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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 21 ottobre 2013

Reati commessi con armi da fuoco: azione più decisa da parte dell'UE

Negli ultimi anni sono balzati all'onore della cronaca tragici attacchi con armi da fuoco avvenuti in Europa, in particolare in Norvegia, Belgio, Finlandia, Francia o Italia per citare solo alcuni paesi. Nessun paese è escluso e in tutta l'UE ogni anno oltre mille persone sono uccise a colpi d'arma da fuoco e mezzo milione di armi da fuoco smarrite o rubate nell'UE non vengono ritrovate.

Oggi la Commissione presenta suggerimenti per ridurre i reati commessi con armi da fuoco in Europa, individuando azioni a livello dell'UE, attraverso la legislazione, le attività operative, la formazione e i finanziamenti dell'UE, per affrontare le minacce poste dall'uso illegale di armi da fuoco.

In questa occasione, la Commissione pubblica i risultati di un'indagine Eurobarometro che indica come il livello dei reati commessi con armi da fuoco sia probabilmente destinato ad aumentare nei prossimi cinque anni e come il 55% dei cittadini europei desideri norme più severe su chi è autorizzato a detenere, acquistare o vendere armi da fuoco.

"Tutte le settimane veniamo a conoscenza di nuovi reati commessi con armi da fuoco. Il fatto più preoccupante è che il dibattito circa l'uso e il traffico illegali di armi da fuoco in Europa è ancora troppo limitato. Il dibattito americano sull'ampia diffusione delle armi da fuoco è spesso più visibile, mentre invece dovremmo concentrarci su quanto accade a livello interno. C'è molto da fare anche qui in Europa affinché pistole, fucili e armi d'assalto non finiscano in mani criminali", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria europea per gli affari interni.

La Commissione presenta pertanto idee utili a colmare le lacune a livello dell'UE, in tutto il ciclo di vita delle armi, tra cui la produzione, la vendita, la detenzione, il commercio, l'immagazzinamento e la disattivazione, rispettando una lunga tradizione di uso legittimo delle armi da fuoco, come ad esempio in attività quali il tiro sportivo e la caccia.

Le norme comuni più severe a livello dell'UE in materia di disattivazione delle armi da fuoco potrebbero assicurare che, una volta dismesse, le armi da fuoco rimangano inutilizzate.

La Commissione si concentrerà su un approccio comune relativo alle modalità per contrassegnare le armi da fuoco con un numero di serie al momento della produzione, onde poter rintracciare più facilmente quelle utilizzate dai criminali.

È necessario prendere in considerazione una legislazione unionale che preveda norme minime comuni sulle sanzioni penali per garantire che le attività dissuasive siano efficaci in tutti gli Stati membri e che non vi siano lacune giuridiche a favore dei trafficanti. Tali norme potrebbero stabilire quali violazioni commesse con armi da fuoco debbano essere oggetto di sanzioni penali (fabbricazione illecita, traffico, manomissione dei marchi, detenzione illegale e intenzione di fornire armi da fuoco), nonché specificare il livello delle sanzioni che devono essere imposte dagli Stati membri.

La violenza da arma da fuoco potrebbe essere ridotta anche dal rafforzamento della direttiva concernente il mercato interno dell'UE per quanto riguarda il possesso di armi negli Stati membri, ad esempio limitando l'accesso ai modelli di armi particolarmente pericolosi per l'utilizzo civile. Saranno esaminate inoltre procedure per la concessione del porto d'armi per individuare soluzioni concrete.

Si dovranno effettuare in modo adeguato i controlli sulla vendita e la produzione illegali di armi da fuoco. La Commissione raccoglierà inoltre maggiori informazioni sulle nuove sfide tecnologiche, quali la vendita online di armi o la stampa tridimensionale delle loro componenti, ma anche su come ridurre il rischio di consegna illegale di armi da fuoco da parte dei servizi postali.

La Commissione esaminerà inoltre soluzioni affinché le armi provenienti da paesi terzi non siano utilizzate in modo improprio, attraverso l'assistenza tecnica, compreso il rafforzamento dei propri sistemi di controllo dell'esportazione delle armi, chiudendo le rotte dei contrabbandieri e gestendo meglio le riserve di armi militari.

Tali suggerimenti saranno ora discussi con il Parlamento europeo, gli Stati membri e i portatori d'interesse, al fine di valutare le diverse opzioni, tra cui l'azione legislativa.

Le priorità indicate si basano sugli scambi con le autorità di contrasto, sui pareri delle vittime di violenza da arma da fuoco, delle ONG e dei rivenditori e utilizzatori autorizzati di armi da fuoco, nonché sui risultati di un'indagine Eurobarometro e sulle risposte fornite in una consultazione pubblica.

Link utili

Link to Communication

MEMO/13/916

Sito web di Cecilia Malmström

Segui la commissaria Malmström su Twitter

Sito web della DG Affari interni

Segui la DG Affari interni su Twitter

Contatti:

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)


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