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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 5 luglio 2013

La Commissione consulta il pubblico su un approccio europeo ai casi di insolvenza delle imprese

La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione pubblica su un approccio europeo al fallimento delle imprese e all’insolvenza, che pone l’accento sulle modalità per aiutare le imprese sane a sopravvivere e offrire agli imprenditori onesti una seconda opportunità, tutelando nel contempo il diritto dei creditori a recuperare il loro denaro. Le procedure dovrebbero essere rapide ed efficienti, nell’interesse tanto dei debitori che dei creditori, contribuire a salvaguardare i posti di lavoro e aiutare i fornitori a mantenere la clientela e gli azionisti a preservare il valore delle società economicamente solide. Le divergenze tra diritti fallimentari nazionali possono originare incertezza giuridica e un clima “ostile” alle imprese. Gli elementi cruciali sono il tempo necessario per la remissione del debito, le condizioni per l’apertura della procedura d’insolvenza, l’insinuazione al passivo e le norme sui piani di ristrutturazione. Questa situazione può pregiudicare gli investimenti transfrontalieri. La consultazione odierna invita le parti interessate ad esprimere il loro parere sul modo migliore per risolvere tali problemi.

“L’Europa ha bisogno di una “cultura del risanamento e della ripresa” per le imprese e i privati solvibili che si trovano in difficoltà finanziarie,” ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia. “Gli imprenditori onesti dovrebbero ricevere una seconda possibilità, per evitare che, se gli affari vanno male, l’insolvenza si trasformi in una “sentenza di condanna a vita”. Le PMI, che costituiscono il pilastro della nostra economia, sono particolarmente importanti. Confido che tutti gli interessati partecipino attivamente a questa consultazione, cosicché si possano raccogliere le idee migliori per far fronte al problema delle situazioni di insolvenza delle imprese.”

La proposta di modernizzare il regolamento dell’UE sulle procedure d’insolvenza – che risale al 2000 – è un primo passo fondamentale per conformare il diritto fallimentare dell’UE alle esigenze del XXI secolo (IP/12/1354, MEMO/12/969). Nel contempo, è evidente che una revisione del regolamento non può di per sé risolvere le problematiche di fondo dei casi di insolvenza transfrontalieri, ad esempio le differenze talvolta notevoli nei diritti fallimentari nazionali. Per questo motivo, la comunicazione adottata dalla Commissione nel dicembre 2012, in parallelo alla proposta relativa al regolamento sulle procedure di insolvenza, ha avviato un processo di riflessione su un nuovo approccio dell’UE al fallimento delle imprese, alla luce delle diverse normative fallimentari nazionali. La consultazione odierna dà seguito a tale comunicazione.

Uno dei punti oggetto della consultazione è la necessità di armonizzare i “tempi di riabilitazione” (ossia il periodo necessario per chiudere un’impresa fallita), spesso considerati essenziali per l’opportunità di riavviare un’attività. Attualmente, i tempi necessari per chiudere un’impresa fallita variano notevolmente all’interno dell’UE, andando da quattro mesi in Irlanda a oltre sei anni nella Repubblica ceca; in alcuni paesi, poi, gli imprenditori falliti non possono ottenere affatto la riabilitazione.

La consultazione abbraccia anche le norme che disciplinano l’esercizio della professione di curatore. Le parti interessate inoltre sono invitate a precisare se le norme vigenti sulle funzioni e sulla responsabilità degli amministratori in caso di insolvenza comportino problemi pratici e se sia necessario introdurre a livello dell’UE norme per garantire che ai gestori che hanno agito con frode e che sono stati oggetto di interdizione in un paese sia impedito di gestire una società in un altro paese. Infine, nella consultazione si chiede se nella pratica siano sorti problemi a causa dell’incertezza giuridica derivante dalle diverse condizioni di annullabilità dinanzi ai giudici nazionali di un atto di un debitore insolvente pregiudizievole per i creditori.

La consultazione è aperta fino all’11 ottobre 2013 ed è accessibile dal seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=InsolvencyTwo

Contesto

Le imprese sono indispensabili per generare prosperità e occupazione, ma crearle - e mantenerle redditizie - è difficile, specie nell’odierno clima economico.

I dati rivelano l’urgenza di adottare misure in questo settore: il 50% di tutte le imprese non sopravvive ai cinque anni di attività. Ogni anno nell’Unione falliscono in media 200 000 aziende, con la conseguente perdita diretta di 1,7 milioni di posti di lavoro. Un quarto di questi fallimenti presenta un elemento transfrontaliero.

Per fornire una risposta a livello europeo, nel dicembre 2012 la Commissione ha presentato un pacchetto di misure per modernizzare le norme sull’insolvenza (IP/12/1354, MEMO/12/969). Gli elementi principali del pacchetto sono una proposta di modifica del regolamento sulle procedure di insolvenza e una comunicazione su “Un nuovo approccio europeo al fallimento delle imprese e all’insolvenza”.

Il diritto fallimentare europeo è costituito dal regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure d’insolvenza (“regolamento sulle procedure d’insolvenza”), applicabile dal 31 maggio 2002. Il regolamento contiene norme in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento delle decisioni e legge applicabile, e stabilisce il coordinamento di procedure aperte in più Stati membri. Esso si applica ove il debitore abbia beni o creditori in più di uno Stato membro.

Per ulteriori informazioni

Consultazione pubblica su un nuovo approccio europeo al fallimento delle imprese e all’insolvenza

http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=InsolvencyTwo

Commissione europea – procedure d’insolvenza:

http://ec.europa.eu/justice/civil/commercial/insolvency/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea e Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)


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