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Commissione europea - Comunicato stampa

Protezione dei dati nell'UE: l'accordo sulla riforma proposta dalla Commissione stimolerà il mercato unico digitale

Bruxelles, le 15 dicembre 2015

Nel 2012 la Commissione europea ha presentato una riforma della protezione dei dati nell'UE per adeguare l'Europa all'era digitale (IP/12/46).

Nel 2012 la Commissione europea ha presentato una riforma della protezione dei dati nell'UE per adeguare l'Europa all'era digitale (IP/12/46). Oggi è stato raggiunto l'accordo con il Parlamento europeo e il Consiglio dopo i negoziati finali tra le tre istituzioni (cosiddette riunioni di "trilogo").

Oltre il 90% degli europei auspica che i diritti in materia di protezione dei dati siano gli stessi in tutta l'UE, indipendentemente dal luogo in cui i dati sono trattati: questo sarà presto una realtà. La riforma porrà fine al mosaico di norme sulla protezione dei dati attualmente esistente nell'UE.

Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "L'accordo odierno rappresenta una tappa fondamentale verso un mercato unico digitale. Eliminerà le barriere e sbloccherà le opportunità. Il futuro digitale dell'Europa può basarsi solo sulla fiducia. Grazie a rigorose norme comuni sulla protezione dei dati, le persone possono essere sicure di avere il controllo delle proprie informazioni personali e beneficiare così di tutti i servizi e di tutte le opportunità di un mercato unico digitale. Non dobbiamo considerare la tutela della vita privata e la protezione dei dati come un freno alle attività economiche. Si tratta, in realtà, di un vantaggio competitivo essenziale. L'accordo di oggi costituisce una base solida per aiutare l'Europa a sviluppare servizi digitali innovativi. Il passo successivo consiste nell'eliminare le barriere ingiustificate che bloccano il flusso transfrontaliero di dati: pratiche locali e, talvolta, legislazioni nazionali che limitano l'archiviazione e il trattamento di determinati dati al di fuori del territorio nazionale. Dobbiamo quindi andare avanti e costruire un'economia dei dati aperta e prospera nell'UE — fondata sugli standard di protezione dei dati più elevati e priva di barriere ingiustificate."

Věra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha affermato: "Oggi concretizziamo la promessa della Commissione Juncker di portare a termine la riforma della protezione dei dati nel 2015. Queste nuove norme paneuropee sono adatte sia ai cittadini sia alle imprese. I cittadini e le imprese beneficeranno di norme chiare adeguate all'era digitale che conferiscono una protezione forte e al tempo stesso creano opportunità e incoraggiano l'innovazione nel mercato unico digitale europeo. Le norme armonizzate sulla protezione dei dati nei settori della polizia e della giustizia penale faciliteranno la cooperazione tra le autorità di contrasto degli Stati membri, cooperazione basata sulla fiducia reciproca, e contribuiranno così all'agenda europea sulla sicurezza."

La riforma si compone di due strumenti:

  • il regolamento generale sulla protezione dei dati consentirà alle persone di controllare meglio i propri dati personali. Nel contempo, grazie alle norme attualizzate e unificate le imprese potranno sfruttare al meglio le possibilità offerte dal mercato unico digitale, sgravandosi di oneri burocratici e godendo della maggiore fiducia dei consumatori;
  • la direttiva sulla protezione dei dati trattati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie penali assicurerà che i dati delle vittime, dei testimoni e degli indiziati siano debitamente protetti durante le indagini penali e le azioni di contrasto. Al tempo stesso, la maggiore armonizzazione delle leggi faciliterà anche la cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia o i magistrati delle procure per combattere più efficacemente la criminalità e il terrorismo in tutta Europa.

Un diritto fondamentale dei cittadini

Grazie alla riforma i cittadini riavranno il controllo dei loro dati personali. Stando a una recente indagine Eurobarometro, due terzi degli europei (67%) sono preoccupati di non avere il pieno controllo delle informazioni che forniscono online. Sette europei su dieci temono per il potenziale uso che le imprese potrebbero fare delle informazioni divulgate. La riforma della protezione dei dati rafforzerà il diritto alla protezione dei dati, che è un diritto fondamentale dell'UE, e consentirà alle persone di fornire con fiducia i propri dati personali.

Le nuove norme rispondono a queste preoccupazioni potenziando i diritti esistenti e conferendo ai singoli un maggiore controllo dei loro dati personali. In particolare prevedono:

  • un accesso più facile ai dati: le persone avranno maggiori informazioni sul modo in cui i loro dati sono trattati, e tali informazioni dovranno essere chiare e comprensibili;
  • il diritto alla portabilità dei dati: sarà più facile trasferire i dati personali da un fornitore di servizio a un altro;
  • un più chiaro "diritto all'oblio": se non si vuole più che i propri dati siano trattati, i dati saranno cancellati, purché non sussistano motivi legittimi per conservarli;
  • il diritto di essere informati in caso di violazione dei dati: ad esempio, le imprese e le organizzazioni dovranno comunicare quanto prima alle autorità nazionali di controllo le violazioni gravi dei dati affinché gli utenti possano prendere le misure opportune.

Norme chiare e moderne per le imprese

Nell'odierna economia digitale i dati personali hanno acquisito un'enorme importanza economica, in particolare nell'ambito dei "big data". Unificando le norme europee sulla protezione dei dati i legislatori creano opportunità per le imprese e incoraggiano l'innovazione.

  • Un continente, una legge: il regolamento creerà un insieme unico di norme che renderà più semplice e meno costoso per le imprese operare nell'UE.
  • Uno sportello unico (one-stop-shop): le imprese avranno a che fare con un'unica autorità di controllo. Ciò dovrebbe consentire un risparmio di 2,3 miliardi di euro l'anno.
  • Suolo europeo, norme europee: le stesse norme si applicheranno a tutti, anche alle imprese extraeuropee che offrono servizi nell'UE.
  • Approccio basato sul rischio: anziché imporre pesanti obblighi applicabili indistintamente, le norme adatteranno gli obblighi ai corrispondenti rischi.
  • Norme idonee all'innovazione: il regolamento garantirà che le garanzie per la protezione dei dati siano inserite nei prodotti e nei servizi già nelle primissime fasi di sviluppo (protezione dei dati fin dalla progettazione). Saranno incoraggiate tecniche rispettose della vita privata, come l'uso di pseudonimi, affinché si possano sfruttare i vantaggi dell'innovazione dei big data tutelando nel contempo la privacy.

Vantaggi per le grandi e le piccole imprese

La riforma della protezione dei dati stimolerà la crescita economica riducendo i costi e la burocrazia per le imprese europee, in particolare le piccole e medie imprese (PMI). La riforma della protezione dei dati nell'UE aiuterà le PMI a entrare in nuovi mercati. Grazie alle nuove norme le PMI potranno beneficiare di tagli degli oneri burocratici:

  • Niente più obblighi di comunicazione: le notifiche alle autorità di controllo sono una formalità che costa alle imprese 130 milioni di euro all'anno. La riforma le abolirà del tutto.
  • Ogni centesimo conta: quando le richieste di accesso ai dati sono manifestamente infondate o eccessive, le PMI potranno esigere il pagamento di spese per la fornitura dell'accesso.
  • Responsabili della protezione dei dati: le PMI sono esentate dall'obbligo di nominare un responsabile della protezione dei dati se il trattamento dei dati non è la loro attività principale.
  • Valutazione d'impatto: le PMI non saranno obbligate ad effettuare una valutazione d'impatto, a meno che non vi sia un rischio elevato.

La protezione dei dati personali nel settore dell'attività di contrasto

  • Migliore cooperazione tra le autorità di contrasto

Con la nuova direttiva sulla protezione dei dati trattati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie penali, le autorità di contrasto degli Stati membri dell'UE saranno in grado di scambiare le informazioni necessarie alle indagini in modo più efficiente ed efficace, migliorando la cooperazione nella lotta contro il terrorismo e altre forme gravi di criminalità in Europa.

La direttiva sulla protezione dei dati nei settori della polizia e della giustizia penale tiene conto delle esigenze specifiche dell'attività di contrasto, rispetta le diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri ed è pienamente in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

  • Migliore protezione dei dati dei cittadini

I dati personali dei cittadini saranno protetti meglio quando vengono trattati per finalità di contrasto, compresa la prevenzione della criminalità. Saranno protetti i dati di tutti: vittime, autori di rati, testimoni. Tutte le autorità di contrasto che trattano dati nell'Unione devono rispettare i principi di necessità, proporzionalità e legalità, con garanzie adeguate per gli interessati. Il controllo è assicurato dalle autorità nazionali indipendenti di protezione dei dati, e devono essere offerti mezzi di ricorso efficaci.

La direttiva sulla protezione dei dati nei settori della polizia e della giustizia penale prevede norme chiare per il trasferimento dei dati personali da parte delle autorità di contrasto verso paesi terzi, al fine di garantire che il livello di protezione delle persone garantito nell'Unione non sia compromesso.

Prossime tappe

A seguito dell'accordo politico raggiunto in sede di trilogo, i testi definitivi saranno formalmente adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio all'inizio del 2016. Le nuove norme saranno applicabili due anni dopo.

La Commissione collaborerà strettamente con le autorità nazionali di protezione dei dati per garantire un'applicazione uniforme delle nuove norme. Durante la fase di transizione di due anni, la Commissione provvederà a informare i cittadini dei loro diritti e le imprese dei loro obblighi.

In futuro le autorità di protezione dei dati collaboreranno più strettamente, in particolare attraverso il meccanismo dello sportello unico, per risolvere i casi transfrontalieri che riguardano la protezione dei dati.

Contesto

Il pacchetto sulla protezione dei dati è un elemento chiave per il mercato unico digitale e l'agenda dell'UE sulla sicurezza.

Proposto dalla Commissione europea nel gennaio 2012 (cfr. IP/12/46), il pacchetto di riforma della protezione dei dati comprende il regolamento generale sulla protezione dei dati e la direttiva sulla protezione dei dati trattati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie penali. Aggiorna e sostituisce le attuali norme in materia di protezione dei dati che si basano sulla direttiva sulla protezione dei dati del 1995 e sulla decisione quadro del 2008 per i settori della polizia e della giustizia penale.

Per ulteriori informazioni

Riforma della protezione dei dati nell'UE

 

 

 

IP/15/6321

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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