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Commissione europea - Comunicato stampa

Stato di diritto: la Commissione rivolge una raccomandazione alla Polonia

Bruxelles, 27 luglio 2016

Oggi la Commissione europea ha adottato una raccomandazione sullo Stato di diritto riguardante la situazione in Polonia, in cui esprime le proprie preoccupazioni e raccomanda come farvi fronte.

Questo nuovo passo nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto segue l'intenso dialogo con le autorità polacche in corso dal 13 gennaio. Dopo l'adozione il 1º giugno di un parere sulla situazione in Polonia, il 22 luglio il parlamento polacco ha adottato una nuova legge sul Tribunale costituzionale. La Commissione ha valutato la situazione generale, anche alla luce della nuova legge, ed è giunta alla conclusione che, sebbene tale legge affronti alcune delle sue preoccupazioni, restano questioni importanti riguardanti lo Stato di diritto in Polonia. Sta dunque formulando raccomandazioni concrete rivolte alle autorità polacche sul modo per affrontare queste preoccupazioni.

La Commissione ritiene che sussista una minaccia sistemica allo Stato di diritto in Polonia. Il fatto che al Tribunale costituzionale venga impedito di assicurare pienamente un efficace controllo di costituzionalità ne influenza negativamente l'integrità, la stabilità e il corretto funzionamento, che è una delle garanzie essenziali dello Stato di diritto in Polonia. Laddove sia stato istituito un sistema di giustizia costituzionale, la sua efficacia è un fattore chiave dello Stato di diritto.

Oggi il primo vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Nonostante il dialogo costante con le autorità polacche dall'inizio dell'anno, la Commissione ritiene che le questioni principali che minacciano lo Stato di diritto in Polonia non siano state risolte. Stiamo quindi formulando raccomandazioni concrete per le autorità polacche su come affrontare queste preoccupazioni, affinché il Tribunale costituzionale della Polonia possa svolgere il suo mandato per garantire un'efficace revisione costituzionale.”

Oggi la Commissione raccomanda in particolare alla Polonia di:

  • rispettare e dare piena attuazione alle sentenze del Tribunale costituzionale del 3 e del 9 dicembre 2015. Tali sentenze richiedono che i tre giudici che sono stati legittimamente nominati nel mese di ottobre 2015 dalla precedente legislatura possano assumere la loro funzione di giudice del Tribunale costituzionale, e che i tre giudici nominati dalla nuova legislatura, senza valida base giuridica, non assumano l'incarico di giudice senza essere stati validamente eletti;
  • pubblicare e dare piena attuazione alla sentenza del Tribunale costituzionale del 9 marzo 2016 e a tutte le sentenze successive, e garantire che la pubblicazione delle sentenze future sia automatica e non dipenda da una decisione del potere esecutivo o di quello legislativo;
  • garantire che qualsiasi riforma della legge sul Tribunale costituzionale rispetti le sentenze del Tribunale costituzionale, ivi incluse le sentenze del 3 e del 9 dicembre 2015 e la sentenza del 9 marzo 2016, e tenga in piena considerazione il parere della commissione di Venezia; e garantire che l'efficacia del Tribunale costituzionale in qualità di garante della costituzione non sia compromessa da prescrizioni nuove, sia considerate separatamente che per il loro effetto combinato;
  • assicurare che il Tribunale costituzionale possa eseguire l'esame della compatibilità della nuova legge adottata il 22 luglio 2016 sul Tribunale costituzionale prima della sua entrata in vigore e che la sentenza del Tribunale a tale riguardo sia pubblicata e riceva piena attuazione.

Prossime tappe

La Commissione raccomanda alle autorità polacche di intraprendere urgentemente azioni adeguate per affrontare questa minaccia sistemica allo Stato di diritto e invita il governo polacco a informare la Commissione, entro tre mesi, relativamente alle misure adottate a tal fine.

La Commissione è desiderosa di proseguire il dialogo costruttivo con il governo polacco. In assenza di un follow-up soddisfacente entro il termine fissato, è possibile ricorrere alla “procedura di cui all'articolo 7”.

Contesto

Lo Stato di diritto è uno dei valori comuni su cui si fonda l'Unione europea. È sancito all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea. La Commissione europea, congiuntamente al Parlamento europeo e al Consiglio, è competente in virtù dei trattati a garantire il rispetto dello Stato di diritto quale valore fondamentale della nostra Unione e assicurare che le normative, i valori e i principi dell'UE siano rispettati.

I recenti avvenimenti in Polonia, relativi in particolare alla Corte costituzionale, hanno portato la Commissione ad avviare un dialogo con il governo polacco al fine di garantire il pieno rispetto dello Stato di diritto. La Commissione ritiene necessario che il Tribunale costituzionale polacco sia in grado di esercitare pienamente le sue responsabilità a norma della Costituzione e in particolare di garantire un efficace controllo di costituzionalità degli atti legislativi.

Il quadro per lo Stato di diritto, presentato l'11 marzo 2014, si articola in tre fasi (si veda anche il grafico nell'allegato 1). L'intero processo si basa su un dialogo continuo tra la Commissione e lo Stato membro interessato. La Commissione informerà il Parlamento europeo e il Consiglio con regolarità e in modo puntuale.

  • Analisi della Commissione: la Commissione raccoglie ed esamina tutte le informazioni pertinenti e valuta se vi sono chiare indicazioni di una minaccia sistemica allo Stato di diritto. Se, in esito a questa valutazione, conclude che si configura una situazione di minaccia sistemica allo Stato di diritto, avvia un dialogo con lo Stato membro in questione trasmettendogli un “parere sullo Stato di diritto”, in cui motiva le sue preoccupazioni. Tale parere costituisce un avvertimento per lo Stato membro e dà allo Stato membro interessato la possibilità di rispondere.
  • Raccomandazione della Commissione: in una seconda fase, sempre che la questione non sia stata risolta in modo soddisfacente, la Commissione può rivolgere allo Stato membro interessato una “raccomandazione sullo Stato di diritto”. In tal caso, la Commissione invita lo Stato membro a risolvere i problemi individuati entro un determinato termine e a comunicarle i provvedimenti adottati a tal fine. La Commissione renderà pubblica la sua raccomandazione.
  • Follow-up della raccomandazione della Commissione: in una terza fase, la Commissione controlla il seguito che lo Stato membro in questione ha dato alla raccomandazione. In assenza di un follow-up soddisfacente entro il termine fissato, è possibile ricorrere alla “procedura di cui all'articolo 7”. Questa procedura può essere innescata da una proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione.

 

Allegato I

Graph

 

 

Per ulteriori informazioni:

Raccomandazione della Commissione relativa allo Stato di diritto in Polonia

MEMO/16/2644

IP/16/2643

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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