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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 19 settembre 2013

Lotta contro le frodi: un nuovo studio conferma che il divario IVA causa perdite di miliardi

Uno studio recente sul divario IVA negli Stati membri rivela che, secondo le stime, nel 2011 sono andati perduti 193 miliardi di entrate IVA (l’1,5% del PIL) a causa della mancata riscossione dell’IVA o di inadempienze. Lo studio è stato finanziato dalla Commissione come parte della sua opera di riforma del sistema dell’IVA in Europa e della più ampia campagna di lotta contro l’evasione fiscale. Lo studio espone dati dettagliati sul divario tra l’IVA dovuta e quella effettivamente riscossa in 26 Stati membri tra il 2000 e il 2011 e illustra le principali cause di tale divario oltre a proporre una rassegna degli effetti della crisi economica sulle entrate IVA.

Algirdas Šemeta, commissario per la fiscalità, ha dichiarato: “L’importo IVA che va perduto è inaccettabile, in particolare se si considera l’importanza che potrebbero avere tali somme per rimpolpare le finanze pubbliche. Tuttavia, dai risultati dello studio emerge anche un messaggio positivo: la nostra ambiziosa riforma del sistema dell’IVA, le misure dell’UE per combattere l’evasione fiscale e le nostre raccomandazioni per le riforme fiscali nazionali vanno tutte nella giusta direzione. Conosciamo il problema, ne abbiamo individuato le soluzioni e adesso è ora che gli Stati membri agiscano. I dati attuali serviranno come base per valutare i progressi del rispetto della normativa in materia di IVA negli anni a venire”.

Il divario IVA è la differenza tra le entrate IVA previste e quelle effettivamente riscosse dalle autorità nazionali. Se il mancato rispetto della normativa in materia è indubbiamente un fattore che contribuisce notevolmente a tale ammanco delle entrate, il divario IVA non è dovuto unicamente a frodi. Il mancato pagamento dell’IVA è dovuto anche a fallimenti e insolvenze, errori statistici, pagamenti ritardati ed elusione legale, per non citare che alcune motivazioni. Quindi, per eliminare tale divario occorre un approccio che agisca a diversi livelli.

Prima di tutto, sono fondamentali una presa di posizione più severa nei confronti dell’evasione e una più rigorosa attuazione delle disposizioni a livello nazionale. La riforma del sistema IVA, avviata nel dicembre 2011, ha già provveduto a dotare di importanti strumenti per una migliore protezione contro le frodi in materia di IVA (si veda l’IP/11/1508). Per esempio, il meccanismo di reazione rapida, adottato nel luglio 2013, permetterà agli Stati membri di reagire molto più tempestivamente ed efficacemente a imprevisti casi di frode in materia di IVA su grande scala (si veda l’IP/12/868).

In secondo luogo, più il sistema è semplice, più è facile per i contribuenti attenersi alle regole. Pertanto, la Commissione ha concentrato i propri sforzi sulla semplificazione del sistema IVA per le imprese in tutta l’Europa. Per esempio, all’inizio dell’anno sono entrate in vigore nuove misure per facilitare la fatturazione elettronica e disposizioni speciali per le piccole imprese (si veda l’IP/12/377) e, nelle prossime settimane, sarà proposto un modello standard di dichiarazione IVA per tutta la UE. Dal 1° gennaio 2015 comincerà a funzionare uno sportello unico per le imprese che forniscono servizi di commercio elettronico e di telecomunicazione. Semplificando significativamente le procedure IVA per tali imprese e permettendo loro di presentare un’unica dichiarazione IVA per l’insieme delle loro attività nell’Unione, lo sportello incoraggerà un maggiore rispetto per le regole (si veda l’IP/12/17).

Infine, gli Stati membri devono riformare i loro sistemi fiscali nazionali in modo da agevolare l’ottemperanza delle norme, scoraggiare l’evasione e l’elusione e migliorare l’efficacia della riscossione fiscale. La Commissione ha fornito chiari orientamenti in materia con le raccomandazioni specifiche per paese (si veda lo SPEECH/13/480). Inoltre, la relazione di oggi mette in luce il fatto che le aliquote IVA standard più elevate e i sistemi fiscali complicati con aliquote multiple possono contribuire alle inadempienze. Pertanto, occorre prestare particolare attenzione ai ripetuti inviti che la Commissione ha rivolto agli Stati membri chiedendo loro di allargare le basi imponibili nazionali e di limitare le esenzioni e riduzioni fiscali. Ciò non solo contribuirebbe a semplificare i sistemi fiscali, ma permetterebbe agli Stati membri di evitare le impennate delle aliquote fiscali standard.

Contesto

Nel dicembre 2011 la Commissione ha presentato una strategia globale per riformare il sistema IVA in Europa (si veda l’IP/11/1508; MEMO/11/874).

L’ultimo studio sul divario IVA nell’UE è stato pubblicato nel 2009 e presenta dati relativi al periodo 2000-2006 (si veda l’IP/09/1655).

Per ulteriori informazioni si veda il MEMO/13/800.

Il testo integrale della relazione è consultabile al seguente indirizzo internet:

http://ec.europa.eu/taxation_customs/common/publications/studies/index_en.htm.

Contatti:

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)


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