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La politica migratoria esterna dell'UE: un approccio più deciso

Commission Européenne - IP/14/167   21/02/2014

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 21 febbraio 2014

La politica migratoria esterna dell'UE: un approccio più deciso

Quali sono i progressi realizzati per migliorare la gestione dei flussi migratori e promuovere la mobilità in un ambiente sicuro?

In una relazione adottata oggi, la Commissione analizza i principali sviluppi avvenuti nella politica migratoria esterna dell'UE nel 2012 e nel 2013, e constata che, a due anni dall'avvio dell'approccio globale rinnovato in materia di migrazione e mobilità, sono stati ottenuti risultati importanti nel rafforzamento del dialogo e della cooperazione, riconoscendo d'altra parte che occorre impegnarsi di più per conseguire ulteriori progressi.

La mobilità internazionale è in aumento: per affrontare questa realtà occorrono azioni adeguate alle esigenze e alle priorità di tutti le parti interessate. Ciò richiede un uso migliore degli strumenti esistenti, quali i partenariati per la mobilità e le norme comuni in materia di visti. Occorre inoltre potenziare, laddove possibile, la partecipazione degli Stati membri all'applicazione delle politiche dell'UE.

"Una migrazione gestita bene offre autentici vantaggi a tutte le parti coinvolte, sia ai migranti che ai paesi. Il nostro successo dipende in larga misura dal dialogo e dalla cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. I partenariati per la mobilità, gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti accompagnati da accordi di riammissione, e le norme comuni in materia di visti rimangono strumenti politici importanti, ma dobbiamo impegnarci ancora di più per favorire la crescita economica e la competitività e per affrontare insieme ai paesi terzi gli aspetti problematici del fenomeno migratorio, come la tratta degli esseri umani e il traffico dei migranti", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni.

I partenariati per la mobilità si sono rivelati strumenti utili per gestire le questioni di migrazione e asilo in modo vantaggioso per entrambe le parti, in quanto stabiliscono una serie di obiettivi politici e formano una struttura in cui inquadrare le discussioni e la cooperazione. Finora sono stati conclusi partenariati per la mobilità con sei paesi: Moldova (2008), Capo Verde (2008), Georgia (2009), Armenia (2011), Marocco (2013) e Azerbaigian (2013). Le discussioni per un partenariato con la Tunisia sono state concluse nel novembre 2013 e la firma è imminente. Nel dicembre 2013 sono inoltre cominciate le discussioni con la Giordania.

Nel complesso, nel biennio 2012-2013 la Commissione ha sostenuto più di 90 progetti legati alla migrazione, per un importo superiore a 200 milioni di euro, in tutte le regioni del mondo in via di sviluppo. Ulteriori risorse finanziarie per l'attuazione dell'approccio globale sono state investite dagli Stati membri dell'Unione.

Anche la protezione dei rifugiati e la tutela dei diritti umani richiedono un maggiore impegno. Ad esempio, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) potrebbe svolgere un ruolo più deciso nell'accrescere le capacità di asilo e accoglienza dei paesi terzi, anche nel quadro di partenariati per la mobilità. Si potrebbe inoltre migliorare l'uso dei programmi di protezione regionale, in particolare aumentando la durata dell'impegno e del finanziamento.

Un miglior coordinamento delle attività di reinsediamento a livello dell'UE e tra gli Stati membri permetterebbe di rispondere in modo più rapido ed efficace alle situazioni di crisi. L'UE dovrebbe mettere a disposizione maggiori risorse per sostenere un maggior numero di posti di reinsediamento/accoglienza umanitaria nel quadro del nuovo Fondo Asilo e migrazione (2014-2020).

Passare al livello successivo dell'approccio globale

La politica e gli strumenti esistenti in materia di migrazione e asilo potrebbero essere sfruttati meglio, fra l'altro allo scopo di aumentare l'attrattiva dell'Unione europea e rafforzarne l'economia.

La migrazione per lavoro costituirà un aspetto ancora più cruciale nei prossimi anni: a questo proposito si potrebbe accentuare il ruolo dei partenariati per la mobilità, ad esempio facilitando gli scambi di studenti o professionisti, potenziando le capacità di gestione della migrazione nei paesi terzi, introducendo programmi di migrazione circolare, aumentando la protezione sociale dei migranti in posizione regolare, affrontando se opportuno la questione della portabilità dei diritti sociali, ecc.

Agevolare il rilascio di visti per soggiorni di breve durata può avere conseguenze positive per lo sviluppo nei paesi terzi, tra cui l'aumento delle opportunità economiche e dei legami commerciali con l'UE e il rafforzamento dei contatti interpersonali. Inoltre, il potenziale offerto dalla politica dell'UE in materia di visti andrebbe sfruttato al massimo per favorire la crescita economica e gli scambi culturali. Nelle prossime settimane la Commissione proporrà modifiche del codice dei visti volte a facilitare ulteriormente gli spostamenti dei viaggiatori in regola, garantendo al tempo stesso un alto livello di sicurezza nell'Unione.

Negli ultimi anni si è intensificata la cooperazione per prevenire e combattere la migrazione irregolare. Dialoghi, scambio d'informazioni e azioni comuni per lottare contro la tratta degli esseri umani e il traffico dei migranti sono stati avviati e attuati. Sono inoltre previste ulteriori iniziative, come già annunciato nella relazione sulla Task Force "Mediterraneo".

Contesto

L'approccio globale in materia di migrazione e mobilità costituisce, a partire dal 2005, il quadro generale della politica esterna dell'UE in materia di migrazione e asilo e definisce il modo in cui l'Unione conduce il dialogo politico e la cooperazione operativa con i paesi terzi. Si basa su priorità chiaramente definite, che riflettono gli obiettivi strategici dell'UE, ed è integrato nella politica estera generale dell'Unione, compresa la cooperazione allo sviluppo.

Scopo dell'approccio globale è promuovere il dialogo e la cooperazione con i paesi terzi partner in quattro settori: organizzare meglio la migrazione legale e promuovere una mobilità ben gestita; prevenire e combattere la migrazione irregolare e debellare la tratta degli esseri umani; aumentare al massimo l'incidenza della migrazione sullo sviluppo; promuovere la protezione internazionale e rafforzare la dimensione esterna dell'asilo.

L'attuazione dell'approccio globale avviene tramite dialoghi politici regionali e bilaterali (con strumenti politici come i partenariati per la mobilità), strumenti giuridici quali gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti e gli accordi di riammissione, forme di sostegno operativo e di sviluppo delle capacità, e una vasta gamma di iniziative di sostegno a programmi e ai progetti (aperte a svariati parti interessate tra cui la società civile, le associazioni di migranti e le organizzazioni internazionali).

Link utili

  • Sito web di Cecilia Malmström

  • La Commissaria Malmström su Twitter

  • Sito web della DG Affari interni

  • La DG Affari interni su Twitter

  • Relazione sull'attuazione dell'approccio globale in materia di migrazione e mobilità nel 2012-2013

Contatti:

Michele Cercone (+32.229-80963)

Tove Ernst (+32.229-86764)

Per il pubblico:
contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 6 7 8 9 10 11 o per e­mail


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