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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 28 Giugno 2013

Raggiunto un accordo su misure di austerità e riforme per la funzione pubblica europea

I rappresentanti degli Stati membri hanno approvato oggi un pacchetto di misure di austerità e riforme per la funzione pubblica europea che consentirà di risparmiare 2,7 miliardi di euro entro il 2020 e 1,5 miliardi di euro l'anno sul lungo termine.

È stato ribadito in tal modo l'accordo raggiunto martedì 25 giugno tra i rappresentanti del Parlamento, della presidenza irlandese e della Commissione, al quale la commissione giuridica del Parlamento aveva già manifestato il suo consenso il giorno precedente (il 24).

Il vicepresidente Maroš Šefčovič ha dichiarato: "Mi compiaccio della decisione degli Stati membri e della commissione giuridica. Sebbene non soddisfi appieno tutte le parti interessate, l'accordo rappresenta una risposta adeguata alla crisi e un compromesso ragionevole che permette al contempo alle istituzioni europee di continuare ad adempiere la propria missione. I negoziati sono stati molto difficili, ma sono lieto che abbiamo trovato un compromesso accettabile. La funzione pubblica europea sarà ulteriormente modernizzata, soprattutto grazie a una migliore commisurazione della retribuzione alle responsabilità. Chi supera le difficili procedure di selezione e assunzione deve essere pronto a lavorare indefessamente per l'Europa e i suoi cittadini, anche prolungando l'orario di lavoro e posticipando l'età pensionabile".

La proposta prevede:

• congelamento dei salari e blocco delle pensioni per due anni;

• riduzione del personale del 5% in tutte le istituzioni nel periodo 2013-2017, che comporterà un taglio complessivo di 2 500 posti (più dell'intero organico della Corte di giustizia);

• aumento dell'orario minimo di lavoro settimanale per il personale di tutte le istituzioni da 37,5 a 40 ore, senza adeguamenti salariali a titolo di compensazione;

• innalzamento dell'età pensionabile, che passerà da 63 a 66 anni per i nuovi assunti e a 65 anni per il personale già in servizio; sarà inoltre più facile continuare a lavorare fino a 70 anni per chi lo desidera e la correlazione tra età pensionabile e aspettativa di vita sarà riformulata;

• nuovo "prelievo di solidarietà" del 6%, aggiunto all'attuale aliquota dell'imposta sul reddito, fino a una percentuale del 45%; per i due gradi più elevati dei funzionari e per i commissari, tale prelievo corrisponderà al 7%. Il prelievo sarà introdotto durante il periodo di congelamento delle retribuzioni, dando luogo a un'immediata riduzione degli stipendi netti per gran parte del personale;

• riduzione annuale del coefficiente di maturazione dei diritti a pensione dall'1,9% all'1,8% per i neoassunti e abolizione del pensionamento anticipato senza riduzione dei diritti a pensione maturati;

• stipendi più bassi a fine carriera (-22%) per un gran numero di amministratori e assistenti, grazie a una migliore commisurazione del grado alle responsabilità e a una riduzione dei tassi di promozione, che si tradurrà anche in pensioni più basse;

• riduzione degli stipendi del personale amministrativo e di segreteria neoassunto del 13% a inizio carriera, fino ad arrivare a un taglio del 40% a fine carriera;

• nuovo metodo semplificato per adeguare gli stipendi e le pensioni sulla base delle decisioni politiche prese da 11 Stati membri per i dipendenti pubblici nazionali, che tenga conto anche delle situazioni di profonda crisi economica e finanziaria (il nuovo metodo sarà sospeso fino al 2015);

• riduzione del numero massimo di giorni di ferie concesso al personale per il viaggio annuale nello Stato membro di provenienza da 6 a 2 giorni e mezzo, con riduzione della corrispondente indennità;

• possibilità di un maggiore ricorso agli agenti contrattuali, le cui retribuzioni sono inferiori a quelle dei funzionari permanenti, grazie all'estensione della durata massima dei contratti da 3 a 6 anni.

Contesto

Il testo dell'accordo, basato su un importante pacchetto di riforme e misure di austerità varato nel 2004 che consentirà di risparmiare 8 miliardi di euro entro il 2020, sarà trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione per la decisione finale.

Negli ultimi anni, la Commissione ha seguito una politica di assunzioni zero, facendo fronte alle nuove priorità politiche con una ridistribuzione interna del personale, e ha messo a punto strumenti e procedure per migliorare l'organizzazione e l'efficienza interne. Le spese amministrative sono state congelate in termini reali nel 2012 e nel 2013 e la Commissione ha proposto di proseguire su questa strada, mantenendo il livello di congelamento del 2013, per tutto il quadro finanziario pluriennale 2014-2020.

Le spese amministrative incidono per circa il 4,5% sul bilancio dell'UE che, a sua volta, rappresenta grosso modo l'1% del PIL dell'Unione.

Contatti:

Marilyn Carruthers (+32 2 299 94 51)

Antonio Gravili (+32 2 295 43 17)


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