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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 17 luglio 2013

Per difendere il denaro dei contribuenti la Commissione propone una Procura europea e rafforza le garanzie procedurali dell'OLAF

Con la proposta odierna la Commissione europea prende l'iniziativa di migliorare l'azione penale nei confronti di chi deruba i contribuenti dell'Unione, istituendo una Procura europea. Sarà competenza esclusiva della nuova Procura europea individuare, perseguire e se del caso rinviare a giudizio — dinanzi agli organi giurisdizionali degli Stati membri — gli autori dei reati a danno del bilancio dell'Unione. Sarà un’istituzione indipendente, soggetta a controllo democratico.

José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Come promesso nel discorso sullo stato dell'Unione del 2012, la Commissione propone oggi di istituire una Procura europea. Con questa iniziativa la Commissione conferma il suo impegno a garantire il rispetto dello stato di diritto: il denaro dei contribuenti sarà ben più tutelato e sarà più efficace la lotta contro le frodi a danno dei fondi dell'Unione. La Commissione ha onorato anche l'impegno di rafforzare le procedure dell'OLAF in relazione alle garanzie procedurali, in linea con le garanzie che applicherà la nuova Procura europea."

"Con questa proposta la Commissione europea mantiene la promessa di applicare una politica di tolleranza zero nei confronti delle frodi al bilancio dell'Unione. Quando si parla di denaro pubblico, ogni singolo euro conta - ancor più oggi con la crisi economica che attraversiamo" , ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia. "Chi approfitta delle debolezze del sistema per rubare soldi al contribuente non può restare a piede libero solo perché non abbiamo i mezzi giusti per fermarlo. Perché sia chiaro: se non siamo noi - Unione europea - a proteggere il bilancio federale, chi lo farà al posto nostro? Chiedo agli Stati membri e al Parlamento europeo di schierarsi a favore di questo importante progetto in modo che la Procura europea possa assumere le sue funzioni già dal 1° gennaio 2015."

"La Procura europea sarà garante del ruolo prioritario che deve assumere la protezione del bilancio dell'Unione in tutta Europa, e colmerà il divario tra i sistemi penali degli Stati membri – le cui competenze si arrestano ai confini nazionali – e gli organismi dell’Unione – che non hanno il potere di svolgere indagini penali ", ha dichiarato Algirdas Šemeta, Commissario europeo per la Lotta antifrode. "Nel frattempo, l’OLAF proseguirà la sua importante azione di contrasto alla frode nei settori che non saranno di competenza della Procura. Le idee che abbiamo presentato oggi per migliorarne la governance, aggiunte alla recente riforma, faranno dell'OLAF un organo più efficiente e responsabile del lavoro svolto. Ne risulterà così accresciuta la nostra capacità di dissuadere i potenziali frodatori e combattere la frode a danno dell'Unione."

La logica della nuova Procura europea è semplice: a fronte di un "bilancio federale" — alimentato da fondi di tutti gli Stati membri e amministrato in base a norme comuni — occorrono "strumenti federali", in grado di proteggere efficacemente quel bilancio in tutta l’Unione. Attualmente la lotta contro la frode a danno dell'Unione si scontra con livelli di protezione e contrasto molto difformi da un paese all'altro. Il tasso di successo delle azioni penali riguardanti reati a danno del bilancio dell’Unione varia notevolmente da uno Stato membro all’altro, con una media UE appena del 42,3% (cfr. allegato). In molti casi l'azione penale non viene nemmeno avviata, lasciando gli autori delle frodi liberi di approfittare delle maglie larghe del sistema per intascare il denaro dei cittadini. E anche quando la macchina giudiziaria si attiva, è grande la disparità tra gli Stati membri in termini di numero di condanne per reati a danno del bilancio dell’Unione.

La Procura europea si accerterà che sia istruito e portato a termine ogni singolo caso di presunta frode a danno del bilancio dell’Unione, in modo che chiunque frodi sappia che sarà perseguito e processato. E questo avrà un forte effetto deterrente.

Ai sensi dei trattati europei, la Danimarca non parteciperà all'iniziativa e nemmeno il Regno Unito e l'Irlanda, salvo che decidano volontariamente e in modo esplicito di concorrervi (opt in).

In parallelo, la Commissione propone di riformare l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e presenta una comunicazione sulla governance dell’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF).

Una struttura decentrata ed efficiente in termini di costi

La Procura europea avrà una struttura decentrata e integrata nei sistemi giudiziari nazionali. I procuratori europei delegati svolgeranno le indagini e avvieranno le azioni penali nel rispettivo Stato membro avvalendosi del personale nazionale e applicando le leggi nazionali. Saranno coordinati dal procuratore europeo, che così facendo assicurerà un'uniformità di approccio in tutta l’Unione, aspetto cruciale soprattutto nelle controversie transfrontaliere. L'intera struttura si baserà sulle capacità esistenti, pertanto non dovrebbe comportare nessun costo aggiuntivo rilevante.

Ai giudici nazionali sarà affidato il controllo giurisdizionale, nel senso che saranno loro a trattare gli eventuali ricorsi contro gli atti dei procuratori europei. Nel contempo la proposta potenzia di molto i diritti procedurali degli indagati nei cui confronti la Procura europea deciderà di procedere.

Un "collegio dei 10" costituito dal procuratore europeo, quattro sostituti e cinque procuratori delegati assicureranno l'armoniosa integrazione dei livelli UE e nazionale, in primis convenendo regole generali per l'attribuzione dei casi.

Solidi diritti procedurali

La proposta conferisce alle persone indagate dalla Procura europea diritti procedurali più estesi rispetto ai sistemi nazionali. Sono ricompresi il diritto alla traduzione e all'interpretazione, il diritto all'informazione e all'accesso agli elementi di prova e il diritto a farsi assistere da un avvocato in caso di arresto.

Inoltre, le norme che istituiscono la Procura europea definiscono anche altri diritti che la legislazione dell'UE non ha ancora armonizzato, rafforzando ulteriormente i diritti procedurali. Tra questi, il diritto di non rispondere e la presunzione di innocenza, il diritto al patrocinio a spese dello Stato, il diritto di presentare elementi di prova e di chiedere l’audizione di testimoni.

La proposta definisce anche norme chiare e armonizzate sulle misure investigative che la Procura europea può disporre per le sue indagini, e disciplina la raccolta e l'utilizzo degli elementi di prova.

Migliorare la governance dell’OLAF e rafforzare le garanzie procedurali

La Commissione propone di consolidare la governance dell’OLAF e di rafforzarne le garanzie procedurali applicate nel quadro delle indagini, in funzione di quanto proposto per la Procura stessa. In proposito sono previste due grandi iniziative. La prima è l'istituzione di un controllore indipendente delle garanzie procedurali, che rafforzerà il controllo della legalità delle attività investigative dell'OLAF. La seconda è l'introduzione di una garanzia procedurale specifica sotto forma di autorizzazione rilasciata dal controllore nel caso di indagini più spinte (perquisizioni di uffici, sequestro di documenti ecc.) che l’OLAF possa chiedere di svolgere presso le istituzioni europee.

Il ruolo dell’OLAF cambierà anche con l’istituzione della Procura europea.

L'Ufficio resterà responsabile delle indagini amministrative in quei settori che esulano dalle competenze della Procura, ad esempio in caso di gravi irregolarità lesive degli interessi finanziari dell’UE o di colpa grave e di illeciti commessi da personale dell’UE senza incidenza finanziaria.

L’OLAF non sarà più invece responsabile delle indagini amministrative nei casi di frode a danno dell'Unione o di altri reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE. Questi reati saranno infatti di esclusiva competenza della Procura europea, una volta istituita. Se ne sospetterà l'esistenza, l'OLAF avrà l'obbligo di segnalarli alla Procura europea il più tempestivamente possibile. Pur non svolgendo più indagini in questo settore, l’Ufficio continuerà a prestare assistenza alla Procura europea, su richiesta di quest'ultima (come accade per altro per i pubblici ministeri nazionali). Il processo investigativo diventerà quindi più rapido e non dovrebbero più verificarsi sovrapposizioni di indagini amministrative e penali sugli stessi fatti. Aumenterà così anche il numero di azioni penali portate a compimento.

Prossime tappe

Il regolamento proposto dovrà essere adottato all’unanimità dagli Stati membri in sede di Consiglio, previo consenso del Parlamento europeo.

Se non sarà raggiunta l’unanimità al Consiglio, i trattati prevedono che un gruppo di almeno nove Stati membri possa instaurare una cooperazione rafforzata (articolo 86 del TFUE).

Contesto

Stando agli Stati membri, l'Unione perde ogni anno circa 500 milioni di euro in entrate e spese per presunti casi di frode.

È d'altronde lo stesso trattato di Lisbona che chiede di istituire una Procura europea (articolo 86 del TFUE) e di rafforzare Eurojust (articolo 85 del TFUE). Il Presidente Barroso ha reiterato l'impegno della Commissione a realizzare questo progetto nel suo ultimo discorso sullo stato dell'Unione (SPEECH/12/596) del settembre 2012.

In un documento comune del 20 marzo 2013, i Ministri della Giustizia di Francia e Germania hanno a loro volta espresso sostegno all'istituzione di una Procura europea.

Nel maggio 2011 la Commissione ha adottato la comunicazione sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea attraverso il diritto penale e le indagini amministrative che formula proposte per lottare più efficacemente contro le frodi (IP/11/644).

Nel luglio 2012 ha presentato una proposta di direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale (IP/12/767, MEMO/12/544). La proposta prevede definizioni comuni dei reati a danno del bilancio dell'Unione, sanzioni minime (tra cui la pena detentiva per i reati gravi) e termini di prescrizione comuni.

Per ulteriori informazioni

MEMO/13/693

Cartella stampa

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/criminal/news/130717_en.htm

Commissione europea – Politica di diritto penale:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-law-policy

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Homepage di Algirdas Šemeta, Commissario europeo per la Lotta antifrode:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)

ALLEGATO 1: Suddivisione delle azioni trasferite agli Stati membri, decisioni giudiziarie e condanne dal 2006 al 2011

Azioni trasferite agli Stati membri

Azioni con decisione giudiziaria

Azioni con decisioni giudiziarie in% delle azioni trasmesse

Condanne

Condanne in% delle azioni con decisione giudiziaria

Austria

8

4

50%

4

100%

Belgio

56

28

50%

18

64,3%

Belgio

37

14

37,8%

6

42,9%

Bulgaria

1

0

0%

0

NA

Repubblica Ceca

23

8

34,8%

2

25%

Danimarca

4

3

75%

1

33,3%

Estonia

3

1

33,3%

1

100%

Finlandia

12

12

100%

11

91,7%

Francia

29

12

41,4%

9

75%

Germania

168

114

67,9%

65

57%

Grecia

86

26

30,2%

5

19,2%

Ungheria

10

1

10%

0

0%

Irlanda

0

0

NA

0

NA

Italia

112

37

33%

14

37,8%

Lettonia

4

0

0%

0

NA

Lituania

9

9

100%

8

88,9%

Lussemburgo

2

1

50%

1

100%

Malta

5

0

0%

0

NA

Paesi Bassi

29

16

55,2%

5

31,3%

Polonia

90

17

18,9%

6

35,3%

Portogallo

21

9

42,9%

6

66,7%

Romania

225

128

56,9%

30

23,4%

Slovacchia

16

9

56,3%

0

0%

Slovenia

2

0

0%

0

NA

Spagna

54

5

9,3%

0

0%

Svezia

5

4

80%

4

100%

Regno Unito

19

13

68,4%

3

23,1%

Totale

1030

471

45,7%

199

42,3%

Fonte: Relazione annuale 2012 - Ufficio europeo per la lotta antifrode - Dodicesima relazione operativa, 1° gennaio - 31 dicembre 2011, tabella 6, pag. 22.


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