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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 16 ottobre 2014

Lavoro sommerso: il commissario Andor plaude all'accordo del Consiglio in merito ad una piattaforma dell'UE per migliorare la prevenzione e la dissuasione

László Andor, Commissario europeo responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha espresso il suo plauso per l'accordo raggiunto oggi dal Consiglio dei ministri dell'occupazione e delle politiche sociali dell'UE in merito a un cosiddetto "approccio generale" per stabilire una piattaforma europea volta a migliorare la prevenzione e la dissuasione del lavoro sommerso. La piattaforma intende riunire i diversi organi nazionali di contrasto che partecipano alla lotta contro il lavoro sommerso, un fenomeno che causa grave nocumento sul piano delle condizioni lavorative, della concorrenza leale e dei bilanci pubblici. La Commissione ha presentato nell'aprile 2014 la sua proposta per l'istituzione della piattaforma (IP/14/387, MEMO/14/271, MEMO/14/272)

"Con l'accordo del Consiglio in merito a un approccio generale, la piattaforma è ora più vicina a trasformarsi in realtà. Il lavoro sommerso rappresenta una grave sfida per tutti gli Stati membri poiché priva i lavoratori di protezione sociale e di condizioni lavorative decenti, pregiudica la concorrenza leale tra le imprese e mette in pericolo la sostenibilità delle finanze pubbliche. È essenziale pertanto che tutti gli Stati membri partecipino attivamente alle attività della nuova piattaforma, soprattutto poiché il lavoro sommerso non è soltanto un problema interno, ma ha anche una dimensione transfrontaliera. Unendo le forze saremo meglio attrezzati per combattere questa piaga", ha commentato László Andor, Commissario responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione.

La piattaforma riunirà tutti gli organi di contrasto coinvolti nella lotta contro il lavoro sommerso, come ad esempio gli ispettorati del lavoro e della sicurezza sociale nonché le autorità fiscali e quelle preposte all'immigrazione, oltre ad altri stakeholder, come i rappresentanti a livello unionale dei datori di lavoro e dei lavoratori. La piattaforma colmerà un vuoto a livello di UE in cui finora il lavoro sommerso è stato discusso sporadicamente e in modo non coordinato nell'ambito di diversi comitati e gruppi di lavoro. Essa consentirà una più efficace cooperazione tra coloro che affrontano quotidianamente sul terreno il problema del lavoro sommerso.

La nuova piattaforma:

  • offrirà una tribuna in cui gli esperti potranno condividere informazioni e migliori pratiche, estendendo così i contatti limitati che si registravano finora

  • esaminerà gli strumenti nazionali e unionali per affrontare i problemi comuni causati dal lavoro sommerso e dal fenomeno correlato del lavoro autonomo fittizio

  • affronterà gli aspetti transfrontalieri, ad esempio esaminando le modalità per migliorare gli scambi di dati tra le amministrazioni nazionali

  • rafforzerà la cooperazione operativa transfrontaliera, come ad esempio gli scambi di personale e le ispezioni congiunte

  • svilupperà principi e orientamenti comuni lungo cui impostare le ispezioni volte a reprimere il lavoro sommerso ed organizzerà sessioni congiunte di formazione

  • farà opera di sensibilizzazione sulla problematica attraverso attività comuni, come ad esempio campagne europee e l'adozione di strategie regionali o unionali

Contesto

Il lavoro sommerso viene definito come qualsiasi attività retribuita lecita di per sé ma non dichiarata alle autorità pubbliche, tenendo conto delle diversità dei sistemi giuridici vigenti negli Stati membri. Tale nozione è stata integrata nella Strategia europea per l'occupazione e, a partire dal 2001, è presente negli orientamenti in fatto di occupazione indirizzati agli Stati membri. Secondo un'indagine Eurobarometro condotta nel 2013, circa un cittadino europeo su dieci (11%) ha ammesso di aver acquistato nell'anno precedente beni o servizi che comportavano il lavoro sommerso, mentre il 4% ha ammesso di aver svolto un lavoro sommerso (IP/14/298). L'indagine rispecchia l'entità del fenomeno in un'ampia gamma di settori e mette in luce anche notevoli differenze tra gli Stati membri.

Il Pacchetto occupazione dell'aprile 2012 ha già posto in rilievo che trasformare il lavoro informale o sommerso in un rapporto di lavoro regolare potrebbe contribuire alla riduzione della disoccupazione, sottolineando altresì la necessità di una migliore collaborazione tra gli Stati membri.

A metà del 2013 la Commissione ha condotto una consultazione di primo livello con i rappresentanti delle organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori su eventuali future misure dell'UE per migliorare la cooperazione tra gli organismi nazionali di contrasto (IP/13/650). Vi ha fatto seguito all'inizio del 2014 una consultazione di secondo livello. In entrambi i casi le parti sociali hanno segnalato che un intervento a livello unionale recherebbe un valore aggiunto agli sforzi condotti in ambito nazionale.

Nella sua Risoluzione del 14 gennaio il Parlamento europeo ha auspicato una cooperazione più stretta tra gli ispettorati del lavoro e il loro rafforzamento al fine di combattere il lavoro sommerso.

Per ulteriori informazioni

Video – Undeclared work: an endless circle

Eurobarometro "Undeclared work in the EU"

Sito web di László Andor

Seguite László Andor su Twitter

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Persone da contattare:

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Cécile Dubois (+32 2 295 18 83)


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