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Direttiva dell’UE sul diritto alla traduzione e all’interpretazione: gli ultimi due giorni per attuarla

European Commission - IP/13/995   25/10/2013

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 25 ottobre 2013

Direttiva dell’UE sul diritto alla traduzione e all’interpretazione: gli ultimi due giorni per attuarla

Fra due soli giorni sarà compiuto un passo concreto per la realizzazione dello spazio europeo di giustizia: il 27 ottobre scade il termine per attuare negli ordinamenti nazionali la prima direttiva dell’Unione europea sui diritti degli indagati nei procedimenti penali. La nuova legge garantisce ai cittadini arrestati o imputati di un reato il diritto di ottenere l’interpretazione nella propria lingua dinanzi a tutti i giudici dell’Unione e in ogni fase del procedimento penale, anche nei contatti con il proprio legale. Proposta dalla Commissione europea nel 2010 (IP/10/249), la direttiva è stata adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri nel tempo record di appena nove mesi (IP/10/1305).

“Questo può essere un momento storico per la giustizia in Europa: la prima legge mai adottata sui diritti dei cittadini a un processo equo diventerà una realtà concreta – purché gli Stati membri ottemperino ai loro obblighi giuridici”, ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia. “È la prima a entrare in applicazione di tre direttive proposte dalla Commissione per garantire il diritto a un processo equo ai cittadini, ovunque si trovino nell’UE, in patria o all’estero. La Commissione mantiene così la sua promessa di rafforzare i diritti dei cittadini in tutta Europa, e si aspetta che anche gli Stati membri rispettino i loro impegni. Presto riferiremo su come ciascuno avrà fatto il suo dovere, senza vergognarci di fare nomi: dopotutto, questa legge va al cuore dei diritti dei cittadini”.

Contesto

Ogni anno sono più di 8 milioni i procedimenti penali nell’Unione. Il 9 marzo 2010 la Commissione ha fatto il primo passo per stabilire norme comuni dell’UE per tutte le cause penali, proponendo regole che obbligano i paesi dell’UE a fornire agli indagati servizi completi di interpretazione e traduzione (IP/10/249, MEMO/10/70). La proposta è stata prontamente approvata sia dal Parlamento europeo, sia dagli Stati membri in sede di Consiglio (IP/10/1305). Agli Stati membri sono stati accordati tre anni per attuare queste regole, invece dei consueti due, affinché le autorità avessero il tempo di mettere a disposizione informazioni tradotte.

La direttiva sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali conferisce ai cittadini il diritto di essere sentiti, di partecipare alle udienze e di ricevere assistenza legale nella propria lingua in ogni fase del procedimento penale dinanzi a tutti i giudici dell’UE. La Commissione ha insistito sul diritto alla traduzione e all’interpretazione durante tutto il procedimento penale per assicurare l’osservanza della convenzione europea dei diritti dell’uomo, della giurisprudenza della Corte di Strasburgo e della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

I costi della traduzione e dell’interpretazione saranno a carico dello Stato membro e non dell’indagato. In assenza di norme minime comuni a garanzia di un processo equo, è improbabile che le autorità giudiziarie acconsentano a che un cittadino sia processato in un altro paese. Di conseguenza, le misure UE per contrastare la criminalità – quali il mandato di arresto europeo – rischiano di non essere pienamente applicate.

La direttiva sul diritto alla traduzione e all’interpretazione è la prima di una serie di misure a favore del processo equo, volte a stabilire norme europee comuni nelle cause penali. È stata seguita da una seconda direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, adottata nel 2012 (IP/12/575), e da una terza sul diritto di avere accesso a un avvocato, adottata nel 2013 (IP/13/921). La Commissione è fermamente decisa a continuare su questa strada nel settore della giustizia con un’altra serie di proposte in materia di diritti a un processo equo per i cittadini, prevista entro la fine del 2013.

Per ulteriori informazioni:

Commissione europea – diritto ad un processo equo: http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-rights/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia: http://ec.europa.eu/reding

La Vicepresidente su Twitter: @VivianeRedingEU

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)


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