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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 8 luglio 2014

Sorveglianza marittima: sforzi congiunti con gli Stati membri per rendere più sicuri i mari e gli oceani

Oggi la Commissione europea ha compiuto un ulteriore passo avanti verso una sorveglianza dei mari europei più efficiente in termini di costi e più efficace. Riunire i dati relativi alla sorveglianza raccolti dalle autorità civili e militari, quali le guardie costiere, le marine nazionali, le autorità preposte al monitoraggio del traffico, dell’ambiente e dell’inquinamento, e al controllo della pesca e delle frontiere, consente di evitare la duplicazione delle attività e di risparmiare fino a 400 milioni di euro all’anno. Ampliare la cooperazione e la condivisione dei dati consentirebbe di affrontare in modo più efficiente le emergenze che si verificano in mare, come gli incidenti, gli incidenti inquinanti, i reati o le minacce alla sicurezza. Il CISE, l’ambiente comune per la condivisione delle informazioni sul settore marittimo, che si propone di riunire tutti i soggetti interessati affinché condividano i dati, costituisce uno degli elementi portanti della strategia europea in materia di sicurezza marittima di recente adozione.

Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “È possibile garantire una crescita economica sostenibile del settore marittimo soltanto con mari e oceani europei sicuri. Il CISE si propone di offrire a tutti gli operatori coinvolti nella sorveglianza marittima un quadro completo di tutti gli eventi che si verificano in mare. La condivisione di tali informazioni è fondamentale per evitare duplicazioni nella raccolta dei dati e per l’uso di navi pattuglia, elicotteri, aerei o satelliti nel medesimo tratto di mare. Attualmente il 40% circa delle informazioni viene raccolto più volte e una percentuale del 40-80% non viene condivisa tra i soggetti interessati. Non possiamo permetterci un simile spreco di energie e risorse.”

La comunicazione adottata oggi dalla Commissione, che illustra i buoni progressi compiuti a livello dell’UE e a livello nazionale da quando è stata elaborata la tabella di marcia del CISE nel 2010 e il forte impegno di tutti gli operatori in questo campo, propone anche orientamenti e priorità per le azioni future sia a livello nazionale che dell’UE. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di rafforzare ulteriormente lo scambio di informazioni, in particolare fra le autorità civili e militari, al fine di migliorare l’interconnessione tra i sistemi di sorveglianza marittima esistenti, rendendoli interoperabili. Il risultato sarà un aumento dell’efficienza, della qualità, della capacità di reazione e del coordinamento delle operazioni di sorveglianza marittima sia nelle acque dell’UE che in qualsiasi altra area geografica in cui l’Unione europea ha un interesse vitale, concorrendo così alla creazione di un clima di maggiore sicurezza degli investimenti per la crescita blu e al rafforzamento della prosperità e della sicurezza dei cittadini dell’Unione.

Nel prossimo futuro la Commissione, che intende lanciare un progetto nell’ambito del 7º programma quadro di ricerca al fine di testare il CISE marittimo su vasta scala, elaborerà insieme agli Stati membri un manuale contenente le raccomandazioni relative alle buone pratiche sulle modalità di applicazione del CISE in base all’esperienza maturata con i sistemi e i progetti pilota esistenti, quali MARSUNO, BluemassMed e Cooperation. La Commissione continuerà inoltre a sostenere misure volte a elaborare norme che consentano l’interoperabilità tra i sistemi.

Contesto

Gli Stati membri dell’UE svolgono e continueranno a svolgere attività di sorveglianza marittima. Attualmente le diverse autorità di sorveglianza in Europa non dispongono tuttavia di un accesso sufficiente alle rispettive informazioni. Attraverso l’utilizzo di tecnologie di punta il CISE integrerà le reti e i sistemi di sorveglianza esistenti, rendendo questi ultimi interoperabili.

Uno scambio di informazioni più ampio tra le autorità di sorveglianza marittima è uno degli obiettivi strategici della politica marittima integrata dell’UE e un elemento importante della strategia europea in materia di sicurezza marittima. Rafforzare la sicurezza dei mari e degli oceani è anche un elemento essenziale dell’agenda per la crescita blu volta a generare crescita e occupazione nell’economia marittima.

L’UE, che ha un interesse vitale nelle questioni marittime all’interno dell’Unione e in tutto il mondo, deve essere in grado di garantire il rispetto di tali interessi in modo adeguato ed efficiente.

Dei 28 Stati membri, 23 sono Stati costieri e 26 sono Stati di bandiera.

Gli Stati membri dell’Unione, responsabili del controllo di oltre 90 000 chilometri di coste, su due oceani e quattro mari, oltre ai territori d’oltremare e alle infrastrutture per la sicurezza nazionale in altri oceani, insieme contano più di 1 200 porti commerciali, più di 8 100 navi (di stazza superiore a 500 tonnellate lorde) battenti la loro bandiera, 4 300 società marittime registrate, 764 grandi porti e più di 3 800 impianti portuali, mentre sono 80 gli operatori per la sicurezza registrati designati dagli Stati membri.

Il 90% del commercio estero dell’UE e il 40% del commercio interno si svolgono via mare.

Gli armatori europei gestiscono il 30% delle imbarcazioni e il 35% del tonnellaggio globale, oltre al 55% delle navi container e al 35% delle navi cisterna; ciò rappresenta il 42% del valore del commercio marittimo mondiale.

Ogni anno per i porti europei transitano oltre 400 milioni di passeggeri.

Più del 20% del tonnellaggio mondiale batte bandiera degli Stati membri dell’Unione, mentre oltre il 40% della flotta mondiale è controllato da società dell’UE.

Nell’UE e nei suoi Stati membri operano circa 300 autorità pubbliche preposte ad attività di sorveglianza marittima.

Per ulteriori informazioni

MEMO/14/467

La comunicazione ed ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/policy/integrated_maritime_surveillance/index_it.htm

Contatti:

Helene Banner (+32 2 295 24 07)

Lone Mikkelsen (+32 2 296 05 67)

Per il pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 6 7 8 9 10 11 o per e-mail


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