: Follow-up alla riunione dei leader dei Balcani occidentali — relazione sui progressi compiuti

Allegato 6: Azioni previste a tutela dei minori migranti

Allegato 7: Impegni degli Stati membri verso i fondi fiduciari — situazione attuale

Allegato 8: Applicazione del diritto dell'UE — situazione attuale

Allegato 9: Il sostegno accettato degli Stati membri al meccanismo di protezione civile per Serbia, Slovenia, Croazia e Grecia

Raccomandazione della Commissione sulle misure che la Grecia deve adottare con urgenza in vista della ripresa dei trasferimenti a norma del regolamento Dublino

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla sospensione temporanea della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all'Austria

Agenda europea sulla migrazione

Comunicazione del 23 settembre 2015: Gestire la crisi dei rifugiati: misure operative, finanziarie e giuridiche immediate nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

Comunicazione del 14 ottobre 2015: Gestire la crisi dei rifugiati: stato di attuazione delle azioni prioritarie intraprese nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

Comunicazione del 15 dicembre 2015: Un sistema di guardia di frontiera e costiera europea e una gestione efficace delle frontiere esterne dell'Europa

Dichiarazione della riunione dei leader dei Balcani occidentali

IP/16/271

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