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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 2 ottobre 2013

Il futuro dell'Unione economica e monetaria: proposte della Commissione per approfondire l'integrazione sociale

La Commissione europea ha proposto la creazione di un nuovo quadro di valutazione che consenta una migliore e più tempestiva individuazione dei principali problemi occupazionali e sociali nel quadro del "Semestre europeo", meccanismo attraverso il quale ogni anno vengono elaborate le scelte di politica economica a livello dell'UE.

Nella comunicazione sulla dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria (UEM) adottata in data odierna dalla Commissione vengono avanzate anche le seguenti proposte: maggiore coinvolgimento dei sindacati e dei datori di lavoro, sia a livello dell'UE che a livello nazionale, nella definizione e attuazione delle raccomandazioni politiche nell'ambito del Semestre europeo e migliore utilizzo delle risorse di bilancio nazionali e dell'UE per alleviare il disagio sociale ed eliminare gli ostacoli alla mobilità del lavoro.

La comunicazione della Commissione, che segue il piano per un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita (IP/12/1272) del novembre 2012, alimenterà il dibattito sul futuro dell'UEM in occasione del Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre.

Il Presidente Barroso ha dichiarato: "Negli ultimi cinque anni l'UE ha compiuto enormi passi avanti in termini di governance economica, offrendo soccorso finanziario a molti Stati membri vulnerabili. Sin dall'inizio della crisi, abbiamo adottato azioni mirate per fronteggiare il disagio sociale che ha colpito alcuni settori delle nostre società. La gravità della crisi, in particolare nell'area dell'euro, ci ha tuttavia insegnato che dobbiamo collaborare ancora più strettamente per rimarginare le ferite sociali che essa ha prodotto. La comunicazione odierna, che si basa sulle norme già istituite nel quadro del Semestre europeo, mira a garantire una forte dimensione sociale nelle modalità di gestione della nostra Unione economica e monetaria. È un dovere che abbiamo nei confronti dei 26 milioni di disoccupati e di indigenti in Europa."

La comunicazione si concentra su tre aspetti:

  • rafforzamento della sorveglianza dei problemi occupazionali e sociali e del coordinamento delle politiche nel quadro del Semestre europeo;

  • rafforzamento della solidarietà e della mobilità del lavoro;

  • rafforzamento del dialogo sociale.

Sorveglianza e coordinamento

Il Semestre europeo stabilisce un calendario annuale e norme in materia di monitoraggio e coordinamento delle politiche economiche, mentre la strategia "Europa 2020" definisce per i 28 Stati membri dell'UE gli obiettivi sociali e occupazionali chiave per il prossimo decennio.

La comunicazione si concentra su questioni che attengono direttamente al buon funzionamento dell'UEM, nel pieno rispetto dell'agenda sociale generale che interessa l'intera UE. Le proposte della Commissione in essa contenute riguardano la creazione di un quadro di valutazione che consenta di seguire i principali sviluppi sociali e occupazionali, in modo da analizzare meglio e individuare più rapidamente i problemi principali prima che si manifestino. Il quadro di valutazione comprenderebbe i seguenti indicatori:

• il livello di disoccupazione e il suo andamento;

• il tasso di NEET (giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione) e il tasso di disoccupazione giovanile;

• il reddito lordo disponibile delle famiglie;

• il tasso di rischio di povertà riferito alla popolazione in età lavorativa;

• le disuguaglianze (rapporto S80/S20).

La comunicazione propone inoltre di integrare un numero limitato di indicatori occupazionali e sociali complementari nella relazione sul meccanismo di allerta che serve a individuare gli squilibri economici.

I dati dovrebbero alimentare l'elaborazione delle politiche e riflettersi, ad esempio, nell'esame economico approfondito che viene condotto sulla base della relazione sul meccanismo di allerta oppure nelle raccomandazioni specifiche per paese pubblicate ogni anno a primavera dalla Commissione europea.

Solidarietà e mobilità del lavoro

Si può migliorare la ripartizione dei finanziamenti UE disponibili rendendola più efficace, in modo da alleviare il disagio sociale nei paesi interessati da profonde riforme economiche. Per il periodo 2014-2020 la Commissione ha proposto che gli Stati membri destinino almeno il 20% della dotazione del Fondo sociale europeo (FSE) ad essi riservata per promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertà.

Il nuovo programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo di aiuti europei agli indigenti sono anch'essi strumenti importanti che possono dare il loro contributo.

Occorre inoltre impegnarsi per agevolare la mobilità del lavoro all'interno dell'Unione europea. Quasi un quarto dei giovani economicamente attivi nell'area dell'euro è disoccupato (24% nel luglio 2013), con enormi differenze nei tassi di disoccupazione giovanile tra un paese e l'altro (il più alto,62,9%, è registrato in Grecia e il più basso, 7,7%, in Germania), mentre meno del 4% della popolazione in età lavorativa nell'area dell'euro proviene da un altro Stato membro. Con la comunicazione la Commissione si impegna quindi a intervenire per ridurre i costi e gli ostacoli alla mobilità lavorativa nell'UE.

Dialogo sociale

Vi sono margini per migliorare la consultazione delle parti sociali in fasi chiave del processo decisionale nell'ambito del Semestre europeo. La Commissione si è impegnata a:

  • riunire le parti sociali dell'UE prima dell'adozione dell'analisi annuale della crescita ogni autunno;

  • organizzare, successivamente all'analisi annuale della crescita, un dibattito con le parti sociali dell'UE e i loro membri nazionali;

  • organizzare riunioni tecniche preparatorie prima del vertice sociale trilaterale di marzo e altre riunioni ad alto livello;

  • incoraggiare gli Stati membri a discutere con le parti sociali nazionali tutte le riforme collegate alle raccomandazioni specifiche per paese.

Contesto

La comunicazione si inquadra in un processo già in atto finalizzato a migliorare l'architettura della governance economica dell'UE e porta avanti le idee contenute nel piano della Commissione per un'UEM autentica e approfondita.

Risponde alla richiesta del Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012, che sollecitava la presentazione di possibili misure sulla dimensione sociale dell'UEM, dialogo sociale compreso.

Il Consiglio europeo di giugno 2013 ha ricordato la necessità di rafforzare la dimensione sociale, sottolineando l'importanza di monitorare meglio la situazione sociale e del mercato del lavoro in seno all'UEM, mediante l'utilizzo degli opportuni indicatori sociali e dell'occupazione nel quadro del Semestre europeo.

Il Consiglio europeo ha anche richiamato la necessità di assicurare un migliore coordinamento delle politiche occupazionali e sociali pur nel pieno rispetto delle competenze nazionali e ha ribadito il ruolo fondamentale delle parti sociali e del dialogo sociale, anche a livello nazionale.

Link utili

MEMO/13/837 Rafforzamento della dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria: le domande più frequenti

Internet del Presidente Barroso http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/president/

Sito web del Commissario Andor http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/andor/

Contatti:

Pia Ahrenkilde Hansen (+32 2 295 30 70)

Sarah Collins (+32 2 296 80 76)

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Simon O'Connor (+32 2 296 73 59)


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