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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 2 ottobre 2013

REFIT - Adatto alla crescita” – I prossimi e ambiziosi passi della Commissione per alleggerire la legislazione dell’UE

Se una regolamentazione a livello dell’UE è necessaria in molti settori, essa viene spesso accusata di soffocare le imprese, soprattutto le più piccole, o di interferire troppo con la vita quotidiana dei cittadini. Il 74% dei cittadini europei crede che l’Unione generi troppa burocrazia1. Per rispondere a queste preoccupazioni, gli anni scorsi la Commissione ha messo in atto uno sforzo coordinato per snellire la legislazione e per ridurre gli oneri normative. Nel discorso sullo stato dell’Unione 2013, tenuto l’11 settembre, il Presidente Barroso ha sottolineato l’importanza della regolamentazione intelligente e ha dichiarato che l’Unione europea ha bisogno di essere “grande per le grandi cose e piccola per le piccole cose.

Oggi la Commissione compie un altro importante passo per garantire che la legislazione europea sia proporzionata al suo scopo. In una comunicazione la Commissione – dopo aver passato al vaglio tutto il corpus legislativo dell’UE - espone in modo concreto, settore per settore, quali sono gli ambiti in cui interverrà ulteriormente per semplificare o per ritirare leggi europee, per alleggerire gli oneri gravanti sulle imprese e per facilitare l’attuazione delle normative. Sempre oggi, la Commissione ha inoltre annunciato l’intenzione di pubblicare un quadro di valutazione per seguire i progressi a livello europeo e nazionale a tale riguardo. Questo lavoro è al centro del programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (Regulatory Fitness and Performance Programme - REFIT).

Il Presidente Barroso ha dichiarato: “L’Europa contribuisce a trovare soluzioni alle grosse sfide che collettivamente stiamo affrontando. Per essere efficaci, però, dobbiamo essere sicuri di concentrarci sulle priorità giuste e di avere una giusta quantità di normative. Non tutto ciò che è buono lo è anche su scala europea: dobbiamo quindi riflettere due volte sul se, il quando e il dove intervenire a livello dell’UE”. Il Presidente ha aggiunto: “Con REFIT, la Commissione ha intrapreso la più vasta operazione mai compiuta finora per rendere la legislazione dell’UE più snella e più semplice. La nostra ferma applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità non metterà in discussione gli importanti benefici, per i cittadini e per le imprese, della regolamentazione dell’UE, in particolare le norme che costituiscono il fondamento del mercato unico. L’odierno pacchetto REFIT fornisce una prospettiva pragmatica sul futuro della regolamentazione in Europa, proprio pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2014”.

Nell’odierno documento “REFIT – Adeguatezza ed efficacia della regolamentazione: comunicazione sui risultati ottenuti e sulle prossime azioni”, la Commissione:

  • fornisce una panoramica di quanto realizzato recentemente per mantenere le leggi dell’UE adeguate alle loro finalità, semplificandole e riducendone i costi. Negli ultimi dieci anni la Commissione ha avviato importanti riforme fra cui figurano proposte per la riduzione dei costi di sviluppo della banda larga, la direttiva quadro in materia di acque, l’iniziativa del codice Schengen in materia di visti, la direttiva sui diritti dei consumatori, la direttiva sui servizi, il regolamento sul brevetto unitario e il codice doganale dell’Unione. Dal 2005, la Commissione ha approvato 660 iniziative di semplificazione, codificazione o rifusione. Più di 5.590 atti giuridici sono stati abrogati. La consultazione delle piccole e medie imprese sui dieci atti legislativi più gravosi dell’UE ha permesso di integrare le priorità delle imprese nel programma della Commissione relativo all’adeguatezza della regolamentazione. Per le piccole e medie imprese sono stati ad esempio introdotti miglioramenti concreti: i requisiti dell’apparecchio di controllo (tachigrafo) per il trasporto su strada sono in via di semplificazione, e gli oneri che le PMI devono sostenere nell’ambito del REACH sono stati ridotti del 35- 95%; una dichiarazione IVA standard sarà proposta ancora in ottobre. Fra il 2007 e il 2012 è stato ottenuta una diminuzione del 26% degli oneri amministrativi per le imprese, equivalente a un risparmio di 32,3 milioni di euro all’anno; oltre a ciò, misure per altri 5 miliardi aspettano di essere adottate dal colegislatore. La Commissione stessa ha superato l’obiettivo prefissato presentando proposte con un potenziale di riduzione degli oneri vicino ai 41 miliardi di euro (33%). Sfortunatamente una parte di tale potenziale, stimata a più di 3 miliardi di euro, è andata persa nel corso dell’iter legislativo poiché le proposte della Commissione sono state modificate. La promozione della fatturazione elettronica nel settore IVA così come le esenzioni o i regimi speciali per le PMI negli ambiti della contabilità, dei rifiuti elettronici e delle statistiche del commercio intra-UE sono fra i principali risultati del programma. E, soprattutto, è cambiato sensibilmente il modo in cui viene elaborata la regolamentazione: la Commissione ricorre sistematicamente alle valutazioni d’impatto, alle consultazioni delle parti interessate (comprese le parti sociali) e alle valutazioni ex-post, e le rafforzerà ulteriormente;

  • presenta importanti iniziative legislative per la semplificazione e la riduzione degli oneri in corso d’esame presso il colegislatore, ad esempio nei seguenti settori: salute degli animali, sicurezza dei prodotti di consumo, vigilanza del mercato, appalti pubblici, base imponibile consolidata comune per le società, sperimentazioni cliniche dei farmaci e viaggi “tutto compreso”;

  • elenca settori che necessitano di ulteriori azioni per il periodo 2013-14 ai fini della semplificazione della legislazione UE esistente attraverso modifiche e consolidamento (ad es informazione e consultazione dei lavoratori, statistiche delle imprese, diritto societario, introduzione di una dichiarazione IVA standard, misure zootecniche e normativa commerciale) e attraverso il follow-up delle raccomandazioni in materia di valutazione: un importante risultato del lavoro di vaglio della normativa è stata l’individuazione di settori che devono essere oggetto di una valutazione destinata a mettere in evidenza le misure per alleggerire gli oneri normativi, in modo da realizzare gli obiettivi UE al minor costo possibile e da trarre il maggior vantaggio possibile dalla regolamentazione europea. Da qui alla fine del 2014, la Commissione realizzerà o avvierà 47 valutazioni, “check-up” o altre relazioni allo scopo di ridurre gli oneri normativi. Uno sforzo particolare è compiuto nei settori dell’ambiente, impresa e industria e occupazione, con nuovi “check-up” nei seguenti settori: prodotti chimici non contemplati dal REACH, NATURA 2000, omologazione dei veicoli a motore, rifiuti, legislazione alimentare generale. Valutazioni incentrate sull’adeguatezza della regolamentazione sono state in particolare programmate per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, la direttiva sui lavoratori temporanei, la determinazione e gestione del rumore ambientale, i mezzi di ricorso negli appalti pubblici e il regime delle accise. La Commissione sta anche cominciando a pianificare la valutazione della coerenza del nuovo insieme di normative UE nel settore dei servizi finanziari;

  • individua i settori in cui intende ritirare proposte in corso e abrogare leggi UE esistenti. In linea generale si possono distinguere i seguenti casi: 1) settori in cui la Commissione continua a lavorare valutando i problemi, ma in cui ha deciso di non presentare proposte, ad esempio la legislazione che riguarda la protezione e la medicina del lavoro per gli acconciatori, attualmente soggetta a valutazione, i disturbi muscoloscheletrici, gli schermi e il fumo di tabacco nell’ambiente; 2) la legislazione che non è più necessaria dati gli sviluppi, e per cui la Commissione intende proporre l’abrogazione. Sono previste dieci proposte di abrogazione di leggi, ad esempio per quanto riguarda i veicoli per il trasporto su strada puliti ed efficienti sul piano energetico, l’approvvigionamento di petrolio greggio e prodotti petroliferi, la classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi e le statistiche dell’acciaio; 3) proposte che si sono arenate nella procedura di codecisione e per cui vi sono poche realistiche possibilità di avanzamento. La Commissione prenderà in considerazione l’idea di ritirare proposte rientranti in questa categoria, fra cui la direttiva “Suolo”, una direttiva che prevede una semplificazione degli obblighi IVA, una proposta sullo statuto di società privata europea2, il regolamento sulle statistiche dell’acciaio e l’installazione a posteriori di specchi sui veicoli commerciali pesanti;

  • delinea nuove azioni orizzontali per adeguare il diritto dell’UE alle finalità per cui viene elaborato. La Commissione intende ad esempio recensire gli obblighi amministrativi derivanti dalla legislazione UE e dalla sua attuazione a livello nazionale e riesaminarli periodicamente per vedere se è possibile ridurli. Sarà promosso un migliore scambio di prassi fra Stati membri per rendere più snella possibile l’attuazione a livello nazionale della legislazione UE. La Commissione intraprenderà inoltre apposite azioni per facilitare l’esecuzione dei nuovi obblighi, in particolare in settori di specifico interesse per le PMI, e recensirà tutte le iniziative legislative REFIT, inclusi ritiri, abrogazioni e consolidamenti, nel suo programma di lavoro annuale. Le imprese, comprese le PMI, e tutte le altre parti interessate potranno suggerire ambiti in cui vedono possibilità di realizzare dei “check-up”;

  • annuncia la pubblicazione annuale di un quadro di valutazione REFIT per seguire i progressi a livello europeo e nazionale e per facilitare il dialogo sull’adeguatezza della regolamentazione con i cittadini, gli Stati membri, le imprese e la società civile in generale.

Prossime tappe

Per realizzare con successo l’impegno verso una regolamentazione intelligente, il Parlamento europeo e il Consiglio devono far prova dello stesso livello di ambizione, in modo che le misure proposte per semplificare e ridurre gli oneri normativi possano essere adottate rapidamente; a questo scopo, la Commissione metterà in atto ogni sforzo con le altre istituzioni. Continuerà anche a cooperare strettamente con gli Stati membri e le parti interessate per raccogliere pareri e suggerimenti sull’adeguatezza della regolamentazione che possano essere trattati nell’ambito del programma REFIT, e per migliorarne l’efficacia.

Contesto

L’11 settembre, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, il Presidente Barroso ha dichiarato: “Sono un fermo sostenitore della sussidiarietà. La sussidiarietà non è un concetto tecnico ma un principio democratico fondamentale. Per rinsaldare l’unione tra i cittadini europei occorre che le decisioni siano adottate nel modo più trasparente e più vicino alla gente. Non tutto va deciso a livello europeo. L’Europa deve intervenire solo quando può apportare valore aggiunto. Se non può, non si deve immischiare. L’Unione europea deve essere grande per le grandi cose e piccola per le piccole cose - un aspetto che può esserci sfuggito in passato. L’UE deve avere la capacità di fissare priorità positive e negative. Come ogni governo, deve avere particolare cura della qualità e della quantità delle norme che emana, secondo la massima di Montesquieu: “les lois inutiles affaiblissent les lois nécessaires”. [le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie]. Esistono però settori particolarmente importanti in cui l’Europa deve essere più integrata e più unita. Settori in cui solo un’Europa forte può ottenere risultati.”

La regolamentazione a livello UE apporta un valore aggiunto in settori come la concorrenza, il commercio e il mercato interno, per instaurare condizioni uniformi che creino opportunità per le imprese e i consumatori. Protegge inoltre la salute, la sicurezza e i diritti dei cittadini. La legislazione dell’UE crea un quadro comune, sostituendo o armonizzando ventotto legislazioni nazionali differenti, e consente agli Stati membri dell’Unione europea di lavorare insieme per risolvere i problemi transfrontalieri.

La regolamentazione intelligente è un processo continuo, non un’operazione una tantum. Garantire che la legislazione dell’UE sia adatta alle sue finalità è essenziale se si vuole rimettere l’Europa sulla strada della crescita e dell’occupazione. Per questo motivo la Commissione ha avviato nel dicembre 2012 il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (Regulatory Fitness and Performance Programme - REFIT). REFIT traduce l’impegno della Commissione a realizzare un quadro normativo semplice, chiaro, stabile e prevedibile per le imprese, i lavoratori e i cittadini, che andrà a vantaggio sia dei cittadini che delle imprese, purché anche le altre istituzioni e gli Stati membri mostrino un uguale livello di ambizione.

Ulteriori informazioni

Per maggiori esempi e informazioni: MEMO/13/833

Testo della comunicazione, allegato, infografie e altre informazioni: http://ec.europa.eu/refit

Twitter: #EUfit4growth, #EU4citizens, #EU4business

Sulla regolamentazione intelligente in generale:

http://ec.europa.eu/smart-regulation/index_it.htm

Contatti:

Pia Ahrenkilde Hansen (+32 2 295 30 70)

Jens Mester (+32 2 296 39 73)

1 :

Si vedano i risultati del sondaggio Eurobarometro 79 (Domanda QA16.4 a pag. 59: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/eb/eb79/eb79_anx_en.pdf)

2 :

La Commissione sta prendendo in considerazione l’idea di presentare una nuova proposta.


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