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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 27 agosto 2014

Fondo di solidarietà dell'UE: la Commissione interviene per aiutare l'Italia, la Grecia, la Slovenia e la Croazia colpite da inondazioni, terremoti e tempeste di ghiaccio

Johannes Hahn, Commissario UE responsabile per la Politica regionale, ha annunciato oggi un pacchetto di aiuti per un valore di 47 milioni di euro proposto dalla Commissione europea per aiutare la Sardegna (Italia), Cefalonia (isole Ionie, Grecia), la Slovenia e la Croazia colpite alla fine del 2013 e all'inizio del 2014 da una serie di catastrofi naturali.

L'aiuto proposto per l'Italia, pari a 16,3 milioni di euro, arriva a seguito delle gravi inondazioni del novembre 2013, mentre i 3,7 milioni di euro destinati alla Grecia servono a coprire i costi di un terremoto e di diverse scosse di assestamento che hanno interessato Cefalonia e le isole Ionie nel gennaio-marzo 2014. Sia la Slovenia che la Croazia sono state duramente colpite da una tempesta di ghiaccio nel gennaio e febbraio 2014 e ricevono rispettivamente un aiuto pari a 18,4 milioni di euro e a 8,6 milioni di euro.

Il Commissario Hahn, cui compete la supervisione del Fondo e che ha firmato la proposta odierna, ha affermato: "Questa decisione rispecchia la natura precipua di questo Fondo che è imperniata sulla solidarietà con gli altri Stati membri e i paesi vicini nei momenti di difficoltà che fanno seguito a catastrofi naturali. Il Fondo europeo di solidarietà aiuta i paesi colpiti a rimettersi in piedi e a riacquistare la stabilità minacciata da gravi danni a settori economici come il turismo o dalla distruzione di infrastrutture essenziali. L'importo proposto consentirà all'Italia, alla Grecia, alla Slovenia e alla Croazia di rimettersi dalle catastrofi che le hanno rispettivamente colpite e di coprire i costi degli interventi di emergenza effettuati nelle regioni colpite."

Il Commissario ha aggiunto: "Questi importi sono specifici e destinati a contribuire ad affrontare l'impatto immediato e diretto delle catastrofi naturali. Inoltre, lo sviluppo complessivo di queste regioni è supportato dai Fondi strutturali e di investimento europei. Concentrando le loro risorse sul sostegno alle imprese, sulla ricerca e sull'innovazione, sulle TIC e su un'economia a basse emissioni di carbonio tali fondi possono aiutare queste regioni a trasformare la catastrofe che le ha colpite nell'opportunità di sviluppare un modello economico sostenibile basato sui loro punti di forza e sulle loro caratteristiche locali."

Il sostegno, a valere sul Fondo europeo di solidarietà, deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Se lo sarà, esso servirà a coprire in parte i costi degli interventi d'emergenza sostenuti dalle autorità pubbliche in questi quattro Stati membri in seguito alle catastrofi. La sovvenzione contribuirà in particolare a ripristinare le infrastrutture e i servizi vitali, a rimborsare i costi delle operazioni d'emergenza e di salvataggio e a coprire parte dei costi di ripulitura delle regioni colpite.

Contesto

Il 18-19 novembre 2013 la Sardegna (Italia) è stata colpita da fortissime piogge che hanno fatto esondare i fiumi provocando inondazioni e frane. Le case private, le imprese e il settore agricolo sono risultati gravemente danneggiati e si è registrata una grave interruzione di vie di comunicazione grandi e piccole e di importanti reti infrastrutturali pubbliche. L'Italia ha registrato 16 decessi, più di 1.700 persone sfollate e un disperso. L'Italia ritiene che la riparazione delle strade e della rete di alimentazione durerà più di due anni.

Il 26 gennaio 2014 sull'isola greca di Cefalonia un terremoto della magnitudine di 5,8 sulla scala Richter ha colpito la zona subito a nord-est di Argostolion ed è stato avvertito anche nelle isole Ionie viciniori e sull'intero territorio della Grecia. Nelle settimane e nei mesi successivi si sono susseguite dozzine di scosse di assestamento con notevoli conseguenze per l'ambiente e l'infrastruttura. La Grecia segnala che sull'isola si sono dovute demolire circa 100 case, mentre migliaia di altre case sono danneggiate e temporaneamente inabitabili, ragion per cui i residenti sono costretti a dormire in tende, navi e in sistemazioni d'emergenza. Anche le scuole e gli asili sono stati chiusi fino a metà febbraio poiché cadute di massi e frane avevano reso molte strade impercorribili. Il terremoto ha avuto un notevole impatto sulle infrastrutture sociali e sulle attività imprenditoriali nelle isole Ionie, note per il loro patrimonio culturale, ed i preparativi effettuati dal settore turistico in vista della stagione estiva sono stati gravemente pregiudicati.

Alla fine di gennaio di quest'anno tempeste di ghiaccio tra le più dure registrate da decenni hanno colpito la Slovenia e la Croazia. Nel caso della Slovenia, quasi la metà delle foreste alpine del paese sono state danneggiate dal ghiaccio (per un costo di 214 milioni di euro), mentre una casa su quattro è rimasta senza elettricità poiché le forti nevicate avevano abbattuto alberi e linee elettriche. Le autorità slovene denunciano gravi danni alle infrastrutture elettriche, agli edifici pubblici e privati, alle imprese e alle reti stradali e di trasporto. A causa delle condizioni climatiche e del danneggiamento delle linee elettriche 120 000 nuclei familiari si sono ritrovati senza elettricità, vale a dire più del 15% della popolazione slovena.

Analogamente in Croazia soprattutto le regioni dell'Adriatico nord-occidentale e settentrionale hanno registrato gravi inondazioni che hanno danneggiato l'infrastruttura di base nonché le proprietà pubbliche e private. Cinque contee della Croazia sono state colpite: Primorje-Gorski Kotar, Karlovac, Sisak-Moslavina, Varaždin e Zagabria. A causa del peso del ghiaccio accumulato sugli alberi e sulle infrastrutture, molti alberi sono caduti e molti tronchi si sono spezzati, mentre le linee elettriche (coperte anche da 10 cm di ghiaccio) sono saltate. Molte strade erano impraticabili e le diffuse interruzioni dell'erogazione di energia elettrica e di acqua hanno reso difficile la vita quotidiana dei cittadini colpiti, oltre a pregiudicare il funzionamento delle istituzioni pubbliche e delle imprese. La Croazia ha inoltre segnalato danni su 56 000 ettari di foresta, 10 000 dei quali sono stati distrutti.

Lo stanziamento annuo complessivo disponibile per il Fondo di solidarietà nel 2014 è pari a 530,604 milioni di euro (500 milioni di euro a prezzi del 2011). Per tener conto dello stanziamento annuo più basso introdotto nel 2014 (500 milioni di euro cui si aggiungono gli eventuali avanzi dell'esercizio pregresso, rispetto al miliardo di euro disponibile in precedenza) e per evitare un rapido svuotamento del Fondo, il contributo finanziario massimo per una determinata catastrofe non può superare i due terzi dello stanziamento annuo del Fondo – 353,736 milioni di euro nel 2014.

Il Fondo di solidarietà dell'UE (FSUE) è stato istituito per aiutare gli Stati membri dell'UE e i paesi in via di adesione offrendo loro un aiuto finanziario dopo gravi catastrofi naturali. Il Fondo è stato istituito in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito l'Europa centrale nell'estate 2002.

Il regolamento riveduto del Fondo di solidarietà dell'UE è entrato in vigore il 28 giugno e semplifica le regole esistenti in modo da consentire il versamento degli aiuti più celermente di prima. A partire dal 2015, sarà possibile per la prima volta il versamento, ad opera degli Stati membri, di pagamenti anticipati.

Per ulteriori informazioni

Decisioni: Fondo di solidarietà dell'UE

Riforma del FSUE: Comunicato stampa e MEMO/13/723

Twitter: @EU_Regional @JHahnEU

Persone da contattare:

Shirin Wheeler (+32 2 296 65 65) Cellulare: +32 460 766565

Annemarie Huber (+32 2 299 33 10) Cellulare: +32 460 793310

Per il pubblico: Europe Direct per telefono 00 800 6 7 8 9 10 11 o tramite e­mail


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