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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 26 marzo 2014

Le restrizioni imposte dalla Cina sull'accesso alle terre rare e ad altre materie prime – l'OMC si pronuncia di nuovo a favore dell'UE

L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha pubblicato oggi un lodo del collegio arbitrale a favore delle restrizioni imposte dalla Cina alle esportazioni di terre rare nonché di tungsteno e molibdeno, che sono usati quali componenti essenziali da un'ampia gamma di industrie europee. In linea con le precedenti pronunce relative ad altre materie prime l'OMC ha riscontrato che i dazi e le quote all'esportazione introdotti dalla Cina violavano gli obblighi contratti da tale paese in sede di OMC e non erano giustificati per motivi di protezione o conservazione dell'ambiente.

Il lodo pronunciato oggi dal collegio arbitrale dell'OMC dà ragione alle rivendicazioni dell'UE e dei suoi co-attori, Stati Uniti e Giappone. Il verdetto è chiaro: non è possibile imporre restrizioni alle esportazioni adducendo a pretesto la conservazione di risorse naturali non rinnovabili se l'uso domestico delle stesse materie prime non è limitato per lo stesso motivo.

Né le parti attrici né la commissione arbitrale contestano il diritto della Cina a porre in atto politiche ambientali e di conservazione delle risorse. Tuttavia, come confermato in modo esplicito dal collegio arbitrale dell'OMC, il diritto sovrano di un paese sulle sue risorse naturali non lo autorizza a controllare i mercati internazionali o la distribuzione globale delle materie prime. Un membro dell'OMC può decidere il livello o il ritmo di utilizzo delle proprie risorse, ma una volta che le materie prime sono state estratte esse sono assoggettate alle regole commerciali dell'OMC. Il paese che le estrae non può limitare le vendite delle proprie materie prime alla sola industria domestica conferendole un vantaggio competitivo rispetto alle imprese straniere.

Questa pronuncia assicura un accesso non discriminatorio alle materie prime. L'UE ritiene che ciò sia nell'interesse di tutti i membri dell'OMC poiché tutti i paesi, sviluppati o in via di sviluppo, si affidano gli uni agli altri per gli approvvigionamenti di materie prime e per le catene di produzione globali.

Contesto

Le materie prime oggetto di questa controversia erano diverse terre rare nonché il tungsteno e il molibdeno. Tali materie hanno un'ampia gamma di utilizzi nelle industrie hi-tech e verdi, in quella automobilistica e dei macchinari, nell'industria chimica, nella siderurgia e nell'industria dei metalli non ferrosi.

Le restrizioni imposte dalla Cina alle esportazioni consistevano essenzialmente in dazi sulle esportazioni o in quote di esportazione, nonché in requisiti e procedure addizionali gravanti sugli esportatori. Esse hanno creato notevoli svantaggi per le industrie straniere accrescendo in modo artificiale i prezzi alle esportazione a partire dalla Cina e facendo lievitare i prezzi mondiali. Queste restrizioni riducono anche artificialmente i prezzi domestici cinesi delle materie prime. E nello stesso tempo aumentano le forniture domestiche. Ciò conferisce alle industrie locali cinesi un vantaggio competitivo e mette sotto pressione i produttori stranieri affinché delocalizzino le loro operazioni e tecnologie in Cina.

Nel marzo 2012 l'UE, assieme agli USA e al Giappone, ha avviato una procedura di composizione delle controversie in seno all'OMC. Le consultazioni iniziali condotte con la Cina non hanno portato ad una soluzione concordata. Di conseguenza nel giugno 2012 l'OMC ha costituito un collegio arbitrale. Tutte le parti in causa dispongono ora di 60 giorni per appellarsi contro il lodo.

Per ulteriori informazioni:

Memo/14/236

Lodo della commissione arbitrale dell'OMC

Comunicato stampa: EU requests WTO panel against China's export restrictions on rare earths, 27 giugno 2012

Persone da contattare:

John Clancy (+32 2 295 37 73)

Helene Banner (+32 2 295 24 07)


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