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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 4 luglio 2013

Lavoro nero: la Commissione avvia una consultazione con i sindacati e i rappresentanti dei datori di lavoro

La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione con i rappresentanti dei sindacati e delle organizzazioni padronali sulle eventuali future misure dell'UE per prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso attraverso una migliorata cooperazione tra le autorità degli Stati membri preposte a far rispettare la normativa del lavoro, come ad esempio gli ispettorati del lavoro, le autorità fiscali e quelle della previdenza sociale. Tale cooperazione potrebbe comportare la condivisione delle pratiche ottimali in tema di prevenzione e deterrenza, l'identificazione di principi comuni per le ispezioni dei datori di lavoro, la promozione di scambi di personale e la formazione congiunta nonché l'agevolazione di azioni di controllo congiunte.

László Andor, commissario responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha affermato: "Il lavoro sommerso è una piaga che espone i lavoratori a un maggior rischio di povertà e a condizioni di lavoro potenzialmente pericolose. Esso pregiudica la sicurezza del lavoro, l'accesso alla pensione e all'assistenza sanitaria. Priva i governi di gettito fiscale e di contributi previdenziali. I governi, i datori di lavoro e i sindacati devono operare di concerto a livello unionale per prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso".

La consultazione aiuterà la Commissione ad attuare i suoi obiettivi politici al fine di affrontare la piaga del lavoro sommerso, come indicato nel pacchetto Occupazione dell'aprile 2012. Il pacchetto ribadisce che la trasformazione del lavoro informale o non dichiarato in un rapporto di lavoro regolare potrebbe contribuire a ridurre la disoccupazione. Il pacchetto sottolinea la necessità di una migliore cooperazione in tema di lavoro sommerso tra gli Stati membri e sollecita la creazione di una piattaforma unionale degli ispettorati del lavoro e di altri organi repressivi per lottare contro il lavoro sommerso.

Il documento di consultazione fa una panoramica dei principali problemi derivanti dal lavoro sommerso (compreso il finto lavoro autonomo), passa in rassegna gli studi recenti sul lavoro sommerso e delinea gli obiettivi e l'eventuale contenuto di una futura iniziativa unionale di lotta contro il lavoro sommerso. Questa iniziativa dovrebbe essere adottata nel secondo semestre del 2013.

Le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori hanno tempo fino al 20 settembre 2013 per esprimere i loro punti di vista e i loro commenti.

Contesto

A livello europeo il lavoro sommerso viene definito come "qualsiasi attività retribuita lecita di per sé ma non dichiarata alle autorità pubbliche, tenendo conto delle diversità dei sistemi giuridici vigenti negli Stati membri".

Il lavoro sommerso è un fenomeno complesso ed è il risultato di tutta una gamma di fattori diversi, come una tassazione eccessiva del lavoro e gli altri costi del lavoro, procedure amministrative eccessivamente complesse e onerose, scarsa fiducia nel governo, assenza di meccanismi di controllo, carenza di posti di lavoro regolari sul mercato del lavoro e livelli elevati di esclusione sociale e povertà. Modalità più efficienti per affrontare il problema del lavoro sommerso aiuterebbero gli Stati membri a raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020 consistenti nell'assicurare che il 75% delle persone nella fascia di età dai 20 ai 64 anni abbia lavoro e che si riduca di 20 milioni di unità il novero di coloro che versano in condizioni di povertà e di esclusione sociale o sono esposti al rischio di cadervi.

Livelli elevati di lavoro sommerso pregiudicano l'agenda politica dell'UE volta a migliorare la creazione di posti di lavoro, la qualità del lavoro e il consolidamento fiscale. Il lavoro sommerso ha gravi implicazioni sul bilancio poiché determina un gettito fiscale più basso e l'elusione dei contributi previdenziali. Esso ha impatti negativi sull'occupazione, la produttività e gli standard lavorativi, lo sviluppo delle competenze e l'apprendimento permanente. Il lavoro sommerso rappresenta una base estremamente labile per quanto concerne i diritti a pensione e l'accesso all'assistenza sanitaria.

La prevenzione e la disincentivazione del lavoro sommerso rientrano per l'essenziale nelle responsabilità degli Stati membri. Considerata la complessità e la diversità delle forme di lavoro sommerso non vi è una soluzione univoca per combatterlo. L'intervento a livello unionale finalizzato a promuovere la cooperazione tra le autorità nazionali e ad agevolare lo scambio delle pratiche ottimali potrebbe però integrare in modo sostanziale il ruolo cruciale svolto da queste autorità nella prevenzione, individuazione e repressione del lavoro sommerso.

Per ulteriori informazioni

Voci delle rubriche Notizie sul sito web della DG Occupazione, affari sociali e inclusione

Sito web di László Andor

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Persone da contattare:

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Cécile Dubois (+32 2 295 18 83)


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