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Commissione europea

Comunicato stampa

Strasburgo, 11 marzo 2014

La Commissione europea presenta un quadro per salvaguardare lo Stato di diritto nell’Unione europea

La Commissione europea ha adottato oggi un nuovo quadro giuridico che permette di fronteggiare le minacce sistemiche allo Stato di diritto in uno qualsiasi dei 28 Stati membri dell’Unione europea. L’iniziativa scaturisce dai due dibattiti di orientamento sullo Stato di diritto del 28 agosto 2013 e 25 febbraio 2014 in cui il collegio dei commissari è giunto alla conclusione che è necessario mettere a punto uno strumento per gestire a livello dell’UE le minacce sistemiche allo Stato di diritto. Il nuovo quadro sullo Stato di diritto sarà complementare rispetto alla procedura di infrazione — che si applica in caso di violazione del diritto dell’UE — e alla cosiddetta procedura “articolo 7” del trattato di Lisbona che, al massimo, consente la sospensione dei diritti di voto in caso di “violazione grave e persistente” dei valori dell’UE da parte di uno Stato membro. Il nuovo quadro istituisce una sorta di meccanismo di preallarme che permette alla Commissione di avviare un dialogo con lo Stato membro interessato per evitare l’escalation delle minacce sistemiche allo Stato di diritto. Qualora non si trovi una soluzione in tale ambito sarà sempre possibile ricorrere in ultima istanza all’articolo 7 per risolvere la crisi e garantire il rispetto dei valori dell’Unione europea. Il nuovo quadro non conferisce né chiede nuove competenze per la Commissione bensì rende trasparente il modo in cui questa esercita il suo ruolo ai sensi dei trattati.

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: “Lo Stato di diritto è uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione europea. La Commissione europea, custode dei trattati, svolge un ruolo essenziale nella difesa dello Stato di diritto. Personalmente, ho costantemente indicato l’esigenza di un quadro normativo migliore che consenta all’UE di intervenire con tempestività e trasparenza in caso di gravi minacce sistemiche allo Stato di diritto in uno Stato membro. Oggi la Commissione realizza questo impegno assicurando che, sulla scorta dell’esperienza del recente passato, saremo in grado di prevenire e risolvere efficacemente le crisi riguardanti lo Stato di diritto nei nostri Stati membri.”

“Il rispetto dello Stato di diritto è una condizione sine qua non per la salvaguardia di tutti gli altri valori fondamentali su cui si fonda la nostra Unione. La Commissione europea è custode dei trattati e, pertanto, dobbiamo essere anche custodi dello Stato di diritto”, ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e commissaria UE per la Giustizia. “In questi ultimi anni, ogni volta che si è profilata una minaccia o una potenziale minaccia allo Stato di diritto in uno Stato membro, tutte le istituzioni si sono rivolte alla Commissione chiedendole di agire nella sua veste di arbitro imparziale. Oggi introduciamo lo strumento necessario per intervenire e proteggere i nostri cittadini dalle minacce allo Stato di diritto nella nostra Unione. L’Unione europea si fonda sul rispetto dello Stato di diritto e sul rispetto dell’uguaglianza fra tutti gli Stati membri. Di conseguenza, il nuovo strumento di salvaguardia dello Stato di diritto è applicabile, in base allo stesso criterio di minaccia grave e sistemica allo Stato di diritto, a tutti gli Stati membri, indipendentemente dalla loro grandezza o collocazione geografica.”

Caratteristiche principali del nuovo quadro sullo Stato di diritto

Il nuovo quadro si fonda integralmente sui trattati UE vigenti e integra gli strumenti esistenti, ossia la procedura prevista dall’articolo 7 del trattato sull’Unione europea (TUE) e le procedure di infrazione promosse dalla Commissione. Tutto ciò naturalmente non esclude future evoluzioni dei trattati in questo ambito.

È incentrato sullo Stato di diritto, fondamento di tutti i valori su cui si basa l’Unione. Garantendo il rispetto dello Stato di diritto, si sostiene anche la salvaguardia degli altri valori fondamentali. Ispirandosi ai principi enunciati nella giurisprudenza della Corte di giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, la Commissione ha adottato una definizione ampia di Stato di diritto, intendendo essenzialmente un sistema in cui le leggi sono applicate e fatte rispettare (cfr. allegato 2).

Il quadro può essere attivato quando si verifica una disfunzione sistemica che compromette l’integrità, la stabilità e il corretto funzionamento delle istituzioni e dei meccanismi istituiti a livello nazionale per garantire lo Stato di diritto. Il quadro dell’UE non è concepito per trattare situazioni personali o casi isolati di violazione dei diritti fondamentali o errori giudiziari.

Uguaglianza tra gli Stati membri: il quadro si applicherà con modalità identiche in tutti gli Stati membri e si avvarrà degli stessi criteri di riferimento per decidere cosa considerare minaccia sistemica allo Stato di diritto.

Il quadro dell’UE istituisce una sorta di meccanismo di preallarme per gestire le minacce allo Stato di diritto consentendo alla Commissione di avviare un dialogo con lo Stato membro interessato per trovare soluzioni prima di dover applicare i meccanismi giuridici previsti dall’articolo 7 del TUE.

Nell’ambito di questo nuovo quadro sullo Stato di diritto la Commissione europea svolge un ruolo centrale nella sua veste di custode indipendente dei valori dell’Unione. Essa può attingere all’esperienza delle altre istituzioni europee e organizzazioni internazionali (in particolare il Parlamento europeo, il Consiglio, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ecc.).

Iter in tre fasi

Il quadro ha lo scopo di consentire alla Commissione di trovare una soluzione con lo Stato membro in questione affinché non si verifichi una minaccia sistemica allo Stato di diritto che possa trasformarsi in “evidente rischio di violazione grave” con conseguente potenziale necessità di applicare l’articolo 7 del TUE. Se sussistono chiare indicazioni di una minaccia sistemica allo Stato di diritto in uno Stato membro, la Commissione può avviare una “procedura pre-articolo 7” intraprendendo un dialogo con lo Stato membro in questione. L’iter della procedura prevede le seguenti tre fasi (cfr. lo schema dell’allegato 1).

  • Valutazione della Commissione: la Commissione raccoglie ed esamina tutte le informazioni pertinenti e valuta se vi sono chiare indicazioni di una minaccia sistemica allo Stato di diritto. Se conclude che si configura effettivamente una situazione di minaccia sistemica allo Stato di diritto, dà avvio al dialogo con lo Stato membro in questione trasmettendogli un “parere sullo Stato di diritto” — una sorta di avvertimento allo Stato membro — in cui espone e motiva le sue preoccupazioni. Lo Stato membro interessato avrà la possibilità di rispondere ai rilievi formulati.

  • Raccomandazione della Commissione: nella seconda fase, a meno che la questione non sia già stata risolta in modo soddisfacente, la Commissione rivolgerà allo Stato membro interessato una “raccomandazione sullo Stato di diritto”, invitandolo a risolvere entro un determinato termine i problemi individuati e a comunicarle quali provvedimenti ha adottato a tal fine. La Commissione rende pubblica la raccomandazione.

  • Follow-up della raccomandazione della Commissione: nella terza fase la Commissione controlla il seguito che lo Stato membro in questione ha dato alla raccomandazione. Se non è stato dato un seguito soddisfacente entro il termine fissato, la Commissione può applicare uno dei meccanismi previsti dall’articolo 7 del TUE.

L’intera procedura si fonda su un dialogo costante tra la Commissione e lo Stato membro in questione. La Commissione informerà regolarmente ed esaurientemente il Parlamento europeo e il Consiglio in merito alla procedura.

Contesto

Il rispetto dello Stato di diritto è una condizione sine qua non per la salvaguardia di tutti i valori fondamentali sanciti dall’articolo 2 del TUE. È anche una condizione essenziale per sostenere tutti i diritti e gli obblighi derivanti dai trattati e dal diritto internazionale. A partire dal 2009, la Commissione europea ha dovuto far fronte a più riprese a situazioni critiche in alcuni Stati membri, che hanno evidenziato problemi specifici relativi allo Stato di diritto. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2012, il presidente Barroso ha ricordato che l’Unione politica comporta anche il rafforzamento dello Stato di diritto, in quanto valore fondante dell’UE, e ha preannunciato un’iniziativa in questo senso (SPEECH/12/596). La risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 3 luglio 2013 e le conclusioni del Consiglio Giustizia e affari interni del 6 giugno 2013 condividono quest’analisi (cfr. anche SPEECH/13/348).

Il collegio dei commissari ha svolto un primo dibattito di orientamento su come salvaguardare meglio lo Stato di diritto nell’Unione europea durante il seminario organizzato nell’agosto 2013. Successivamente, nel suo intervento pronunciato in settembre presso il Centro per gli studi sulla politica europea, la Vicepresidente Viviane Reding ha illustrato secondo quali linee potrebbe a suo parere essere definito un eventuale quadro dell’Unione europea sullo Stato di diritto (SPEECH/13/677). Le Assises de la Justice, una conferenza ad alto livello sul futuro della giustizia nell’UE che si è svolta nel novembre 2013 e a cui hanno partecipato 600 portatori di interesse e parti interessate, hanno dedicato un’intera sessione al tema specifico “Verso un nuovo meccanismo per lo Stato di diritto“.

Sulla base dell’insieme di queste discussioni, il collegio dei commissari ha svolto un altro dibattito di orientamento il 25 febbraio 2014, in vista dell’adozione del nuovo quadro sullo Stato di diritto presentato oggi.

Per ulteriori informazioni

Discorso 2012 sullo stato dell’Unione del Presidente José Manuel Barroso:

SPEECH/12/596

Homepage di José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/president/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Il presidente e la vicepresidente su Twitter: @BarrosoEU @VivianeRedingEU

Contatti:

Pia Ahrenkilde Hansen (+32 2 295 30 70)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

Per il pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 6 7 8 9 10 11 o per e­mail

Annex 1: The new EU rule of law framework

Annex 2: The rule of law in the Union legal system

In its case law, the Court of Justice has highlighted a number of general principles of law stemming from the constitutional traditions common to the Member States that are linked to the rule of law. These include:

(a) the principle of legality, which in substantial terms includes a transparent, accountable, democratic and pluralistic process for enacting laws;

(b) legal certainty, which requires amongst other things that rules are clear and predictable and cannot be changed retrospectively;

(c) prohibition of arbitrariness of the executive powers. The principle of the rule of law regulates the exercise of public powers and makes sure that every State intervention has a legal basis and is constrained by law;

(d) independent and effective judicial review, including respect for fundamental rights. The Court reiterated that the EU is a union based on the rule of law in which the acts of its institutions are subject to review of their compatibility with, in particular, the Treaties, the general principles of law and fundamental rights. Citizens are entitled to effective judicial protection.

(e)There is a clear link between the right to a fair trial and the separation of powers. Only a tribunal which is independent from executive powers can guarantee a fair trial to citizens. The Court referred to an operational separation of powers implying an independent and effective judicial review, pointing out that “[…] EU law does not preclude a Member State from simultaneously exercising legislative, administrative and judicial functions, provided that those functions are exercised in compliance with the principle of the separation of powers which characterises the operation of the rule of law”;

(f) equality before the law. The Court has emphasised the role of equal treatment as a general principle of EU law by stating that “it must be recalled that the principle of equal treatment is a general principle of EU law, enshrined in Articles 20 and 21 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union”.


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