Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 5 febbraio 2014

La Commissione sollecita gli Stati membri a garantire la pronta attuazione delle norme sulla detenzione in un altro paese UE

La normativa riguardante la detenzione, adottata all’unanimità dagli Stati membri, risulta applicata in appena la metà dei 28 paesi dell’Unione. È quanto rivela oggi la relazione pubblicata dalla Commissione europea, che esamina l’attuazione di tre decisioni quadro dell’UE, la prima sul trasferimento dei detenuti, la seconda sulla sospensione condizionale e le sanzioni alternative e la terza sull’ordinanza cautelare europea. In applicazione delle norme emananti da queste tre decisioni, le pene detentive, le decisioni di sospensione condizionale o le sanzioni alternative e le misure cautelari possono essere eseguite in un paese dell’UE diverso da quello che ha emesso la condanna o nel quale la persona è in attesa di giudizio: nel paese di cittadinanza o di residenza abituale o in un altro paese dell’UE con il quale l’interessato intrattiene stretti legami.

Le tre decisioni, approvate all’unanimità dagli Stati membri tra il 2008 e il 2009, avrebbero dovuto essere attuate rispettivamente entro il 5 dicembre 2011, il 6 dicembre 2011 e il 1º dicembre 2012. A tutt’oggi però la decisione sul trasferimento dei detenuti viene attuata in appena 18 Stati membri, quella sulla sospensione condizionale e le sanzioni alternative in 14 e l’ultima sull’ordinanza cautelare europea in appena 12 (per la ripartizione per paese si veda la tabella in allegato).

Le tre decisioni non solo mirano a consolidare la fiducia reciproca tra i sistemi giudiziari europei, elemento essenziale per uno spazio comune europeo di giustizia, ma sono anche importanti strumenti in grado di favorire la riabilitazione sociale dei detenuti e ridurre il ricorso alla custodia cautelare, una ragione di più perché siano adeguatamente attuate.

L’attuazione tardiva o incompleta in diversi Stati membri è quanto mai pregiudizievole se si pensa che le tre decisioni potrebbero contribuire a ridurre le condanne alla reclusione emesse a carico dei cittadini non residenti. Una tale riduzione permetterebbe non solo di alleggerire l’affollamento delle carceri, con un conseguente miglioramento delle condizioni di detenzione, ma anche di tagliare i costi del sistema carcerario. La Commissione sollecita quindi tutti gli Stati membri che non l’abbiano ancora fatto a adottare il prima possibile misure atte a garantirne la piena attuazione.

La relazione pubblicata oggi si limita a fare un bilancio preliminare sull’attuazione delle tre decisioni quadro negli Stati membri, non potendo valutare la qualità dell’applicazione dal momento che la metà degli Stati membri non ha ancora provveduto a attuarle.

Prossime tappe

In applicazione dell’articolo 10, paragrafo 1, del protocollo n. 36 dei trattati, attualmente la Commissione non può avviare i procedimenti di infrazione previsti dall’articolo 258 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea perché le tre decisioni quadro sono state adottate prima dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

Per lanciare i procedimenti di infrazione la Commissione dovrà quindi aspettare il 1° dicembre 2014.

La relazione di oggi ricorda pertanto agli Stati membri la necessità di provvedere a allineare ulteriormente la legislazione nazionale.

Contesto

Ogni anno decine di migliaia di cittadini dell’UE sono processati o condannati in un altro Stato membro. In attesa del processo, molto spesso i giudici emettono un’ordinanza di custodia cautelare per evitare che l’imputato non residente scappi e non si presenti in udienza. Nella stessa situazione, un cittadino residente beneficerebbe invece di misure cautelari più lievi, per esempio l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria o il divieto di espatrio.

Le tre decisioni quadro, intese quali pacchetto di norme coerenti e complementari sulla detenzione dei cittadini dell’UE in altri Stati membri, potrebbero ridurre il ricorso alla custodia cautelare o facilitare la riabilitazione sociale dei detenuti in un contesto transfrontaliero. Esistono infatti nessi operativi non solo tra le tre decisioni ma anche tra queste e la decisione quadro sul mandato d’arresto europeo.

Con il Libro verde sulla detenzione, pubblicato a giugno 2011, la Commissione ha voluto valutare in che misura la custodia cautelare e le condizioni carcerarie danneggino la fiducia reciproca e l’effettiva cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri e, in senso più ampio, che ruolo possa avere l’Unione in questo ambito (IP/11/702).

Dall’esame dei numerosi contributi ricevuti in risposta al Libro verde, si evince innanzitutto l’importanza di garantire un’attuazione adeguata e tempestiva dell’attuale normativa dell’UE mirata a promuovere soluzioni alternative alla detenzione.

Per ulteriori informazioni

Cartella stampa:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/criminal/news/140205_en.htm

Commissione europea — Giustizia penale — riconoscimento delle decisioni tra Stati membri dell’UE:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/recognition-decision/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Viviane Reding su Twitter: @VivianeRedingEU

La DG Giustizia su Twitter: @EU_Justice

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

Per il pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 6 7 8 9 10 11 o al seguente indirizzo e­mail

ALLEGATO: Stato di avanzamento dell’attuazione delle tre decisioni quadro negli Stati membri

TRASFERIMENTO DEI DETENUTI

(2008/909/GAI)

SOSPENSIONE CONDIZIONALE E SANZIONI ALTERNATIVE

(2008/947/GAI)

ORDINANZA CAUTELARE EUROPEA

(2008/829/GAI)

Termini per l’applicazione

5.12.2011

5.12.2011

1.12.2012

Austria

(1.1.2012)

(1.8.2013)

(1.8.2013)

Belgio

(18.6.2012)

(23.6.2013)

Bulgaria

(14.3.2012)

Repubblica ceca

(1.1.2014)

(1.1.2014)

(1.1.2014)

Cipro

Germania

Danimarca

(5.12.2011)

(5.12.2011)

(1.12.2012)

Estonia

Grecia

Spagna

Finlandia

(5.12.2011)

(5.12.2011)

(1.12.2012)

Francia

(7.8.2013)

Croazia

(1.7.2013)

(1.7.2013)

(1.7.2013)

Ungheria

(1.1.2013)

(1.1.2013)

(1.1.2013)

Irlanda

Italia

(7.9.2010)

Lituania

Lussemburgo

(1.3.2011)

Lettonia

(1.7.2012)

(1.7.2012)

(1.7.2012)

Malta

(1.1.2012)

Paesi Bassi

(1.11.2012)

(1.11.2012)

(1.11.2013)

Polonia

(1.1.2012)

(1.1.2012)

(1.12.2012)

Portogallo

Romania

(25.12.2013)

(25.12.2013)

(25.12.2013)

Svezia

Slovenia

(20.9.2013)

(20.9.2013)

(20.9.2013)

Slovacchia

(1.2.2012)

(1.2.2012)

(1.7.2013)

Regno Unito

(5.12.2011)

TOTALE:

18

14

12


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website