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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 2 ottobre 2013 -

Situazione occupazionale e sociale dell’UE: la rassegna trimestrale sottolinea la fragilità della ripresa economica e un divario persistente all'interno dell'UEM

Una fragile ripresa economica potrebbe cominciare ad attecchire nell’Unione europea, ma esistono divergenze persistenti fra i paesi, in particolare all’interno della zona euro, secondo quanto emerge dall'ultima rassegna trimestrale sulla situazione occupazionale e sociale pubblicata dalla Commissione europea. La rassegna sottolinea inoltre che le condizioni sociali e del mercato del lavoro restano critiche e che per realizzare l'obiettivo di una crescita inclusiva saranno necessari ulteriori investimenti strategici e riforme strutturali.

La Commissione ha affrontato queste divergenze mediante il Pacchetto sull'occupazione dell'aprile 2012, una serie di raccomandazioni specifiche per paese volte a far fronte alla segmentazione del mercato del lavoro, a promuovere riforme fiscali favorevoli all'occupazione, a garantire una maggiore efficacia dei servizi pubblici per l'impiego e a adeguare i sistemi di istruzione e di formazione per rispecchiare le necessità dei datori di lavoro; il suddetto pacchetto contiene inoltre la Garanzia per i giovani, che comprende gruppi d'azione incaricati di aiutare gli Stati membri a orientare l'allocazione dei fondi strutturali UE per affrontare il problema della disoccupazione giovanile e per adottare misure atte ad agevolare la libera circolazione dei lavoratori, quali la riforma della rete EURES per la ricerca di un impiego. Queste misure saranno integrate dallo sviluppo di una dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria (UEM), attraverso una maggiore efficacia nel monitoraggio e nella valutazione dei potenziali squilibri occupazionali e sociali; l'argomento è oggetto una comunicazione che la Commissione adotterà il 2 ottobre.

László Andor, Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, ha commentato: "Non c'è spazio per l’autocompiacimento: troppe persone si trovano a subire le gravi conseguenze sociali della crisi, e dobbiamo accelerare gli investimenti sociali e il sostegno alla creazione di posti di lavoro. Una ripresa sostenibile richiede ulteriori progressi nella riforma dell'Unione economica e monetaria, il che significa anche prestare maggiore attenzione all’occupazione ed ai problemi sociali e coordinare più da vicino le politiche occupazionali e sociali. Dobbiamo essere in grado di individuare e affrontare le principali sfide occupazionali e sociali, invece di lasciare che si aggravino le disparità all'interno dell'Europa."

Sebbene si siano alcuni segnali di una timida ripresa, la rassegna trimestrale sottolinea che le condizioni sociali e del mercato del lavoro rimangono molto difficili:

  1. il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli senza precedenti – con una media del 23% per l’UE nel suo complesso, che raggiunge il 63% in Grecia;

  2. il tasso di disoccupazione di lunga durata è aumentato nella maggior parte degli Stati membri ed ha raggiunto un livello record in tutta l'UE. Sono aumentati la disoccupazione strutturale e gli squilibri, sia quantitativi che qualitativi, tra la domanda e l'offerta di manodopera;

  3. la perdita netta di posti di lavoro ha coinciso con l'aumento degli impieghi precari — sono infatti cresciuti i lavori a tempo parziale, specie il part-time involontario, sebbene la quota di contratti a tempo determinato nell'UE sia diminuita, vittima anch'essa della contrazione economica.

  4. La povertà è aumentata nell’UE dal 2007. I redditi delle famiglie sono in declino e il 24,2% della popolazione dell’UE è ora a rischio di povertà o di esclusione. I bambini sono particolarmente colpiti, in quanto sono aumentati sia la disoccupazione sia il numero di famiglie senza lavoro, oltre alla povertà lavorativa.

C'è bisogno di ulteriori investimenti e riforme sociali

In questa fase di avvio della ripresa economica le politiche attive del mercato del lavoro, come gli incentivi all’assunzione, la riduzione dell’imposizione fiscale per i lavoratori a bassa retribuzione, l'assistenza personalizzata per la ricerca di un lavoro e la formazione, sono fattori decisivi nel facilitare l'accesso all'occupazione per molte persone e nell'impedire che i disoccupati di lungo termine e le persone alla fine del loro corso di studi rinuncino a cercare un impiego. Un maggior numero di persone occupate contribuisce ad una maggiore stabilità dei bilanci e all'aumento della capacità di spesa delle famiglie, consentendo così una solida ripresa delle attività produttive.

Occorre dedicare particolari energie all'attuazione della Garanzia per i giovani, iniziativa adottata dal Consiglio dei ministri dell'UE nell'aprile 2013 e approvata dal Consiglio europeo del 27/28 giugno. Per molti paesi, tale iniziativa richiederà riforme strutturali quali il rafforzamento dei servizi pubblici per l’impiego, l’istituzione di solide partnership tra le autorità pubbliche preposte all’occupazione e all’istruzione, nonché maggiori investimenti in programmi di formazione e di apprendistato. Nei prossimi mesi gli Stati membri dovranno presentare i rispettivi piani nazionali di attuazione della Garanzia per i giovani.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre continuare a modernizzare i rispettivi sistemi previdenziali nazionali per aumentare l’efficienza delle risorse disponibili ed ottenere il massimo risultato in termini di inclusione economica e sociale. I sistemi di protezione sociale dovrebbero rispondere alle esigenze delle persone in tutti i momenti critici della loro vita. La Commissione ha fornito indicazioni per migliorare gli investimenti sociali attraverso il Pacchetto sugli investimenti sociali, adottato nel febbraio 2013, che contiene raccomandazioni specifiche per affrontare il problema della povertà infantile e dei senzatetto (IP/13/125, MEMO/13/117, MEMO/13/118).

Il divario tra i paesi della zona euro pregiudica l'UEM

L’ultima rassegna trimestrale sottolinea l'esistenza di divergenze persistenti tra i paesi, specialmente all'interno della zona euro:

  1. il tasso di disoccupazione nelle regioni meridionali e periferiche della zona euro ha raggiunto una media del 17,3% nel 2012, rispetto al 7,1 % nelle regioni settentrionali e centrali della zona euro;

  2. il tasso medio di giovani non occupati né impegnati in corsi di studio o formazione (cosiddetti NEET) ha raggiunto il 22,4% nelle regioni meridionali e periferiche, contro l’11,4% in quelle settentrionali e centrali;

  3. La povertà è aumentata nei due terzi degli Stati membri, ma non nel terzo restante.

Le divergenze economiche e sociali rappresentano le sfide principali per l’UEM. Gli scarsi risultati in campo sociale ed occupazionale non solo colpiscono gli Stati membri direttamente interessati, ma si estendono anche ai paesi che hanno conseguito migliori risultati attraverso una riduzione della domanda aggregata e della produttività e un aumento dei tassi di interesse dovuto all'instabilità politica e ad un'erosione della fiducia nell'euro e nell'UE.

Un'Unione economica e monetaria solida, caratterizzata da una dimensione sociale, richiede un miglioramento del controllo e della valutazione dei potenziali squilibri sociali e occupazionali di maggior rilievo per gli Stati membri, associato ad un maggiore coordinamento delle politiche occupazionali e sociali con l'obiettivo di garantire, nell'interesse dell'UEM nel suo complesso, una risposta efficace e tempestiva a tali problemi. La raccomandazione Garanzia per i giovani e l’accordo di avviare un’iniziativa per l’occupazione giovanile, con una dotazione di 6 miliardi di EUR, sono esempi di questa azione collettiva che si propone di risolvere un’importante sfida occupazionale e sociale che colpisce in modo sproporzionato alcune parti dell’UEM.

Tali questioni vengono affrontate nella comunicazione sulla dimensione sociale della UEM adottata dalla Commissione il 2 ottobre– — cfr. IP/13/893).

Altre informazioni

Rassegna trimestrale sulla situazione occupazionale e sociale

Pacchetto di investimenti sociali

Pacchetto per l'occupazione giovanile

Pacchetto sull'occupazione

Analisi sociale ed occupazionale

Sito web di László Andor

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Cécile Dubois (+32 2 295 18 83)


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