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Elezioni del Parlamento europeo: sarà più facile per i cittadini candidarsi in un altro Stato membro

European Commission - IP/14/87   29/01/2014

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 29 gennaio 2014

Elezioni del Parlamento europeo: sarà più facile per i cittadini candidarsi in un altro Stato membro

Secondo le regole dell’UE che dovrebbero essere in vigore in tutti gli Stati membri da oggi, sarà più facile per i cittadini dell’UE che vivono in un altro Stato membro candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo del 2014. La nuova disposizione, adottata alla fine del 2012 (MEMO/12/1020), è un aggiornamento delle norme precedenti (direttiva 2013/1/UE) e semplifica la procedura per l’esercizio del diritto di eleggibilità al Parlamento europeo di cittadini dell’UE in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza. Gli Stati membri hanno avuto tempo fino ieri (28 gennaio 2014) per attuare le norme aggiornate. Tuttavia, secondo le ultime informazioni pervenute alla Commissione europea, solo 14 Stati membri hanno notificato formalmente le rispettive norme: Croazia, Cipro, Germania, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia, Regno Unito. La nuova legge fa parte di una serie di misure adottate dalla Commissione europea per promuovere la partecipazione alle elezioni del Parlamento europeo che si svolgeranno tra il 22 e il 25 maggio 2014 (cfr. anche IP/13/215).

L’Europa va costruita con la partecipazione dei cittadini europei. È essenziale che i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi in merito agli sviluppi e ai progressi dell’Unione. Ogni cittadino dell’UE ha il diritto di votare o di candidarsi alle elezioni europee, a prescindere dal fatto che viva nello Stato di cui ha la cittadinanza o in un altro Stato membro. Tale diritto deve essere effettivo in tutta l’Unione”, ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, commissaria UE per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. Deploro che solo la metà degli Stati membri dell’UE abbia rispettato il termine per aggiornare tali norme. Invito quelli che non lo hanno ancora fatto a procedervi con urgenza, in modo che i cittadini dell’UE possano esercitare i loro diritti alle prossime elezioni. In vista delle elezioni del Parlamento europeo, la Commissione europea osserverà con occhio attento la situazione. Nello scrutinio, ogni voto conta.”

Nella Relazione 2010 sulla cittadinanza dell’Unione, la Commissione ha sollevato il problema del costante calo di affluenza alle elezioni europee e ha espresso l’esigenza di facilitare la partecipazione dei cittadini dell’UE alle elezioni (IP/10/1390, MEMO/10/525). Uno dei modi per realizzare questo obiettivo consiste nel semplificare le procedure di eleggibilità dei cittadini europei nello Stato membro di residenza di cui non hanno la cittadinanza.

Con le nuove norme, i candidati non saranno più costretti a tornare nello Stato membro d’origine per acquisire l’attestazione del fatto che non sono decaduti dal diritto di eleggibilità. Se si candidano nello Stato membro di residenza, saranno invece tenuti soltanto a fornire una dichiarazione in tal senso e l’onere della prova spetterà agli uffici elettorali dello Stato membro di residenza.

La Commissione è inoltre intervenuta per garantire che i cittadini europei residenti in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza possano partecipare alle elezioni europee alle stesse condizioni dei cittadini di quello Stato membro (IP/13/874), conformemente al diritto dell’UE (azione 18 della Relazione 2010 sulla cittadinanza dell’Unione).

Contesto

La cittadinanza europea – che integra ma non sostituisce quella nazionale – conferisce a tutti i cittadini dei 28 Stati membri dell’Unione una serie di diritti in più. Tra questi, il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nel paese in cui vivono. Più di 14 milioni di cittadini europei vivono attualmente in uno Stato membro diverso dal proprio, 8 milioni dei quali hanno l’età per votare.

Dopo il blocco dei lavori, in sede di Consiglio nel 2008, sulle disposizioni proposte per agevolare l’esercizio del diritto dei cittadini dell’UE di votare e di candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo, la Commissione europea ha avviato nuovamente i negoziati nell’ottobre 2011, concentrandosi sull’aspetto principale della proposta iniziale che datava dal 2006: semplificare le procedure di eleggibilità dei cittadini europei in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza. Le norme sono state quindi adottate il 20 dicembre 2012 (MEMO/12/1020), con un termine di due anni, a decorrere dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, per il recepimento nel diritto nazionale.

Nel 2006 la Commissione europea aveva proposto di modificare le norme del 1993, in base alle quali i cittadini dell’UE potevano esercitare il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro dell’Unione europea in cui vivevano.

La proposta della Commissione avrebbe semplificato la procedura per i cittadini candidati in uno Stato membro diverso dal proprio e avrebbe riformato il meccanismo volto a impedire il doppio voto alle elezioni europee. Poiché gli Stati membri non sono riusciti a pervenire ad un accordo all’unanimità sulle modalità in materia di doppio voto, nel 2008 sono stati sospesi i negoziati sulla proposta.

Per ulteriori informazioni

Commissione europea – Cittadinanza dell’Unione

http://ec.europa.eu/justice/citizen/index_it.htm

Homepage di Viviane Reding, vicepresidente e commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Viviane Reding su Twitter:@VivianeRedingEU

La DG Giustizia su Twitter: @EU_Justice

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

Per il pubblico: Europe Direct per telefono 00 800 6 7 8 9 10 11 o per e­mail


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