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Commissione europea - Comunicato stampa

La relazione dei cinque presidenti stabilisce un piano per rafforzare l'Unione economica e monetaria dell'Europa a partire dal 1° luglio 2015.

Bruxelles, 22 giugno 2015

Oggi i cinque presidenti, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Vertice euro, Donald Tusk, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, hanno presentato piani ambiziosi per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM) a partire dal 1° luglio 2015 e per il suo completamento al più tardi entro il 2025. Per tradurre in realtà la loro visione del futuro dell'UEM, propongono misure concrete da attuare durante tre fasi: alcune delle misure, come l'introduzione di un sistema europeo di garanzia dei depositi, devono essere attuate già nei prossimi anni mentre altre, come la creazione di una futura tesoreria per la zona euro, che prevedono una ulteriore condivisione della sovranità tra gli Stati membri che hanno l'euro come moneta unica seguiranno in un secondo tempo. Questo progetto rientra nella visione dei cinque presidenti secondo cui, per garantire un'architettura dell'UEM trasparente e salda come una roccia, l'attenzione dovrebbe concentrarsi sulle istituzioni, andando oltre le regole. La realizzazione di un'Unione economica e monetaria più profonda e più equa è una delle 10 principali priorità indicate dal presidente Juncker nei suoi orientamenti politici.

Il presidente Juncker ha dichiarato: "L'euro è la moneta comune di 19 Stati membri dell’UE e di oltre 330 milioni di cittadini. Dobbiamo esserne orgogliosi. Essa è una protezione per l'Europa. Ma il suo funzionamento può essere migliorato. La nostra Unione economica e monetaria è ancora incompleta, e al momento di assumere il mio incarico ho promesso che mi sarei adoperato per consolidare e integrare le misure senza precedenti che abbiamo adottato nel corso della crisi e per renderle socialmente più eque e democraticamente più legittime. Noi, i cinque presidenti, esponiamo oggi la nostra visione comune. Il mondo ci guarda e vuole sapere in che direzione stiamo andando. Oggi presentiamo l'integrazione monetaria portandola alla sua destinazione ultima."

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "Sebbene l'Unione economica e monetaria sia stata rafforzata negli ultimi anni, non da ultimo a seguito della crisi economica e finanziaria, resta incompiuta. La relazione odierna contiene suggerimenti per il suo ulteriore potenziamento, che avverrà in fasi successive nei prossimi anni. Siamo pronti a presentare le proposte specifiche necessarie per tradurre in realtà questa visione ambiziosa ma nel contempo pragmatica. Un'UEM completa non è tuttavia fine a se stessa, bensì è un mezzo per contribuire a conseguire maggiore crescita, occupazione e prosperità per tutti i cittadini, adesso e in futuro." 

Nonostante i progressi compiuti negli ultimissimi anni, in particolare con l’avvio dell’Unione bancaria, l’UEM è ancora incompleta. Significative sono le divergenze nella zona euro e la crisi degli ultimi anni ne ha ulteriormente evidenziato le attuali carenze. 18 milioni di disoccupati e molte persone esposte al rischio di esclusione sociale sono un chiaro segnale che occorre fare molto di più per trasformare la zona euro, la seconda economia più grande del mondo, in un'architettura salda come una roccia. Abbiamo bisogno di una base per il futuro che sia duratura, equa e democraticamente legittimata, che contribuisca alla crescita, all’occupazione e alla prosperità di tutti i cittadini.

La relazione definisce tre diverse fasi per la realizzazione della visione dei cinque presidenti (cfr. allegato 1).

-         Fase 1 ossia "approfondire facendo" (1 luglio 2015-30 giugno 2017): utilizzare gli strumenti esistenti e i vigenti trattati per rilanciare la competitività e la convergenza strutturale, attuare politiche di bilancio responsabili a livello sia nazionale che di zona euro, completare l'Unione finanziaria e rafforzare il controllo democratico.

-         Fase 2, ossia "completare l'UEM": saranno avviati interventi di più ampia portata per rendere il processo di convergenza più vincolante, ad esempio attraverso una serie di parametri di riferimento per la convergenza decisi di comune accordo, che avrebbero carattere giuridico, e la creazione di una tesoreria comune per la zona euro.

-         Fase finale (al più tardi entro il 2025): una volta che tutte le misure saranno pienamente in atto, un’UEM autentica e approfondita costituirebbe il contesto stabile e prospero per tutti i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea che condividono la moneta unica, attraente e aperto all'adesione degli altri Stati membri dell’UE se lo desiderano.

Per preparare la transizione dalla fase 1 alla fase 2, nella primavera 2017 la Commissione presenterà un Libro bianco per delineare i passi successivi necessari, incluse le misure giuridiche per il completamento dell'UEM nella Fase 2. Il modello di riferimento è il Libro bianco di Jacques Delors del 1985, che, esponendo una serie di misure con una tabella di marcia, creò le premesse per l'Atto unico europeo, la base giuridica del progetto del mercato unico.

Che cos'è in concreto la relazione dei cinque Presidenti?

1. Verso un’Unione economica di convergenza, crescita e occupazione

Questa Unione dovrebbe poggiare su quattro pilastri: la creazione di un sistema di autorità per la competitività per la zona euro; il rafforzamento dell’attuazione della procedura per gli squilibri macroeconomici; una maggiore attenzione all’occupazione e alla performance sociale e un più stretto coordinamento delle politiche economiche all’interno di un semestre europeo rinnovato (cfr. allegato 2). Tali misure dovrebbero essere attuate a breve termine (Fase 1), sulla base di iniziative concrete e secondo il metodo comunitario. A medio termine (Fase 2) il processo di convergenza dovrebbe essere reso più vincolante tramite una serie di standard comuni di alto livello che verrebbero definiti nella legislazione dell'UE.

Autorità per la competitività

La finalità delle autorità per la competitività non dovrebbe essere l'armonizzazione transfrontaliera delle pratiche e delle istituzioni incaricate della formazione dei salari. Si tratta di processi che variano notevolmente all’interno dell’UE e che giustamente riflettono le preferenze e le tradizioni giuridiche nazionali.

Sulla base di un modello comune ciascuno Stato membro dovrebbe decidere l’esatta composizione della sua autorità nazionale per la competitività, che dovrebbe essere soggetta al controllo democratico ed essere indipendente nel suo operato. Gli attori nazionali, come le parti sociali, dovrebbero continuare a svolgere il loro ruolo secondo le procedure in vigore in ogni Stato membro, ma dovrebbero considerare il parere dell’autorità come guida nel corso della contrattazione salariale. Alcuni Stati membri, come i Paesi Bassi e il Belgio, già dispongono di una tale autorità.

2. Verso l'Unione finanziaria

Unione economica e Unione finanziaria sono complementari e si rafforzano a vicenda. I progressi su questi due fronti devono rappresentare una priorità assoluta nella Fase 1. Dato che il denaro è costituito in grande prevalenza da depositi bancari, il denaro può essere realmente unico solo se la fiducia nella sicurezza dei depositi bancari è la stessa indipendentemente dallo Stato membro in cui la banca opera. Ciò richiede sistemi unici per la vigilanza bancaria, la risoluzione delle banche e la garanzia dei depositi. Abbiamo già raggiunto l’obiettivo per quanto riguarda la vigilanza bancaria. È stato inoltre concordato un meccanismo di risoluzione unico con un Fondo di risoluzione unico (che diverrà operativo il 1° gennaio 2016). Come prossimo passo, nella Fase 1 i cinque presidenti propongono il varo di un sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS) che potrebbe essere concepito come un sistema di riassicurazione a livello europeo dei regimi nazionali di garanzia dei depositi.

3. Verso l'Unione di bilancio

Le politiche di bilancio insostenibili non soltanto mettono a repentaglio la stabilità dei prezzi nell’Unione, ma compromettono anche la stabilità finanziaria. A breve termine (Fase 1) i cinque presidenti propongono l'istituzione di un Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, che sarebbe incaricato di coordinare e integrare i consigli nazionali per le finanze pubbliche già esistenti (cfr. allegato 3). Il comitato esaminerebbe in maniera indipendente, a livello europeo, la performance dei bilanci a fronte degli obiettivi economici stabiliti nel quadro di governance di bilancio dell’UE. A più lungo termine (Fase 2), dovrebbe essere istituita una funzione comune di stabilizzazione macroeconomica per far fronte agli shock che non si possono gestire al mero livello nazionale. Sarebbe così possibile una migliore ammortizzazione dei grandi shock macroeconomici e una maggiore resilienza dell’UEM. La funzione di stabilizzazione potrebbe muovere in primis dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, individuando un complesso di fonti di finanziamento e di progetti d’investimento specifici alla zona euro cui attingere.

4. Rafforzare il controllo democratico, la legittimità e le istituzioni: dalle regole alle istituzioni

Maggiori responsabilità e integrazione a livello di UE e di zona euro significano maggiore interdipendenza, ma anche una migliore ripartizione delle nuove competenze ed una maggiore trasparenza su chi decide che cosa e quando. È tempo di rivedere e consolidare la nostra costruzione politica: la relazione propone maggiore coinvolgimento e controllo parlamentari - a livello sia nazionale che europeo, soprattutto per quanto riguarda le raccomandazioni specifiche per paese, i programmi nazionali di riforma e l'analisi annuale della crescita. A breve termine (Fase 1), l'UEM ha bisogno di una rappresentanza esterna unica, come delineato negli orientamenti politici del presidente Juncker. Oggi, tuttavia, l’UE e la zona euro non sono ancora rappresentate come un’entità unica nelle istituzioni finanziarie internazionali, in particolare l'FMI. Questa frammentazione preclude all’UE la possibilità di produrre un impatto commisurato al suo peso politico ed economico. I cinque presidenti propongono inoltre il rafforzamento del ruolo dell'Eurogruppo. Nel breve periodo quest’obiettivo può richiedere un rafforzamento della sua presidenza e dei mezzi a sua disposizione. A più lungo termine (Fase 2) potrebbe essere vagliata l’ipotesi di una presidenza a tempo pieno dell’Eurogruppo.

Infine, per quanto gli Stati membri della zona euro continueranno a decidere autonomamente su fiscalità e assegnazione della spesa pubblica in funzione delle preferenze e scelte politiche nazionali, si farà sempre più acuta la necessità di adottare alcune decisioni collettivamente, assicurando il controllo democratico e la legittimità del processo. Una futura tesoreria della zona euro potrebbe essere la sede adatta per questo processo decisionale collettivo.

5. La dimensione sociale dell'UEM

Una delle principali lezioni tratte dalla crisi è che "un'UEM tripla A" deve combinare economie competitive capaci di innovare e aver successo in un mondo sempre più globalizzato ed un livello elevato di coesione sociale. Come dichiarato dal presidente Juncker al momento della sua elezione a presidente della Commissione: "l’ambizione dell’Europa dovrebbe essere quella di ottenere una “tripla A sociale" tanto quanto una tripla A nel settore economico e finanziario." A tal fine occorre in particolare che i mercati del lavoro e i sistemi di protezione sociale funzionino correttamente e siano sostenibili in tutti gli Stati membri della zona euro. Il miglioramento del mercato del lavoro e della performance sociale e il rafforzamento della coesione sociale dovrebbero essere al centro del nuovo processo di "convergenza verso l'alto" presentato in questa relazione.

Prossime tappe: La relazione presenta le principali misure necessarie per completare l'UEM al più tardi entro il 2025. Le prime iniziative dovrebbero essere avviate dalle istituzioni UE sin dal 1° luglio 2015. Per preparare la transizione dalla Fase 1 alla Fase 2, nella primavera 2017 la Commissione, in consultazione con i presidenti delle altre istituzioni dell'UE, presenterà un "Libro bianco" per valutare i progressi compiuti nella Fase 1 e delineare le misure successive necessarie. Il Libro bianco, che si baserà sul contributo analitico di un gruppo consultivo di esperti, esaminerà le precondizioni giuridiche, economiche e politiche delle misure di più lunga portata necessarie per completare l'UEM nella Fase 2. Occorre iniziare immediatamente a tradurre la relazione dei cinque presidenti in atti legislativi e istituzioni.

Contesto

IlVertice euro dell'ottobre 2014 ha sottolineato che "per assicurare il corretto funzionamento dell’Unione economica e monetaria è essenziale un coordinamento più stretto delle politiche economiche”, ha chiesto di proseguire i lavori intesi "a sviluppare meccanismi concreti per un coordinamento, una convergenza e una solidarietà più solidi tra le politiche economiche" e ha invitato "a predisporre le prossime misure volte a migliorare la governance economica nella zona euro".

La stesura della relazione ha beneficiato di intense discussioni con gli Stati membri e la società civile. Essa si basa sulla relazione "Verso un'autentica Unione economica e monetaria" (la cosiddetta "relazione dei quattro presidenti") e sul "Piano per un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita" del 2012 della Commissione, che restano i riferimenti essenziali per il completamento dell'UEM.

Essa rispecchia le deliberazioni e le discussioni personali dei cinque presidenti. Si concentra sulla zona euro, in quanto i paesi che condividono la stessa moneta devono affrontare specifiche sfide comuni e condividono interessi e responsabilità. Il processo di approfondimento dell’UEM è tuttavia aperto a tutti gli Stati membri dell’UE.

Per ulteriori informazioni

La relazione dei cinque presidenti in tutte le lingue

Nota analitica di Jean Claude Juncker in stretta collaborazione con Donald Tusk, Jeroen Dijsselbloem e Mario Draghi "Verso una migliore governance economica nella zona euro: preparativi per le prossime fasi": http://ec.europa.eu/priorities/docs/analytical_note_it.pdf

Orientamenti politici per la prossima Commissione europea

Nota strategica dello European Political Strategy Centre (EPSC) "The Social Dimension of Economic and Monetary Union"

Nota strategica dello EPSC "The Euro Plus Pact - How Integration into the EU Framework can Give New Momentum for Structural Reforms in the Euro Area"

IP/15/5240

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