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Commissione europea

Comunicato Stampa

Bruxelles, 25 giugno 2013

La relazione dell’OCSE conferma: l'investimento dell’UE nell'istruzione e nell’occupabilità dei giovani paga

La Commissione europea ha espresso oggi il suo plauso per la pubblicazione della relazione annuale Education at a Glance 2013, elaborata a cura dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che analizza i sistemi di istruzione di trentaquattro paesi membri dell’OCSE, di cui ventuno sono Stati membri dell’UE, nonché di Argentina, Brasile, Cina, India, Indonesia, Russia, Arabia Saudita e Sudafrica. La relazione individua le sfide per i sistemi d'istruzione europei che l'Unione e i suoi Stati membri devono affrontare congiuntamente e ribadisce l’importanza di politiche volte a modernizzare tali sistemi e ad offrire maggiori possibilità ai giovani di studiare o di formarsi all’estero.

"La relazione, importante fonte di conoscenze e di dati per i decisori politici, ci aiuta a comprendere meglio le sfide che ci aspettano. Investire nell’istruzione conviene sempre nel lungo periodo e gli Stati membri devono tenerne conto nel decidere lo stanziamento dei fondi pubblici. Come confermato dalla relazione, i tagli alla spesa per l’istruzione in generale e agli stipendi degli insegnanti in particolare possono ostacolare il conseguimento del nostro obiettivo, vale a dire sistemi di istruzione efficaci e di grande qualità", ha affermato Androulla Vassiliou, commissaria europea responsabile per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.

"Il nostro compito è ora garantire che i nostri giovani siano motivati e che possiedano le competenze richieste nel 21° secolo, nonché lo spirito imprenditoriale necessario per riportare l’Europa sulla via della crescita. Dobbiamo essere pronti ad operare riforme affinché i nostri sistemi d'istruzione possano competere con i migliori al mondo e, perché ciò sia possibile, dobbiamo investire. Tuttavia, come risulta chiaramente dalla relazione, alcuni Stati membri riescono meglio di altri a mantenere il livello di spesa per l’istruzione."

Gli investimenti in un'istruzione e una formazione di qualità, in particolare a fronte dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile, figurano al centro dell’agenda politica dell’UE. Il Consiglio europeo che si riunirà il 27 e 28 giugno prossimi si occuperà essenzialmente delle misure volte a promuovere l’occupazione dei giovani. La Commissione ha contribuito al vertice della prossima settimana lanciando una nuova iniziativa: "Lavorare insieme per i giovani d'Europa - Invito ad agire contro la disoccupazione giovanile". Nella comunicazione così intitolata essa illustra le azioni che l'UE ha adottato o adotterà per aiutare gli Stati membri a modernizzare e a migliorare i loro sistemi di istruzione, un approccio questo che è in sintonia con le conclusioni della relazione Education at a Glance 2013.

La relazione è presentata oggi a Bruxelles da Andreas Schleicher, direttore aggiunto per l'Istruzione e le competenze dell'OCSE; Xavier Prats Monné, vicedirettore generale della Direzione generale dell’istruzione e della cultura della Commissione europea, interverrà sull'argomento analizzando l'importanza delle conclusioni della relazione per l’UE.

Education at a Glance 2013 a proposito dell’Europa:

Education at a Glance è una pubblicazione annuale dell’OCSE che attinge a dati compilati dall'Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat) e dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). La relazione presenta i dati sull’istruzione provenienti dai trentaquattro paesi aderenti all’OCSE, di cui ventuno sono Stati membri dell’UE. Sei Stati membri dell’UE non fanno parte dell’OCSE (Bulgaria, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta e Romania) e non sono pertanto trattati nella relazione.

La Commissione plaude alla relazione nel contesto di una rafforzata cooperazione nell’analisi dei sistemi d’istruzione tra il dipartimento dell’OCSE per l’Istruzione e la direzione generale dell’istruzione e della cultura della Commissione. La relazione conferma l’analisi ad opera della Commissione delle tendenze che caratterizzano i sistemi d’istruzione europei, tenendo conto al contempo delle notevoli diversità tra gli Stati membri.

La spesa per studente nel campo dell'istruzione è in calo nella maggior parte dei paesi dell’UE, anche se si mantiene leggermente superiore alla media dell’OCSE. Nel 2010 la spesa per studente a tutti i livelli dell'istruzione nei ventuno Stati membri dell'UE aderenti all’OCSE è stata di 7 200 € rispetto ai 6 900 € dell’insieme dei paesi dell'OCSE. È un dato preoccupante; inoltre, i dati dell'UE sulla spesa pubblica per l’istruzione in percentuale del PIL indicano che in cinque paesi dell’UE (Bulgaria, Grecia, Italia, Romania e Slovacchia), oltre ad uno scarso livello degli investimenti in termini assoluti, dal 2008/2009 si registra anche un trend al ribasso della spesa in tale settore.

In media, il 15% dei giovani di età compresa fra i 15 e i 29 anni nel 2011 risultava disoccupato o non iscritto a corsi d'istruzione o di formazione (i cosiddetti "NEET", ossia "not in employment, education or training"), dato questo leggermente migliore rispetto alla media generale dell’OCSE (16%). Tuttavia, oltre il 20% dei giovani di Grecia, Irlanda, Italia e Spagna rientrava in tale categoria. Dagli ultimi dati dell’UE risulta che nel 2012 la situazione è ulteriormente peggiorata nei tre paesi dell'area meridionale. Programmi specifici nel campo dell'istruzione e della formazione, compresi programmi di apprendistato e di tirocinio di elevata qualità nel quadro dell'iniziativa "garanzia per i giovani dell'UE", hanno un ruolo fondamentale da svolgere per evitare il rischio di "una generazione perduta".

I paesi dell’UE registrano un’elevata percentuale di studenti impegnati in corsi di formazione professionale a livello di istruzione secondaria superiore, che supera notevolmente la media dell'OCSE. Tuttavia, il quadro varia considerevolmente da uno Stato membro all’altro: nel 2011 tale percentuale era di oltre il 70% in Austria, Belgio, Repubblica ceca, Finlandia e Repubblica slovacca. In Estonia, Irlanda, Grecia, Ungheria, Portogallo e nel Regno Unito invece erano al massimo il 40% gli studenti che seguivano tali programmi; analoga era anche la situazione nei paesi terzi, ad eccezione dell’Australia. La Commissione europea esorta gli Stati membri ad ottimizzare i benefici dell’apprendimento sul lavoro per agevolare il passaggio dei giovani dalla scuola alla vita professionale. Il 2 luglio, i commissari Androulla Vassiliou e László Andor daranno il via a Lipsia all’Alleanza europea per l'apprendistato, per rafforzare la qualità, l'offerta e l’immagine dell’apprendistato e della formazione professionale in tutta l’UE.

Nei paesi dell’UE gli insegnanti guadagnano in media tra il 77% e l’89% del salario di altri lavoratori a tempo pieno con analoga formazione; tra il 2009 e il 2011 i loro stipendi sono calati in termini reali del 4% circa. Se tale tendenza dovesse continuare, potrebbe mettere in pericolo l’assunzione di una nuova generazione di insegnanti motivati, destinata a sostituire un corpo insegnante che invecchia, prossimo ormai alla pensione.

La distribuzione di genere nell’istruzione terziaria nei paesi dell’UE sta migliorando, anche se non in maniera uniforme in tutti i settori di studio. Come rivela la relazione, da tempo in Europa le donne in possesso di un diploma universitario di primo livello o di master sono più numerose dei maschi e la loro quota sta aumentando (nel 2011 erano il 60% dei laureati nell'UE-21 aderenti all’OCSE, rispetto al 55% del 2000). Tuttavia, nelle discipline fondamentali, quali la matematica, le scienze e la tecnologia, la partecipazione delle donne è aumentata solo leggermente, passando dal 40 al 42% (fuorché nella Repubblica ceca, nella Germania e nella Slovacchia, in cui l'aumento è stato di oltre 10 punti percentuali), mentre solo il 28% degli ingegneri era composto da donne (rispetto al 23% del 2000). Gli uomini e le donne con un titolo di istruzione superiore avevano opportunità di occupazione molto maggiori rispetto alle persone con un livello di istruzione inferiore; tuttavia, il divario tra i tassi di occupazione dei diplomati maschi e femmine dell’istruzione terziaria nella fascia di età 25-64 anni era in media di 7 punti percentuali per gli UE-21 rispetto ai 9 punti percentuali per l’insieme dei paesi dell'OCSE.

Per ulteriori informazioni

Presentazione di Andreas Schleicher e Xavier Prats Monné web streamed

Il testo integrale della relazione Education at a Glance 2013 è disponibile su website

Indicatori di Education at a Glance 2013: OECD Indicators

European Alliance for Apprenticeships

Commissione europea: targets in education and training

Commissione europea "Education and Training Monitor 2012"

Istruzione e formazione Benchmark leaflet

Rapporto Eurydice su Funding of Education in Europe

Rapporto Eurydice Key data on teachers in Europe

Persone da contattare :

Dennis Abbott (+32 2 295 92 58) Twitter: @DennisAbbott

Dina Avraam (+32 2 295 96 67)

Allegato 1: Spesa pubblica annua per l’istruzione per studente (2010)

Allegato 2: Giovani che non hanno un lavoro, né frequentano corsi di istruzione o formazione (2008 e 2011)


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