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Informazione e consultazione sul lavoro: la Commissione valuta le norme dell’UE

Commission Européenne - IP/13/747   26/07/2013

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 26 luglio 2013 -

Informazione e consultazione sul lavoro: la Commissione valuta le norme dell’UE

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di una valutazione volta ad individuare oneri eccessivi, sovrapposizioni, lacune e incoerenze eventualmente intervenuti in seguito all'adozione di tre direttive dell’Unione in materia di informazione e di consultazione dei lavoratori. La valutazione delle politiche, anche nota come "check-up", verte sulla direttiva in materia di licenziamenti collettivi, sulla direttiva in materia di trasferimenti di imprese e sulla direttiva che stabilisce un quadro generale relativo all'informazione ed alla consultazione dei lavoratori nella CE. Dalla relazione risulta che le tre direttive dell’Unione sono sostanzialmente pertinenti, efficaci, coerenti ed in sinergia tra di loro e che i benefici da esse prodotti sono verosimilmente preponderanti rispetto ai costi.

L'informazione e la consultazione dei lavoratori rivestono un'importanza fondamentale nell'anticipare i cambiamenti e nel gestire la ristrutturazione adeguatamente ed in modo socialmente responsabile. Costituiscono un diritto sociale fondamentale che contribuisce a mitigare i conflitti, a creare un clima più cooperativo sul luogo di lavoro e a promuovere la competitività.

Il check-up si avvale di un approccio basato su dati concreti che interessa aspetti giuridici, economici e sociali. L'esercizio ha visto il pieno coinvolgimento dei governi dell’UE/SEE e le organizzazioni dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Sebbene in base alla valutazione le direttive risultino in generale idonee all'obiettivo perseguito, sono emerse alcune carenze relative alla loro portata ed applicazione. Per quanto riguarda la portata, una quota significativa della forza lavoro non è contemplata nelle disposizioni delle direttive per via dell’esclusione delle piccole imprese, dell’amministrazione pubblica e dei marittimi.

Restano inoltre da compiere progressi relativamente all'applicazione, specialmente in paesi con tradizioni meno avanzate, promuovendo una cultura dell'informazione e della consultazione tra le parti sociali, consolidando le istituzioni, favorendo accordi in materia di informazione e di consultazione, diffondendo buone pratiche, incentivando attività di sensibilizzazione e garantendo l’effettiva applicazione delle norme.

Il "check-up" assume la forma di un documento di lavoro dei servizi della Commissione che individua una serie di possibili risposte per ovviare alle carenze delle direttive in base alle buone pratiche per ottenere un dialogo sociale significativo che coinvolga diversi attori a diversi livelli. Mette in evidenza i settori che vanno sottoposti ad ulteriore esame e discussione e che possono in futuro portare ad un consolidamento delle tre direttive previa consultazione delle parti sociali europee.

Contesto

Nell’ambito del programma di lavoro per il 2010 la Commissione ha avviato il riesame della legislazione dell’UE in settori strategici selezionati mediante attività di "check-up" al fine di mantenere la normativa in vigore idonea agli obiettivi perseguiti. Gli esercizi pilota sono iniziati nel 2010 ed hanno interessato quattro settori: occupazione e politica sociale, ambiente, trasporti e politica industriale.

Nel settore dell’occupazione e delle politiche sociali è stato selezionato un gruppo di tre direttive in materia di informazione e consultazione dei lavoratori a livello nazionale/aziendale:

  • la direttiva 98/59/CE sui licenziamenti collettivi;

  • la direttiva 2001/23/CE sui trasferimento di imprese;

  • la direttiva 2002/14/CE che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori nella Comunità europea.

Queste tre direttive dell’Unione attuano il fondamentale diritto sociale all'informazione ed alla consultazione e stabiliscono in modo flessibile prescrizioni minime che consentono agli Stati membri di applicare disposizioni più favorevoli ai lavoratori. Sono inoltre in grado di promuovere la fiducia tra le parti sociali, coinvolgere i lavoratori alle decisioni che li riguardano, proteggerli, risolvere problemi di lavoro, contribuire ad aumentare l’adattabilità e l’occupabilità, migliorare il rendimento a livello di personale e di azienda e garantire una maggiore parità di condizioni tra imprese.

Le direttive originarie in materia di licenziamenti collettivi e di trasferimento di imprese risalgono agli anni '70. Ciascuna è stata modificata una sola volta ed è stata successivamente consolidata. La terza direttiva che istituisce un quadro generale è la più recente (2002) e non ha subito alcuna modifica.

La valutazione evidenzia che gli effetti e l'efficacia delle direttive dipendono dalla situazione esistente prima del recepimento nonché da diversi altri fattori quali il paese e il suo sistema di relazioni industriali, le dimensioni dello stabilimento, la cultura del dialogo sociale, gli atteggiamenti delle parti sociali o il sostegno dei dipendenti.

Per ulteriori informazioni

Sezione "notizie" sul sito web della DG Occupazione

Sito web di László Andor

Per seguire László Andor su Twitter

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Contatti

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Cécile Dubois (+32 2 295 18 83)


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