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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 24 luglio 2013

Lotta alle frodi: la relazione annuale sottolinea l'esigenza di adottare misure incisive per tutelare il bilancio dell'Unione europea

Secondo la relazione annuale della Commissione sulla "tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea", nel 2012 le frodi ai danni del bilancio dell'UE sono lievemente aumentate rispetto al 2011. Sul fronte della spesa, le frodi hanno interessato in totale 315 milioni di euro di fondi UE, pari allo 0,25% del bilancio di spesa, contro 295 milioni di euro l'anno precedente. Questo aumento è dovuto quasi esclusivamente a due casi di frode a danno dei fondi preadesione, che riguardano importi molto consistenti. Sul fronte delle entrate di bilancio, le frodi presunte o accertate sono ammontate a 77,6 milioni di euro, pari allo 0,42% delle risorse proprie tradizionali riscosse complessivamente per il 2012, contro 109 milioni di euro l'anno precedente.

Nel 2012 la Commissione ha intrapreso diverse iniziative di rilievo per intensificare la lotta contro le frodi. Oltre all'attuazione della nuova strategia antifrode (IP/13/530), l'anno scorso sono stati compiuti notevoli progressi, tra cui:

  • la proposta di creare una Procura europea (IP/13/709). Questa nuova istituzione potenzierà notevolmente le indagini e le azioni penali sulle pratiche criminali a danno del bilancio dell'UE;

  • il nuovo regolamento OLAF, che rafforzerà l'ufficio antifrode dell'UE (MEMO/13/651);

  • una comunicazione su come migliorare ulteriormente la gestione dell'OLAF, basandosi sulla riforma concordata dell'Ufficio e tenendo conto della proposta sulla Procura europea (IP/13/709);

  • la proposta sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione attraverso il diritto penale (IP/12/767). Anche l'armonizzazione delle definizioni dei reati a danno del bilancio dell'UE e l'introduzione di sanzioni minime contro questi reati potrebbero contribuire in misura considerevole a tutelare i fondi e a scoraggiare le frodi in tutta l'Unione.

La relazione odierna esamina inoltre le misure adottate nel 2012 dagli Stati membri per proteggere il bilancio dell'UE e prende atto dei buoni risultati ottenuti in alcuni settori. La Commissione sottolinea tuttavia la necessità di armonizzare e rafforzare ulteriormente le politiche degli Stati membri per garantire che le frodi siano contrastate in misura equivalente in tutta l'Unione. Agli Stati membri sono rivolte diverse raccomandazioni per migliorare la prevenzione e l'individuazione delle frodi.

Algirdas Šemeta, commissario per la Fiscalità e l'unione doganale, le statistiche, l'audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato: "La Commissione sta innalzando il livello della lotta contro le frodi nell'Unione europea. Le proposte che abbiamo presentato negli ultimi dodici mesi, e in particolare quella sulla creazione della Procura europea, possono infliggere un duro colpo agli autori di frodi in tutta Europa. Ora gli Stati membri devono dimostrare il loro impegno a combattere le frodi a danno del bilancio UE. Li esorto a dar prova di maggior determinazione a livello interno e a sostenere le nuove misure a livello di UE. Ogni centesimo recuperato dagli autori delle frodi può essere speso in modo vantaggioso per tutti."

Contesto

Conformemente all'articolo 325 del TFUE, la Commissione presenta annualmente una relazione sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE, al fine di riferire in merito alle misure adottate per combattere le frodi che colpiscono i fondi UE. La relazione, che riporta le informazioni sui casi di frode sospetta o confermata segnalati dagli Stati membri e relativi all'intero bilancio dell'UE (ovvero sia le entrate che le voci di spesa), contribuisce a determinare quali siano i settori maggiormente a rischio, per individuare azioni mirate sia a livello UE che a livello nazionale.

Oltre ai dati su frodi e irregolarità segnalate, recuperi, correzioni finanziarie e livelli di segnalazione negli Stati membri, la Commissione e gli Stati membri procedono ogni anno a un'analisi approfondita di un settore specifico; in questo caso è stata scelta l'agricoltura, dove si registrano miglioramenti nei sistemi di controllo finanziario e gestione del rischio, ad esempio per quanto riguarda le disposizioni giuridiche e gli orientamenti, le procedure amministrative e la collaborazione tra le autorità nazionali. Le risposte degli Stati membri confermano tuttavia quanto già rilevato in passato, cioè che gli Stati membri devono migliorare il monitoraggio dei risultati delle indagini amministrative e penali.

Per ulteriori informazioni:

Sito web di Algirdas Šemeta, commissario UE per la Fiscalità e l'unione doganale, l'audit e la lotta antifrode:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm

La relazione è consultabile al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/anti_fraud/about-us/reports/communities-reports/index_en.htm

MEMO/13/720

Contatti:

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)


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